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a cura del
Comitato di Quartiere.

Santa Maria delle Mole

Santa Maria delle Mole

Il portale del cittadino


Sito donato da
Francesco Raso

 

Inasprimento sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza


Nazionali (124)

 

Constatato che la guida in stato di ebbrezza è la causa più ricorrente che sistematicamente, ogni week-end ed in occasione di festività, costituisce, per numerosi Giovani, il drammatico epilogo di una nottata di illusorio divertimento; si considera opportuno riepilogare le norme che stabiliscono i limiti di consumo di alcol ammessi prima di mettersi alla guida di un veicolo in condizioni fisiche adeguate per una conduzione vigile e responsabile, e per evitare di incorrere nelle inasprite sanzioni amministrative e penali previsti dagli articoli 186 e 186 bis del Codice della Strada. Articoli che stabiliscono rispettivamente: il divieto di guida in stato di ebbrezza derivante dal consumo di bevande alcoliche e le sanzioni di seguito descritte per:

 

 

- riscontro di tasso alcolemico:

· da 0,5 a 0,8 grammi per litro (g/l) di sangue: sanzione amministrativa minima di 532 euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi;

· da 0,8 a 1,5 g/l: sanzione penale (ammenda) minima di euro 800, arresto fino a 6 mesi e sospensione della patente da 6 a 12 mesi;

· superiore a 1,5 g/l: sanzione penale (ammenda) minima di 1.550 euro, arresto fino a 12 mesi e sospensione della patente da 12 a 24 mesi;

· superiore a 1,5 g/l con reiterazione (ripetizione) nell’arco di 2 anni e di 3 anni per i conducenti di cui all’art. 186 bis (cioè di età inferiore a 21 anni, per i neopatentati:

coloro che hanno conseguito la patente A2, A, B1, e B da meno di 3 anni, e per chi esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone o di cose):
revoca della patente, per casi considerati particolarmente gravi dal legislatore;

· superiore a 1,5 g/l, per violazione a cui sia conseguita un sinistro stradale: revoca della patente;

· superiore a 1,5 g/l, per violazione da parte di guidatori professionali di mezzi pesanti: revoca della patente;

 

 

- rifiuto di sottoporsi all’alcol test:

· applicazione delle sanzioni come per il caso in cui il tasso alcolemico sia superiore a 1,5 g./l;

· ed in caso di reiterato rifiuto nell’arco di 2 anni: revoca della patente di guida;

 

 

- guida in stato di ebrezza e sinistri stradali:

· raddoppio delle sanzioni fin qui elencate, fermo amministrativo del veicolo;

per 180 giorni e confisca (Requisizione da parte dello Stato di un bene connesso all’attuazione di un reato) del veicolo, se di proprietà del conducente;

· e revoca della patente, se il sinistro è provocato da conducente con tasso alcolemico superiore ad 1,5 g/l;

 

 

- I neopatentati:

· aumento di 1/3 delle sanzioni (sia in relazione all’ammontare di quelle pecuniarie, che alla durata delle pene detentive e della sospensione della patente), se la violazione è commessa da soggetti di cui al richiamato art. 186 bis. Categorie di conducenti, quest’ultimi, ai quali, inoltre, viene applicata una sanzione amministrativa minima di euro 164, anche se il valore del tasso alcolemico risulta essere inferiore a 0,5 g/l;

 

 

- violazioni commesse in orari notturni, compresi fra le 22,00 e le 7,00:

· aumento di 1/3 o della metà delle sanzioni, se trattasi di conducenti di cui all’art. 186 bis.

 

 

Inoltre, la violazione delle citate norme ha conseguenze anche sulla patente dei trasgressori, per effetto della decurtazione di punti:

· 10 per tutte le violazioni di cui sopra;

· 20 nel caso il soggetto trovato ubriaco sia un neopatentato;

· 5 se la violazione è commessa dai conducenti di cui all’art. 186 bis, se il tasso alcolemico risulti inferiore a 0,5 g/l.

 

 

Gli aumenti di sanzioni sopra riportati vorrebbero costituire un deterrente per cercare di impedire che un utilissimo mezzo destinato a favorire il conseguimento di obiettivi operativi e soprattutto ricreativi, si trasformi in un congegno causa di morte o di invalidanti menomazioni e, bene che vada, in compromettenti conseguenze morali, oltre che amministrative, penali ed economiche.

 

 

Comunque si ritiene che, a prescindere dalle non trascurabili intenzioni di contenimento delle violazioni tramite le sanzioni, quel che dovrebbe prevalere, particolarmente nei Giovani, è il “buon senso“ ed il “senso di responsabilità“. Sentimenti che dovrebbero anteporre la propensione verso le migliori prospettive di vita e per tutto ciò che può promuovere edificanti e sane emozioni, alla ricorrente tendenza a condividere fatue pregiudizievoli ebbrezze che, nell’immediatezza, alterano sensibilmente o annullano le facoltà mentali e fisiche e nel tempo, procurano non sottovalutabili effetti patologici.

 

 

Se poi si è proprio convinti che non esistano alternative di “divertimento” altrettanto appaganti di quelli derivanti dall’eccesso del consumo di alcol o di altre sostanze che offuscano la mente, si abbia almeno, in simili circostanze, l’accortezza di organizzare, in anticipo, rientri a casa con mezzi e conducenti esenti dall’influenza di tali sostanze, per scongiurare il pericolo di esporre la propria preziosa, unica, vita e quella degli immancabili trasportati a probabili gravi rischi.

 

 

Articolo del Prof. Domenico Brancato

Cozze ripiene

Cucina (10)

 

Ingredienti 

 

500 gr. di cozze;

250 gr. di pane raffermo;

Olio d’oliva q.b.;

1 uovo;

2 spicchi d’aglio + prezzemolo;

Formaggio grattugiato (grana o pecorino);

Latte o acqua per l’ammollo;

Sale e pepe q.b.;

700 gr. passata di pomodoro;

Filo di cotone.

 

 

Procedimento

 

In una ciotola, ammollate il pane con acqua o latte, strizzate bene la mollica e trasferite il tutto in una terrina, aggiungete: pepe, prezzemolo, l’aglio tritato, il formaggio, l’uovo ed il sale.

Amalgamate il tutto e tenete da parte. Preparare il sugo, facendo rosolare l’aglio, con un filo d’olio, aggiungete la passata di pomodoro e fate cuocere per dieci minuti.

Lavate bene le cozze ed apritele a libro, una volta aperte farcite con un po’ d’impasto.

Chiudete le cozze con un filo di cotone e sistematele nel sugo, fate cuocere con il coperchi per 15 minuti. Prima di servire togliere il filo.

