Storia: Il tempio di Ercole sulla via Appia
04/05/2018
Marco Bellitto
Nello studio riguardo alcuni monumenti della via Appia nel nostro territorio dei Colli Albani, ricordo che uno dei rompicapo era stato quello di essermi imbattuto nel racconto del rinvenimento delle gambe dell’Ercole Farnese nei pressi di Frattocchie nel 1560, come ricordava il Condivi nelle note alla “Vita di Michelangelo”. Non riuscivo a collegare questa storia con tutto quello che riguardava Frattocchie e la sua storia legata alle vicende dell’antica Bovillae. Un suggerimento insperato mi venne da una confidenza del mio amico Armando che mi ricordò come Marziale nei suoi Epigrammi, descrivesse la statua dell’imperatore Domiziano nelle vesti di Ercole e di un tempio presso l’VIII miglio della via Appia dedicato allo stesso imperatore: “Herculis in magni vultus descendere Caesar dignatus Latiae dat nova templa viae: qua triviae nemorosa petit dum regna viator, octavum domina marmor ab urbe legit”, trad. “Cesare degnatosi di abbassarsi all’aspetto del grande Ercole, dona nuovi templi alla via del Lazio (Appia), ove il viaggiatore mentre si incammina verso i regni boscosi della dea Diana e legge l’ottava pietra miliare dalla città sovrana”. Marziale Epigrammi Libro IX, epig. LXV. Il fatto poi che nel secolo scorso sia la tenuta sia la stazione di Frattocchie coincidessero con l’attuale territorio di Ciampino nei pressi dell’aeroporto, rendeva ancor più concreta la mia ricerca.
Fu così che un sabato mattina con un gruppo di amici decidemmo di cercare qualche indizio visto che anche alcuni recenti studi e articoli, riguardo al tempio di Ercole all’VIII miglio, smentivano l’attestazione di tale sito sino allora considerato come dimostrano le foto Alinari o gli studi e le mappe topografiche realizzati a riguardo in passato, proponendolo invece come una sorta di grande mercato nei pressi del monumento conosciuto come “Berretta del prete”. Ripercorrendo a piedi la via Appia dal X miglio attestato presso la Stazione di Santa Maria delle Mole in direzione verso Roma, nel ricalcolare le distanze con l’ausilio di un apparato GPS, notavamo che l’VIII miglio poteva ricadere prima dell’incrocio con via di Fioranello e avevamo tutti la percezione che fossimo sulla strada giusta per una scoperta che si sarebbe rivelata straordinaria. La zona conosciuta in passato come Tenuta del Palombaro o Tenuta Maruffi e ora in parte di proprietà del Principe Boncompagni –Ludovisi, già resa famosa nei secoli passati dal rinvenimento di numerose statue che oggi si trovano nei musei più famosi al mondo, si presentava come un luogo selvaggio e abbandonato, con la tomba di Gallieno circondata dai ponteggi di restauro e una pineta malfrequentata. Nelle stesse vicinanze un’antica cava abbandonata meta di scalatori appassionati del moderno climbing: una cava di basalto originatosi circa 290.000 anni fa dall’ultima colata del Vulcano Laziale, detta di “capo di Bove”, dal fatto che il flusso del magma si era arrestato nei pressi del Mausoleo di Cecilia Metella, prendendo così il nome dai “bucrani”, ossia quelle teste di crani dei buoi scolpite nei fregi dello stesso mausoleo. La scoperta più importante avvenne proprio all’ingresso di un viale che conduce a una nota azienda, la Riserva della Cascina, un’azienda vitivinicola a conduzione famigliare che produce dei vini eccellenti, rispettando le tradizioni di quei contadini che, per la qualità dei prodotti, hanno fatto la storia del nostro territorio. A ridosso delle macere che costeggiano l’antico tracciato della più famosa via romana in quel tratto, ci trovammo di fronte a delle enormi cornici scolpite nel marmo lunense di tali dimensioni e dalle modanature così decorate da non lasciar alcun dubbio sul sito ritrovato, quello del tempio di Ercole edificato da Domiziano all’VIII miglio della Regina Viarum che potrebbe riservarci molte belle sorprese e forse ancora restituirci il braccio e la mano sinistra originaria mancante alla statua di Domiziano oggi Ercole Farnese che possiamo ammirare nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Marco Bellitto
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