 

 

Buon appetito da Nunzia

CERCO LAVORO

Donna italiana 52 anni automunita, mamma di due figli, cerco lavoro possibilmente in fascia oraria 8.30/15.30. Esperienza varie ma sono disponibile anche x pulizie.
Ragazza di 31 anni cerca lavoro come cassiera commessa pulizie NON automunita
Cerco lavoro in ambito area amministrativa non contabile

 

 


l'invio del testo della petizione può essere richiesto tramite e. mail al seguente indirizzo:alessandrolioi@alice.it

comunico ai cittadini di Santa Maria delle Mole che sabato giorno 19 e domenica giorno 20, dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,30 alle ore 18,30 presso il bar "Delizie " si raccoglieranno le firme per una petizione che riguarda il ritorno dei decolli aeroportuali come avvenuto dal 2014 al 2018 e la diminuizione dei voli in modo più equo per gli abitanti Altresì sabato 26 e domenica 27 le firme si raccoglieranno in Piazza P. Togliatti negli stessi orari di cui sopra Si prega di essere muniti di documento valido; Di far intervenire amici e parenti; Si dovranno raccogliere 2.000 firme. DIAMOCI DA FARE, QUESTO E' UN IMPEGNO CIVICO PER NOI PER I NOSTRI FIGLI E NIPOTI VI RINGRAZIO AMICI

capisco le perplessità dei cittadini di Santa Maria Nuova ed in tal senso la riduzione dei voli in decollo dall'aeroporto di Ciampino è tenuta dal Comitato Civico in seria considerazione. Tuttavia devo anche far presente che la zonizzazione acustica, per legge, sia Italiana che dell'UE deve essere attuata dove insiste sul territorio il minor numero di persone soggette al danno acustico. Desidero far presente che il tratto di decollo del vecchio cono di volo ( Appia Vecchia, Appia Nuova) nel tratto di fronte al Palazzo del Ghiaccio) dove non vi sono scuole, non vi è abitato era il miglior luogo per la zonizzazione acustica. Le sembra giusto istituire una zonizzazione acustica dove vi è il maggior numero di persone che sopportano il rumore!!!!!! Perché tutti dobbiamo subire il rumore di chi sapeva di abitare dove vi era da tempo il rumore!! A me non sembra giusto. venga assemblea DEL 05 PROSSIMO, ORE 18,30, Centro Anziani è saprà come il tutto è avvenuto forse politicamente!!!Saluti

RIGUARDO I VOLI CHE STANNO AUMENTANDO VORREI METTERE ALLA VOSTRA ATTENZIONE IL SITO DEL COMITATO CHE VI TERRà INFORMATI RIGUARDO L'EVOLVERSI DEL PIANO DEI VOLI CHE IN QUESTO MOMENTO NON E' POSITIVO PER SANTA MARIA DELLE MOLE . TUTTO QUELLO CHE SI STA FACENDO E LE RIUNIONI CHE VERRANNO FATTE SONO SU QUESTO SITO . ANCHE PERCHE' I VOLI SONO AUMENTATI [comitatoaeroportociampino.wordpress.com/](comitatoaeroportociampino.wordpress.com/)

È vero Francesco,è vero Gianni ,sono d’accordo con voi . Un po’ di tolleranza non fa male D’altronde un po’ di festa con un po’ di musica e gente in giro per le nostre strade fa solo bene alla nostra bella cittadina

Qualcuno sa dirmi che fine ha fatto la MADONNINA che si trovava sull’appia all’incrocio con la via che va su al Lago di Albano ? Grazie

 

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Delegazione: il CdQ S. Maria delle Mole consegna quasi 2000 firme

S. Maria delle Mole    (commenti:1) (732)

 

Nella mattinata di mercoledì 13 novembre, il Comitato di Quartiere S.Maria delle Mole, rappresentato dal Presidente Antonio Calcagni e del Segretario Luca Perrone, insieme ad alcuni componenti del direttivo, è stato ricevuto dal vicesindaco Paola Tiberi per la consegna delle firme riguardanti il ripristino della delegazione a S.Maria delle Mole.

 

Il Comitato ha consegnato quasi 2000 firme, tutte raccolte in maniera autonoma, per richiedere il ritorno degli uffici comunali a S.Maria delle Mole o comunque in un luogo baricentrico, idoneo e facilmente raggiungibile tra S. Maria, Cava dei Selci e Frattocchie e la riapertura a giorni alterni tra Marino e Frattocchie dell’ufficio anagrafe.

 

L’iniziativa del Comitato è stata concepita fin dall’inizio in maniera collaborativa verso l’Amministrazione proprio per sollecitare un intervento tempestivo e ridurre al minimo i disagi che la cittadinanza sta avendo da quando, nel 2015, fu spostata in maniera scellerata la delegazione su Via Nettunense prima e sono sorti i problemi di carenza di personale poi.   

 

E’ stata riscontrata nella cittadinanza grande sensibilità su questo tema visto che da anni è in atto una vera e propria spoliazione dei servizi ed il Comitato si dichiara molto soddisfatto del risultato raggiunto in quanto, oltre all’alto numero di firme raccolte in pochi giorni, ha riscontrato piena disponibilità e consapevolezza del problema da parte dell’Amministrazione, che ha illustrato le ipotesi attualmente al vaglio con l’impegno di trovare e comunicare quanto prima una soluzione.  

 

Per quanto riguarda la riapertura dell’ufficio anagrafe a giorni alterni tra Marino e Frattocchie, è stato comunicato che a breve verrà attivato tale servizio. Il Comitato ne prende atto con grande soddisfazione in quanto si adoperò fin da subito con l’Amministrazione Comunale affinché tale richiesta avesse un seguito concreto in tempi brevi, nell’attesa di riavere il ripristino della delegazione (come fino al 2014) nel nostro territorio.

Speculazione Divino Amore e riduzione dei voli

S. Maria delle Mole    (commenti:1) (352)

Sabato 9 Novembre, una data particolarmente importante per la nostra Cittadina di Santa Maria

 

Sabato 9 Novembre, presso piazza P. Togliatti, dalle 10,00 alle 13,00, alla presenza delle massime autorità comunali e con la partecipazione di alcuni consiglieri regionali, ma soprattutto di un folto gruppo di Cittadini, si sono affrontati  due spinosi problemi che, da oltre un decennio incombono, come una spada di Damocle, sulla nostra Città, ovvero:

 

La speculazione edilizia denominata “Divino Amore”, che nelle scellerate menti di chi l’ha pensata, avrebbe dovuto portare in un solo colpo  ulteriori 12.500 abitanti, così da rendere definitivamente invivibile la nostra Cittadina, oltre alla realizzazione di un enorme  centro commerciale che avrebbe asfaltato definitivamente il commercio locale, che già ora soffre di suo.

 

All’iniziativa, organizzata da A.D.A. acronimo di (Argine Divino Amore), un’Associazione che ormai da oltre un decennio si batte per questa giusta causa, hanno aderito molti altri Comitati ed Associazioni locali, da sempre in prima linea nella difesa del nostro territorio.

 

Tra questi vanno  ricordati:  Lega Ambiente Appia sud “il Riccio”; Italia Nostra Castelli Romani; Web Magazine Noi Cambiamo; l’Associazione Per il Cambiamento; l’Associazione Sempre Boville oltre ai Comitati di Quartiere di Gente Aldo Moro, ed il nostro Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole.

 

A completare la partecipazione, la qualificata presenza della direttrice del parco Appia Antica,  Dott.ssa Alma Rossi.

 

Sull’annoso problema, sono state ricordate le mosse dell’Amministrazione Comunale, che con le  delibere:  nr. 2 del 28.02.2018, e la nr. 23 del 10.08 2018 ha inteso porre una pietra tombale sulla suddetta speculazione, ma che su cui incombe ora una sentenza del TAR  che in data 19.07.2019  dovrebbe aver deciso.

 

Una sentenza, di cui a giorni si aspetta la pubblicazione, intentata dalla cordata di imprese interessate alla speculazione, quale richiesta risarcimento nei confronti  del Comune ma anche  dei singoli Consiglieri Comunali che hanno approvato  le suddette Delibere.

 

Una richiesta di risarcimento danni  da 280 milioni, un valore da cui è facile cogliere l’aspetto intimidatorio.

 

Una pretestuosa richiesta  contro cui, noi del Comitato di Quartiere, in data 16-07-2019, nell’articolo in allegato https://www.smariamole.it/news.asp?p=229, avevamo chiesto  a tutte le forze politiche di prendere le distanze, un appello che evidentemente non tutti potevano fare proprio.

 

Altro avvenimento di primaria importanza in questa storia è stato, l’approvazione da parte della Regione Lazio della legge nr. 55, del 25-09-2018, che  ha previsto ampliamento  per altri 1.213 ettari, dell’area del parco dell’Appia Antica, che ora comprende anche il territorio cosiddetto del “Divino Amore”, proprio quello su cui si era indirizzata la suddetta  speculazione edilizia.

 

Una decisione  storica e coraggiosa, che certo ha risentito anche delle vicissitudini giudiziarie che hanno coinvolto l’ex Sindaco di Marino, Adriano Palozzi.

 

Altro problema, di primaria importanza, che è stato discusso un questo incontro pubblico, è stato quello della riduzione dei voli sull’aeroporto di Ciampino, e conseguente abolizione della rotta di decollo “sperimentale” avviata nel gennaio di quest’anno, che tanto disagio sta provocando ai numerosi abitanti della nostra Cittadina.

 

Una sperimentazione, su cui la Commissione Aeroportuale, riunitasi nei giorni scorsi,  doveva  decidere, ma che come capita  spesso si è deciso di rinviarne la decisione alla prossima riunione  prevista per il 12-12-2019.

 

Il Coordinatore del CRIAAC acronimo di (Comitato Riduzione Impatto Ambientale Aeroporto Ciampino) ha  ricordato, come  la nuova rotta sperimentale si sia rivelata soprattutto come l’ennesima occasione per Aeroporti di Roma e Ryanair di rivolgere un’istanza al TAR atta ad ostacolare l’applicazione del Decreto del Ministro dell’Ambiente Costa (D.M. n. 345 del 18/12/2018).

 

Secondo ENAC e AdR questa miracolosa rotta “silenziosa” avrebbe dovuto rendere, quasi superflua, la riduzione dei voli prevista dal Decreto Costa, anche se i rilevamenti delle centraline, pubblicati da Arpa Lazio, dicono esattamente il contrario.

 

Un problema, quello relativo dei voli che, come è facile immaginare, risulta essere particolarmente complesso che va affrontato con: impegno, dedizione, perseveranza, competenza e soprattutto scevro da vincoli partitici, tutti presupposti   che riscontriamo nelle azioni portate avanti finora dal C.R.I.A.A.C., a cui confermiamo quindi tutta la nostra vicinanza.

 

 

Antonio Calcagni, Presidente del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole

Rivogliamo la delegazione!

S. Maria delle Mole    (commenti:2) (278)

 

Dopo la chiusura di alcuni uffici nella delegazione di Via Nettunense, la scorsa estate, la situazione non è affatto migliorata, anzi, sempre più criticità stanno rendendo difficile il disbrigo di pratiche quotidiane e amministrative. E a rimetterci, cosa ormai nota, sono sempre i cittadini. Come evidenziato nel precedente articolo, la causa della chiusura, apparentemente momentanea, è la carenza di personale; problema evidentemente prevedibile. Detto ciò, l’amministrazione comunale sta espletando le procedure concorsuali per l’assunzione di 19 istruttori amministrativi e 2 informatici, ma non si hanno notizie riguardo ai tempi previsti per l’assunzione.

 

I residenti nelle ex Circoscrizioni II e III, fino al 2014, hanno potuto usufruire di una delegazione sita a Santa Maria e di un’altra, sita in via Nettunense vecchia a Frattocchie. Nel 2015, in nome del risparmio, le circoscrizioni sono state unite e trasferite nella sede attuale.  A distanza di quattro anni, la sospensione di molti servizi e il ridimensionamento – ancora una volta – hanno generato non pochi  disagi e di conseguenza malcontento generalizzato tra i cittadini delle suddette ex circoscrizioni, che è bene ricordare hanno raggiunto e superato le 28.000 unità. Vista la situazione protratta nel tempo, i residenti chiedono ora non solo la riapertura a pieno titolo di tutti gli uffici della delegazione, ma anche che venga spostata, visto che non è per nulla agevole raggiungerla lì dove è ora.

 

A tal proposito, il Comitato di Quartiere di S. Maria delle Mole si è attivato per raccogliere le firme a favore di un trasferimento della delegazione. Siamo a quota 1800. Le destinazioni possibili sono: l’edificio quasi ultimato in via Morosini, il quale diventerà proprietà del comune e dovrebbe ospitare anche il centro anziani; il centro commerciale La Nave che ha degli uffici liberi; probabilmente uno dei locali su Via Appia nuova vecchia sede, all’altezza delle Sorelle Ramonda. Usiamo il termine “probabile”perché non c’è un’ufficialità della disponibilità, ma può essere un’idea.

 

Nel frattempo, per riportare la situazione alla normalità ed in attesa di trovare un  assetto definitivo degli uffici comunali decentrati, il Comitato,  in coordinamento con il Comitato di Quartiere “Gente di Via Aldo Moro e dintorni” e  il Comitato di Quartiere di Cava dei Selci, chiede di organizzare i suddetti servizi, programmando un’apertura  alternata  tra  gli uffici di Marino e quelli di Frattocchie, fino a quando persisterà l’attuale carenza di personale.

 

Ci appelliamo al “buon senso” dell’amministrazione.

 

 

da https://www.lavocedeicastelli.com/

Eleonora Persichetti

 

Scuola di Kung Fu - Kick Boxing

Il M° CAPALDI inizia a studiare le arti marziali nel 1979 praticando il Kung fu stile Tradizionale del Lam Kiun Pak Toi del Maestro Choo Kang Sing 10° Dan di Roma.

Negli anni si dedica anche alla pratica di ulteriori discipline: Kick Boxing, Muay Thai, Pugilato, Judo. Ottiene, sia nel Kung Fu che nella Kick Boxing, il grado di Maestro 7° Dan.

Inoltre ha frequentato numerosi stage e corsi di aggiornamento in varie nazioni del mondo, avendo modo di confrontarsi con varie discipline e di crescere prima come atleta poi come insegnante.

Ciò ha contribuito ad acquisire una forte esperienza nel mondo del combattimento arricchendo il suo bagaglio tecnico e ampliando la sua crescita personale.

DOG SITTER

Una nuova attività volta a semplificare la vita ai cittadini di Santa Maria delle Mole.

Un gruppo di esperte animaliste da decenni impegnate nella cura degli animali presta la propria collaborazione a quanti necessitino di aiuto nella normale gestione dei loro carissimi amici e compagni di vita. Saremo liete di poter fare quanto nelle nostre capacità per alleviare le vostre incombenze.

Contattataci per ulteriori chiarimenti Tel: 338 78 68 162

Raccolta firme per la Delegazione a Santa Maria

S. Maria delle Mole    (commenti:3) (363)

 

 

Continua con successo la raccolta firme per il ritorno della Delegazione a Santa Maria delle Mole, obiettivo 1.000 è già a portata di mano, ma non ci fermeremo.

 

Di seguito tutti i punti dove troverete i fogli per la firma:

 

Green House; palestra Corefit;Palma Tintoria; Boutique  Mai Senza; Magistri via Manzoni; Surgelati di Via Manzoni;Bar Martino, Bar Alla Stazione; Alimentari 2000; Mastro Pizza;Bar Iacopini; Bar Delizie; Remax;

Zacca Frutta; Bar Centrale; Foto Minna; Il Fotone; Mimmo Sport; Osé Restart; Grimaldi Immobiliare; Laura Boutique; The Flower Shop; Bar Ibba; Alimentari Esposto; Edicola Leggo e Scrivo; Ferramenta Fiordalice;

Pasquale Calzolaio; Zoo Paradiso; Coffee Home; Orologio; Idea Regalo; Mondo Party; Pane e Prosciutto; Novità; Punto e Virgola; Edicola Aurora e bar adiacente; Orli Bimbi; Cristina Boutique; Bar Mameli; Bar

Delizie; Gran Bar; Tagliati per il Successo; Foto studio 64; Lavanderia Fiorenza.

 

Firmato Antonio Calcagni, Presidente del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole.

 

 

E’ IMPORTANTE INSERIRE IL NUMERO DEL DOCUMENTO D’IDENTITA’.

 

Come ed a chi pagare il "bollino verde impianti termici"

Nazionali (545)

 

 

Si informa la Cittadinanza che, dopo perduranti rimpalli di competenza fra l’amministrazione provinciale e quella Comunale sulla destinazione dell’importo del versamento, con delibera di consiglio N° 14 del 3 giugno 2019, è stato inequivocabilmente stabilito che, a partire da Settembre 2019, l’importo del Bollino in questione dovrà essere versato, tramite Bonifico Bancario o Postale, con le seguenti modalità:

 

  • Beneficiario: Comune di Marino;
  • Importo: 9,00 Euro;
  • IBAN: IT30H0895121900000000031020;
  • Causale: Pagamento Bollino Verde.

 

La cadenza del pagamento è, di norma,  biennale, mentre solo per i nuovi impianti è previsto in coincidenza della loro attivazione ed il successivo dopo 4 anni.

 

Si precisa che la forma di pagamento per Bonifico è dovuta alla momentanea difficoltà burocratiche dell’avvio della procedura. Procedura che, a regime, prevede che i futuri  pagamenti siano corrisposti direttamente al Personale addetto al controllo, in occasione della consegna del Bollino.

 

Comunque, secondo quanto riferito dal titolare dell’Ufficio compente, in risposta alle segnalazioni di difficoltà pervenutele al riguardo,gli Utenti che sono impossibilitati  a  pagare con Bonifico, potranno corrispondere la somma dovuta, nel proprio domicilio, quando sarà loro recapito il Bollino.

 

Per ogni eventuale ulteriore necessità di chiarimenti telefonare al n. 06 93662233.

 

Articolo redatto dal Prof.  Domenico Brancato

Il Gelato di OZ

Il Gelato di OZ è buono perchè:
- Prodotto ogni giorno con ingredienti freschissimi e rigorosamente selezionati.
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- Vera opera originale estranea all'appiattimento di palati addomesticati.


Del gelato artigianale non è sufficiente dire che è fresco, sano e buono. Esso si distingue anche per eccellenti proprietà nutrizionali, quali l'apporto calorico limitato, una facile digeribilità, e la sferzante tonificazione di una gustosità dai mille sentori.

 

Le consuetudini alimentari di ogni persona di gusto trovano nella squisita unicità di un Gelato di OZ nell'alto valore biologico di vitamine, proteine, fibre e sali minerali da cui è composto il gelato artigianale soprattutto preziosa complicità nei riguardi di uno tra i più deliziosi e consentiti peccati di gola.
 

Assaggiateli. Vi conquisteranno fin dalla prima nota di gusto!

 

 

 

 

 

 

Largo Lecci, 1
Santa Maria delle Mole
Tel. 06 93 54 82 63
Cel. 328 18 28 104

 

 

 

Primo flash mob dei nonni a Cava dei Selci

Cava dei Selci (269)

 

L’Ass.ne Gente di Cava, in collaborazione con la Scuola elementare e dell’infanzia “Ippolito Nievo” di Cava dei Selci, ha organizzato un Flash mob in occasione della Festa dei Nonni, esponendo pensieri e disegni di tutti gli alunni sull’importante ricorrenza. Un ringraziamento particolare alla coordinatrice della scuola Ippolito Nievo, Simona Politangeli, e a tutte le insegnati che si sono adoperate per l’ottima riuscita di questa manifestazione.

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Latte, lattosio & lattasi....una storia da conoscere

Salute (172)

Avverti spesso mal di pancia? crampi addominali, gonfiori, senso di pienezza, gonfiore e diarrea? Ed il tuo bambino? Potrebbe essere intolleranza al lattosio? Leggi qui ...domande e risposte.

 

Che cosa é il lattosio?

Il lattosio è lo zucchero principale presente nel latte ed é prodotto dalla ghiandola mammaria dei mammiferi. É costituito da due unità (glucosio + galattosio).

 

Dove si trova?

Il lattosio è presente in concentrazioni variabili in tutti gli alimenti dell'insieme “latte e derivati”; la sua quantità nel latte é di 53 gr/litro (5%), diminuisce nello yogurt e nei formaggi freschi, fino ad azzerarsi nei formaggi più stagionati. Lo ritroviamo anche in altri prodotti alimentari, poiché a livello industriale il lattosio viene aggiunto come additivo alimentare, ed è anche usato come eccipiente almeno nel 20% dei farmaci in commercio.

 

Che cosa é l’intolleranza al lattosio?

Si tratta di una reazione avversa, non allergica, a questo zucchero causata da una deficienza parziale o assoluta dell'enzima digestivo lattasi, di solito caratteristica degli adulti: durante i processi digestivi il lattosio ingerito non viene scomposto nei due zuccheri base galattosio e glucosio.

Quindi, intatto - NON assorbibile - il lattosio prosegue il suo viaggio lungo l’intestino. Nell'intestino crasso viene metabolizzato dalla flora batterica intestinale che ne provoca la fermentazione determinando disturbi come: produzione di gas,  senso di pienezza, mal di pancia, crampi addominali, gonfiori, diarrea e stitichezza alternati e un aumento delle dimensioni del ventre. Gli adulti sviluppano solitamente i sintomi solo dopo aver consumato 250-375 millilitri di latte/derivati. Attenzione: Un bambino intollerante al lattosio ha diarrea e può non aumentare di peso se questi alimenti fanno parte della dieta.

 

Nota: intolleranza al lattosio ed l'allergia al latte sono due condizioni diverse: l’allergia riguarda le proteine dell'alimento (cioè le caseine e le lattoalbumine); scatena una reazione differente, a volte di tipo anafilattico, severa.

 

Rimedi casalinghi e sostituzioni

La presenza di lattosio non è influenzata né dal trattamento con calore (bollitura) nè dal livello di scrematura. Ed inoltre non vi è alcun vantaggio nel sostituire quello vaccino con altri (ad esempio di capra, di pecora, di asina, di bufala), poiché il lattosio è presente in quantità simili in tutti i tipi di latte animale (essendo prodotta dalla ghiandola mammaria).

 

Cosa devo fare? Si può gustare il latte senza pagare pena? Si, certo…

Il latte delattosato (e suoi derivati) è una soluzione: viene addizionato artificialmente l'enzima lattasi, che agisce esattamente come l'analoga proteina umana carente, decomponendo il lattosio nelle due unità di base, una sorta di digestione “ assistita”.

Il valore nutrizionale del latte senza lattosio è identico a quello tradizionale (es stessa quantità di calcio).

In alternativa: latti vegetali a base di soia, riso, avena, cocco; infine integratori di lattasi.

 

…E la diagnosi?

E’ sempre bene rivolgersi al proprio medico curante/pediatra; si esegue una valutazione medica dei sintomi e talvolta un test del respiro all’idrogeno; in generale se un periodo di prova con una dieta priva di prodotti caseari di 3-4 settimane elimina i sintomi, e questi ultimi compaiono di nuovo quando sono reintrodotti, la diagnosi è confermata.

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Prima non mi succedeva…ma da cosa dipende l’intolleranza? La solita genetica!

L'introduzione del latte di altre specie nell'alimentazione umana è un fatto piuttosto recente: dalla comparsa dell'Homo sapiens circa 200 000 anni fa, la capacità di digerire da adulti il lattosio del latte è da riferirsi a una mutazione genetica occorsa nell'uomo negli ultimi 7 000 anni.

La distribuzione nella popolazione umana di questa mutazione non è omogenea ma varia considerevolmente per individuo ed etnia: la capacità di digerire il lattosio si ritrova nella maggior parte dei popoli dell'Europa del nord, invece sono lattosio-intolleranti molti asiatici, africani e nativi americani: i genetisti hanno stimato interessi il 54% della popolazione italiana adulta

 

Quindi è facile imbattersi in casi di progressiva perdita di efficienza digestiva nell' adulto, è un fenomeno fisiologico: l'enzima lattasi viene solitamente prodotto dai mammiferi nei primi stadi di vita per poi ridursi progressivamente dopo lo svezzamento; questa “intolleranza” è in realtà la norma per oltre il 75% della popolazione mondiale.

 

Fonti

Atenodoro R. Ruiz, Jr. , MD, The Medical City, Pasig City, Metro-Manila, Philippines febbraio 2018

wikipedia.org/wiki/Lattosio

Intollarenza al lattosio dr R. Gindro

Intolleranza al lattosi: dalla diagnosi alla terapia dott ssa B. Stagno

 

 

‘’Perché mio figlio parla male? Cosa devo fare?’’

Salute (544)

 

 

Il linguaggio viene definito come ‘’la caratteristica specie specifica della razza umana’’, ‘’іl ѕalto evolutіvo deglі eѕѕerі umanі, dopo la ѕtazіone eretta e l’utіlіzzo del pollіce opponіbіle’’. Se siamo predisposti geneticamente a sviluppare il linguaggio, perché stiamo assistendo ad un incremento esponenziale di ritardi e disturbi di linguaggio? Le risposte sono molteplici:

 

  1. C’è più attenzione allo stato psico-fisico degli individui fin dalla nascita;
  2. Si agisce di più sulla prevenzione dei disturbi psico-motori. È stata superata la concezione obsoleta del ‘’wait and see’’ (aspetta e vedrai), che ha lasciato spazio alla diagnosi precoce;
  3. Si assiste ad un incremento esponenziale di problematiche di natura otorinolaringoiatrica ed allergica (si rimanda alla lettura del precedente articolo ‘’il mio bambino respira male’’) che vanno ad ostacolare la buona ossigenazione ed attivazione cerebrale e dell’organo uditivo;
  4. Sono cambiati i ritmi familiari. ‘’Un tempo si aveva più tempo’’. Un tempo si aveva più tempo per giocare con i propri figli, si aveva più tempo per raccontarsi la giornata a cena, si aveva più tempo per guardarsi negli occhi e parlare!
  5. Sono cambiati i giochi dei bambini. Campana, corda, pallone, parco giochi sono ormai un lontano ricordo. Un tempo i bambini al ristorante correvano tra i tavoli (con disappunto di genitori e commensali). Oggi? Tablet e videogiochi fanno da protagonisti nella loro vita.  Questa tipologia di gioco porta il bambino ad avere un ruolo passivo tale da non portarlo a sviluppare le funzioni cognitive (attenzione, memoria, pianificazione, ragionamento logico, problem solving etc.) necessarie per un adeguato sviluppo psico-motorio;
  6. I bambini si trovano una giornata pre-organizzata e piena di impegni (nuoto, musica, catechismo, danza, calcio etc.) e non hanno più il tempo per annoiarsi. La noia è fondamentale per il bambino e per il suo sviluppo linguistico. Annoiarsi significa avere il tempo per creare, arrangiarsi con ciò che si ha a disposizione per elaborare qualcosa di nuovo.

 

In questo articolo risponderò alle domande più frequenti che mi vengono poste in qualità di logopedista: 

1) che cos’è il linguaggio?

2) Come si sviluppa il linguaggio?

3) Cosa sono i disturbi di linguaggio?

4) Quali sono le cause di un disturbo di linguaggio?

5) Quali sono i campanelli di allarme di un disturbo di linguaggio?

6) Cosa fare se mi accorgo che mio figlio parla male?

7) Come posso aiutare mio figlio a parlare meglio?

 

  1. Che cos’è il linguaggio?

Il linguaggio è considerato quella funzione cognitiva che permette di comunicare bisogni, emozioni, idee mediante combinazione di suoni (parole e frasi). Ogni popolo, nel corso della propria evoluzione, ha attribuito, in modo arbitrario, significati a combinazioni di suoni dando vita a codici linguistici (lingue) tramandati nei secoli. Questa competenza, propria dell’essere umano, dipende dallo sviluppo della neocorteccia, struttura dell’encefalo che ci differenzia dagli altri essere viventi. È infatti la neocorteccia responsabile non solo del linguaggio ma di tutte le funzioni cognitive superiori (attenzione, memoria, percezione, funzioni esecutive, orientamento, abilità visuo-spaziali e competenze prassico-costruttive). Le funzioni cognitive superiori, seppur distinte ed indipendenti, sia da un punto di vista anatomico che funzionale, sono in realtà strettamente correlate tra loro ed il mal funzionamento di una comporta un conseguente deficit funzionale delle altre. Facciamo un esempio: un bambino con difficoltà attentive avrà sicuramente maggiori difficoltà a memorizzare una poesia e di conseguenza a verbalizzarla! Questo breve inciso ci permette di comprendere alcune cause dei disturbi di linguaggio, che tratteremo in seguito.

In modo assolutamente didattico e semplificato, il linguaggio dipende dall’attivazione neuronale della corteccia frontale (lobo frontale), temporale e di altri circuiti cerebrali. L’attivazione di questi permette di elaborare parole e frasi sia in modo attivo (produrre) che in modo passivo (comprendere).

Il linguaggio si costituisce di due macro-categorie: linguaggio in produzione; linguaggio in comprensione. Ognuna di esse si suddivide a sua volta in più livelli: livello fonetico-fonologico (articolazione e discriminazione dei singoli suoni); livello semantico-lessicale (vocabolario); livello morfo-sintattico (strutturazione ed elaborazione frasale).

Ulteriore classificazione che viene fatta dagli studiosi è quella di distinguere: linguaggio orale; linguaggio scritto. Se ne deduce che anche lettura e scrittura sono due attività di tipo linguistico. Dal punto di vista anatomico, gli organi e le strutture necessarie ad una buona espressione e comprensione linguistica di tipo orale sono:

  • Cervello per l’attivazione dei circuiti neuronali atti all’elaborazione ed alla percezione degli stimoli linguistici in entrata e in uscita;
  • Apparato fonatorio  per l’emissione di suoni;
  • Orecchio per rilevare le onde sonore.

Un’adeguata maturazione e funzionalità dei suddetti organi porta ad una buona competenza linguistica.

 

  1. Come si sviluppa il linguaggio?

È importante comprendere che il linguaggio è una predisposizione genetica di ogni essere umano ed inizia a svilupparsi già durante la vita intrauterina. Il grembo materno è infatti un ambiente ricco di stimoli e l’esposizione a suoni sia interni (voce materna, rumore del respiro materno, battito del cuore della mamma, rumori digestivi etc.) che esterni (voci, rumori, musica, che giungono ovattati), permette una stimolazione precoce del sistema uditivo e delle aree preposte alla percezione sonora, necessarie al futuro sviluppo del linguaggio.

Di seguito uno schema semplificato delle tappe evolutive dello sviluppo del linguaggio.

 

TAPPE DI SVILUPPO DEL LINGUAGGIO

Età

Produzione

Esempi

Nascita

Suoni vegetativi e riflessi

Suoni involontari e pianto

0-2 mesi

Suoni di benessere e sorriso

Vocali prolungate

2 mesi

Primi vocalizzi

 

3 mesi

Lallazione vocalica

Suoni simili a vocali e consonanti (ma; pa etc.)

4-9 mesi

Lallazione canonica

Combinazione di consonante + vocale (mamamamama; papapapapapa etc.)

8-10 mesi

Babbling variegato

Inizia la comprensione primaria di singole parole (estrae significati)

Combinazione di consonante + vocale utilizzando vocali e consonanti diverse

9-12 mesi

Prime paroline con significato

Utilizza il gesto per indicare

Inizia la comprensione di ordini semplici

Vocabolario ristretto di parole (max 10)

 

12-15 mesi

Incremento del vocabolario

Fino a 50 parole

18 mesi

Esplosione del vocabolario

Apprendimento di 9 parole nuove al giorno

20-24 mesi

Emergono i verbi

Olofrase*

Utilizzo di una sola parola per indicare il significato di un'intera frase

2 – 2.5 anni

Esplosione grammaticale

Costruzione frasale

Combinazione di più parole

 

3 anni

Aumentano i suoni (fonemi) che il bambino riesci a dire

Aumenta la lunghezza della frase.

Il bambino è in grado di costruire dei discorsi.

 

È bene tenere presente che si è arrivati a definire il profilo dello sviluppo linguistico solo dopo centinaia di studi e ricerche eseguite su ampi campioni di bambini (si tratta quindi di valori medi); seppur è possibile definire delle fasce di età indicative, è bene avere consapevolezza del fatto che possono esservi differenze tra un bambino e l’altro rispetto all’emergere di una competenza. Saranno le valutazioni dagli specialisti (logopedista, neuro-psichiatra infantile, neuro-psicomotricista) ad accertare l’adeguatezza linguistica del singolo caso.

Ciò che va tenuto in considerazione è che il linguaggio è l’espressione di una serie di competenze e prerequisiti che ne permettono l’attuazione. In altre parole, quello che il bambino sa dire e sa comprendere è la manifestazione dell’interazione di una serie di fattori:

  • Genetica;
  • Il sistema socio-culturale in cui è inserito (stimoli ambientali, modalità comunicativa familiare, scuola, persone extra-familiari con cui si interfaccia etc.);
  • Maturazione di competenze individuali (ascolto e discriminazione di suoni e parole, competenze motorie e prassiche, sviluppo cognitivo e affettivo);
  • Salute degli organi preposti alla produzione e ricezione linguistica.

 

  1. Cosa sono i disturbi di linguaggio?

I disturbi specifici di linguaggio (D.S.L.) vengono dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ‘’Disturbi in cui l'acquisizione delle normali abilità linguistiche è compromessa sin dai primi stadi dello sviluppo. Essi non sono direttamente attribuibili ad alterazioni neurologiche o ad anomalie dei meccanismi dell'eloquio, a compromissioni sensoriali, a ritardo mentale o a fattori ambientali’’. Secondo la F.L.I (Federeazione Logopedisti Italiani) ‘’La presenza di DSL costituisce un importante fattore di rischio per la manifestazione di successive difficoltà scolastiche, problematiche comportamentali ed emotive. Nello specifico i bambini con Disturbo Specifico del Linguaggio presentano un rischio di 2-3 volte maggiore di sviluppare Disturbo Specifico dell’Apprendimento’’.

 

 

 

 

 

 

 

  1. Quali sono le cause di un DSL?
          • Ipostimolazione ambientale
          • Predisposizione genetica
          • Modalità comunicative inadeguate all’interno della famiglia
          • Problematiche di natura otorinolaringoiatrica (adenoiditi, otiti, tonsilliti etc.)
          • Difficoltà nella coordinazione degli organi che intervengono nell’articolazione del inguaggio (lingua, mandibola, labbra etc.)
          • Bilinguismo
          • Difficoltà di attenzione, apprendimento, pianificazione e costruzione.

 

5.Quali sono i campanelli d’allarme da osservare per una pronta individuazione di eventuali difficoltà?

 

  • Assenza di lallazione e babbling tra i 4 e i 12 mesi;
  • Vocabolario espressivo inferiore a 50 parole a 24 mesi;
  • Difficoltà di comprensione;
  • Assenza di frasi a 36 mesi;
  • Linguaggio incomprensibile o comprensibile solo dai familiari.

Dalle linee guida della F.L.I. (Federazione Logopedisti Italiani).

 

 

  1. Cosa fare in caso di sospetto ritardo/disturbo di linguaggio?

La prima figura di riferimento per le famiglie è il pediatra il quale potrà richiedere al logopedista ed all’equipe di riferimento (Neuro-psichiarta, otorinolaringoiatra, neuro-psicomotricista, psicologo) una valutazione d’equipe strutturata e standardizzata del linguaggio.

 

 

  1. I consigli della logopedista ai genitori
  • Mostrare al bambino disponibilità all’ascolto;
  • Siate consapevoli di essere un modello linguistico fondamentale per vostro figlio. Siate chiari, parlate lentamente ed utilizzate un linguaggio normale (evitare vezzeggiativi tipo pappa, ninne, ciccia etc.);
  • Enfatizzare le emozioni anche attraverso la musicalità del linguaggio modellandolo attraverso la prosodia (variazioni di tono);
  • Se sbaglia NON DITE ‘’dillo bene’’ ma semplicemente rimodellate la sua parola/frase in modo corretto (es. il bambino dice ‘’bibo bumm’’ e voi ripetete ‘’il bambino è caduto’’);
  • Ricercate sempre il contatto visivo e fate in modo che l’attenzione del bambino sia catturata dal vostro labiale (solo così può apprendere ‘’il movimento’’ labiale dei suoni articolatori);
  • Utilizzate un vocabolario ricco. I bambini sono spugne, apprendono tutto!
  • Utilizzate le pause così da dare il tempo al bambino di elaborare quanto recepisce;
  • Non evidenziate al bambino le sue difficoltà verbali ma piuttosto invitatelo alla “calma”, a “prendere il fiato”, “a parlare lentamente”, ad “aprire di più la bocca”, “a rallentare”, a “pensare a quello che deve dire”;
  • Evitare di far percepire al bambino l’ansia genitoriale rispetto ad una sua inadeguatezza linguistica;
  • Evidenziate le sue qualità, capacità e punti di forza;
  • Dimostrate il piacere di comunicare durante le situazioni routinarie (vestirsi, mangiar, lavarsi, andare a dormire);
  • Sfruttate i diversi contesti che si creano durante la giornata per descrivere e raccontare ciò che vi circonda (una passeggiata al parco, andare a fare la spesa, preparare la torta);
  • Prediligete giochi che stimolano le capacità cognitive: puzzle, memory, giochi di attenzione, carte UNO (anche per i più piccoli, associando stesso colore, stesso numero etc.), disegni, libricini, canzoncine da memorizzare, costruzioni etc.

 

Buone chiacchiere a tutti!!

 

Per approfondimenti, consigli e richieste specifiche rivolgersi a Dott.ssa Annalisa Muto annalisamutologopedista

www.fli.it

L’importanza dello Stretching Posturale Globale Attivo

Salute (237)

 

 

Lo stretching è un’attività multifunzionale, ha finalità di prevenzione degli infortuni, di recupero dopo l’allenamento e permette di lavorare sulla postura e l’allungamento ed elasticità dei muscoli. 

 

Attraverso lo stretching posturale globale attivo è possibile ottenere una serie di miglioramenti che interessano: l’ ampiezza dei movimenti, il risparmio energetico e la coordinazione nell’esecuzione dei movimenti. Tali risultati sono raggiungibili lavorando su un maggiore allungamento ed una maggiore elasticità muscolare. 

 

Praticato con attenzione, senza mai superare la soglia del dolore e curando ogni singolo movimento permette di ridurre le tensioni muscolari, andando a diminuire la sensazione di fatica attraverso lo sviluppo parallelo di forza e flessibilità, lavorando in questo modo sulla prevenzione dei traumi muscolari e articolari. 

 

Lo staff dello studo di fisioterapia Fisiologic Mira di Santa Maria delle Mole ci spiega che numerosi e notevoli sono i benefici che si possono trarre sulle articolazioni: consente infatti di migliorare l'elasticità dei muscoli e stimolare la "lubrificazione" articolare, contribuendo all'attenuazione delle malattie degenerative come l’artrosi. Inoltre praticando con costanza lo stretching posturale globale attivo è possibile rallentare le calcificazioni del tessuto connettivo, diminuire la pressione arteriosa favorendo la circolazione e aumentare la capacità polmonare attraverso la respirazione. 

 

Inoltre lo stretching può essere inserito in momenti in cui il corpo necessita di una pausa per ridurre tutte le tensioni quotidiane, andando così a lavorare sulla riduzione dei livelli di stress. Non a caso lo stretching è di origine orientale ed è strettamente connesso all'approccio olistico del benessere, tipico delle filosofie orientali che tendono a considerare mente e corpo come un insieme indissolubilmente legato.

 

 

In conclusione, per riassumere, individuiamo alcuni dei benefici dello stretching posturale globale attivo: 

 

 

  • Aumenta l’afflusso di sangue ai muscoli
  • Aumenta l’efficienza motoria dei muscoli
  • Aumenta la capacità polmonare
  • Aumenta la mobilità delle articolazioni
  • Rilassa i muscoli, garantendo un maggior senso di benessere psicologico
  • Provoca una rigenerazione più rapida dei muscoli dopo l’allenamento
  • Rinforza e rende più elastici i legamenti e i tendini
  • Migliora la silhouette
  • Riduce il rischio di infortuni.

 

L'attività fisica come alleata della salute

Salute (327)

 

L’inattività fisica e la sedentarietà rappresentano un problema di salute a livello globale. Come dichiarato dal ministero della Sanità, in tutto il mondo, 1 adulto su 4 e 3 adolescenti su 4 (di età compresa tra 11 e 17 anni), non svolgono attività fisica secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

 

In alcuni paesi, i livelli di inattività possono arrivare fino al 70%, a causa del cambiamento dei modelli di trasporto, dell'aumento dell'uso della tecnologia e dell'urbanizzazione.

 

I professionisti del settore sanitario consigliano sempre più frequentemente di svolgere un’attività fisica in maniera costante e il più delle volte i pazienti rispondono di non avere abbastanza tempo, di non essere sufficientemente forti e di non essere portati per lo sport. 

 

Vogliamo insieme allo staff dello studio Fisioterapico Fisiologic Mira di Santa Maria delle Mole porre l’accento su uno dei falsi miti più diffusi circa la tematica: attività fisica non è sinonimo di sport. 

 

Il concetto di attività fisica è ampio; comprende, infatti, tutte le forme di movimento che si possono mettere in atto nei vari ambiti della vita quotidiana.

 

L’OMS, infatti definisce l’attività fisica come qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo.

 

Dunque lo sport è solo una delle molteplici forme di attività fisica che è possibile praticare e non l’attività per eccellenza. 

 

Anche semplici movimenti come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici, rientrano nella categoria attività fisica precisamente vengono considerate “attività motorie spontanee”. 

 

Abbiamo anche un ulteriore attività che rientra nella categoria, l’esercizio fisico, ancora espressione diversa da quella di sport. Con esercizio fisico si intende l’attività fisica in forma strutturata, pianificata ed eseguita regolarmente, come ad esempio il pilates, lo yoga, circuiti funzionali, la corsa, la danza. 

 

Viene a questo punto da chiedersi quale sia la differenza tra tutte queste forme di attività motoria e lo sport? un attività sportiva impegna, sul piano dell'agonismo oppure dell'esercizio individuale o collettivo, le capacità fisico-psichiche, svolta con intenti ricreativi o come professione. 

 

Dopo aver fatto chiarezza sulla tematica possiamo affermare che l’attività fisica è veramente alla portata di tutti, ed essendo una preziosa alleata della salute non possiamo fare altro che praticarla quotidianamente e renderla una parte integrante della nostra vita. 

 

Non sapete da dove iniziare?  di seguito vi suggeriamo alcuni piccoli consigli da tenere sempre a mente:

 

  1. Poco è meglio di niente, per iniziare bastano pochi minuti al giorno, magari ripetendo leggere attività più volte nel corso della giornata
  2. Muoviti di più e interrompi i momenti di sedentarietà
  3. Mantieni uno stile di vita attivo, basta veramente poco ad esempio potresti parcheggiare la tua automobile prima di arrivare sotto l’ufficio oppure scegliere di fare le scale al posto dell’ascensore
  4. Fai scelte alimentari salutari, ti permetteranno di muoverti con maggiore facilità 
  5. Lasciati seguire da un professionista, così da apprendere i movimenti in maniera corretta evitando infortuni. 

 

 

Fonti:

Ministero della salute: www.salute.gov.it

 

 

Smartphone, TV, Tablet, Videogames e gli effetti sulla salute degli occhi

Salute (282)

 

I nostri occhi sono ogni giorno sottoposti ad una radiazione elettromagnetica dello spettro del visibile compresa tra i 380 e i 500 nm, si tratta della Luce Blu

 

La luce blu che è ovunque e proviene da:

 

Fonti naturali: insieme alle altre radiazioni solari, essa si propaga attraverso l’atmosfera, impatta con le molecole di aria e si diffonde in tutte le direzioni; questo fa sì che il cielo ci appaia proprio di colore blu; ma non solo... contribuisce a regolare il ritmo sonno/veglia (il cosiddetto ritmo circadiano), ed il nostro umore; questa esposizione alla luce blu é assolutamente naturale.

 

Fonti artificiali: in questo caso la luce blu proviene da dispositivi elettronici come PC, tablet, smartphone , TV, dispositivi a LED, e allo xeno, lampadine a basso consumo...serve a rendere più visibili e nitide le immagini e il testo, che altrimenti apparirebbero in una luce meno contrastata e di un colore più giallo, di più difficile lettura e meno gradevole.

 

La diffusione mondiale dei dispositivi digitali con uno schermo, ed il loro uso protratto nel tempo, hanno aumentato notevolmente l’esposizione a fonti di luce blu, soprattutto in tutti quei soggetti che li utilizzano quotidianamente e per molte ore, ed in chi trascorre molto tempo con i videogiochi, ad esempio i bambini e gli adolescenti.

 

Quali sono le conseguenze della luce blu?

 

Gli effetti di una sovraesposizione da Luce Blu possono essere riscontrati sia nel breve che nel medio/lungo periodo.

 

Nel  breve periodo, quindi dopo 2-4 ore, sino al il 70% delle persone soffre di:

 

Secchezza degli occhi, rossore, irritazione, dovute alla minor frequenza dell’ammiccamento (battito di ciglia) e alla conseguente minor lacrimazione e lubrificazione della parte anteriore dell’occhio;

stanchezza visiva per lo sforzo della lettura di caratteri molto piccoli;

mal di testa per l’eccessivo affaticamento degli occhi.

 

Nel medio e lungo periodo, entra in gioco una caratteristica importante della luce blu, quella di riuscire a penetrare in profondità attraverso la cornea ed il cristallino fino alla retina: sembra che la prolungata esposizione possa provocare maculopatia, tanto che uno studio pubblicato su Nature 2018 ( ref 1) ne evidenzia  effetto fototossico a livello cellulare retinico; in realtà la questione è ancora aperta, controversa e molto dibattuta.

 

 

Effetti psicologici

 

Leggere le ultime notizie quando siamo già a letto, utilizzare il cellulare proprio prima di dormire, guardare la TV, magari nel buio o con poca luce, siamo sicuri che sia una abitudine cosi rilassante?...tutto questo non è affatto un piacere per il nostro apparato visivo ma un compito gravoso, infatti affatica la muscolatura oculare, compromette la circolazione sanguigna dell’apparato visivo, peggiora la percezione corretta delle immagini sia vicine che lontane; ma non solo….

E’ ormai una certezza che utilizzare TV, PC, Tablet, prima di dormire compromette la qualità del riposo. E’ infatti noto da tempo ed assodato ( ref 3) come l’esposizione cronica alla luce blu al buio riduca la produzione di melatonina, ormone che regola il sonno, alterando il ritmo sonn/ veglia, ritardando l’addormentamento e la qualità del riposo, tutti elementi che contribuiscono a farci sentire stanchi durante la giornata.

 

Suggerimenti pratici…

 

Per i nostri apparecchi elettronici: attivare l’opzione “filtro luce blu” presente in smartphone e negli strumenti elettronici di ultima generazione, che vireranno ad una colorazione leggermente più gialla, molto più salutare.

Anche molte App hanno l’opzione “notturna” che utilizza sfondi scuri, più riposanti.

In generale per tutti gli schermi è buona abitudine ridurre la luminosità dello schermo, e pulirlo dalla polvere e residui di unto; mantenere una distanza appropriata e la giusta inclinazione sotto la linea degli occhi; aumentare il carattere del testo; utilizzare occhiali con lenti specifiche per la luce blu o pellicole oftalmiche specifiche.

Per tutti noi: è di aiuto ammiccare spesso (chiudere ed aprire le palpebre) e applicare la regola del 20, ossia fare una pausa di circa 20 secondi ogni 20 minuti guardando a 10 metri di distanza.

 

 

Come consiglio…

 

La ripresa dell’attività lavorativa e della scuola può essere un’occasione utile per fare un controllo adeguato dall’oculista; la visita oculistica andrebbe periodicamente programmata, soprattutto in presenza di problemi specifici come miopia o cataratta ed è l’unica prestazione medica che fa prevenzione, diagnosi, prescrizione e cura nello stesso tempo.

E comunque, ad ogni età, riduciamo il tempo speso sui device elettronici, in ogni fascia oraria, se non strettamente necessario alla nostra attività quotidiana, perché la tecnologia di per se stessa non è né buona né cattiva, ma tutto dipende dall’utilizzo che noi ne facciamo.

 

Referenze

Ref. 1 “Blue light excited retinal intercepts cellular signaling” K. Ratnayake, J. L. Payton, O. H. Lakmal & A.Karunarathne Nature Volume 8, Article number: 10207 (2018)

Ref. 2 “No, Blue Light From Your Smartphone Is Not Blinding You” D. T. Gudgel, S. Garg, MD, FACS & J. R. Sparrow, Aug. 20, 2018 American accademy of ophtalmology

Ref.3 “Evening use of light-emitting eReaders negatively affects sleep, circadian timing, and next-morning alertness” Chang AM, Aeschbach D, Duffy JF, Czeisler C. Proc Natl Acad Sci USA. 2015 Jan 27;112(4):1232-7

 

Il mio bambino respira male

Salute (620)

 

Perché mio figlio si ammala sempre? Perché mio figlio ha le occhiaie? È normale che mio figlio la notte russa? A quanti anni è bene fare una visita dall’otorino? Quando è bene togliere le tonsille o le adenoidi? Quali sono le conseguenze sul linguaggio di bambini ‘’cattivi respiratori’’?

 

Sono queste le domande che spesso i genitori si pongono rispetto alle condizioni di salute dei propri figli. L’obiettivo di questo articolo è quello di fornire risposte adeguate a queste domande.

 

È bene non sottovalutare le problematiche di natura otorinolaringoiatrica poiché queste condizioni (naso chiuso, otiti, occhiaie marcate, russamento, apnee notturne etc.) hanno un impatto negativo sulla qualità della vita dei bambini. Come anticipato nel precedente articolo (vedi ‘’Mamma, mi dai il ciuccio?’’) la respirazione gioca un ruolo fondamentale nell’attività cerebrale. Un’adeguata respirazione comporta una maggior quantità di ossigeno a livello sanguigno con conseguente miglioramento dell’attività dei neurotrasmettitori cerebrali. Si pensi che uno studio, condotto in Olanda e presentato al congresso ‘’The European College of Neuropsychopharmacology (ECNP)’’, ha dimostrato una stretta correlazione tra problematiche respiratorie croniche (allergie, riniti, adenoiditi etc.) e deficit di attenzione.

 

Viene considerata adeguata la respirazione di tipo nasale (cioè esclusivo utilizzo della cavità nasale per inspirare ed espirare aria con contemporanea chiusura delle labbra). Il naso ‘’neutralizza’’ l’aria, la scalda e fa da prima barriera fisica contro batteri ed agenti esterni, non solo grazie a peli e muco, ma anche grazie all’azione delle adenoidi, che contribuiscono alla sorveglianza immunitaria del sistema respiratorio. Analoga mansione viene svolta dalle tonsille palatine nella zona oro-faringea.

 

Le dimensioni della tonsilla adenoidea tendono ad aumentare dopo il terzo anno di età, fase in cui il sistema immunitario del bambino è fortemente stimolato all’azione da agenti patogeni esterni, fino a raggiungere il massimo sviluppo verso il decimo anno, superato il quale il tessuto va incontro a un fenomeno di regressione naturale. Ne consegue che è fisiologico che le adenoidi siano ingrossate durante questa fascia di età. Tuttavia, il ripetersi di processi infiammatori a carico delle adenoidi (adenoiditi) può causare la formazione di vegetazioni adenoidee ipertrofiche con conseguenze  respiratorie (ricorso alla respirazione per via orale a causa dell'ostruzione delle vie nasali), fonatorie (rinolalia chiusa e disfonia), auricolari (otiti medie con conseguente ipoacusia), russamento ed OSAS (Sindrome Apnee Ostruttive nel Sonno), psicomotori (disordine fonologico, deficit attentivi e di apprendimento) oltre che alta frequenza di stati febbrili durante l’anno. Saranno gli specialisti quindi a fare un’attenta ed approfondita valutazione al fine di capire se l’ingrossamento adenoideo rientra nei range fisiologici oppure se c’è una problematica conclamata tale da necessitarne l’asportazione (adenoidectomia).

 

Quando togliere le adenoidi?

L'intervento di adenoidectomia è consigliabile:

  • nei casi che non si risolvono dopo terapia antibiotica
  • nei casi in cui vengono ricercate e trattate le possibili patologie concomitanti (allergia e reflusso gastroesofageo)
  • nei bambini con sindrome dell'apnea ostruttiva di grado "significativo"
  • nei bambini con otiti secretive.

Questo è quanto viene consigliato nelle linee guida sull’ ‘’Appropriatezza e sicurezza degli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia’’.

 

Quando togliere invece le tonsille?

Le stesse linee guida raccomandano di limitare le indicazioni alla tonsillectomia ai soli casi di tonsillite ricorrente di comprovata gravità in quanto la tonsillite ricorrente tende a migliorare nel tempo. Pertanto i clinici prima di proporre tonsillectomia devono soddisfare tutti i seguenti criteri (sia nei bambini che negli adulti):

• cinque o più episodi di tonsillite per anno;

• episodi invalidanti e tali da impedire le normali attività;

• sintomi perduranti per almeno un anno.

 

Come suddetto, nei casi di ostruzione delle vie nasali a causa di raffreddori, riniti allerghiche, adenoiditi ed altre ostruzioni organiche delle alte vie respiratorie, la respirazione nasale viene sostituita dalla respirazione di tipo orale (esclusivo utilizzo della bocca sia per inspirare che per espirare l’aria). Tale meccanismo si può instaurare per un tempo limitato o cronicizzarsi, a seconda della causa scatenante.

 

Quali sono le conseguenze della respirazione orale?

La cronicizzazione della respirazione orale rappresenta una situazione patologica che comporta una serie di eventi dannosi per il bambino. Di seguito verranno elencate alcune conseguenze tipiche riscontrate nei respiratori orali:

  • Occhiaie marcate
  • Mancanza di energia;
  • Difficoltà ad alzarsi al mattino e stanchezza cronica durante la giornata;
  • Permanenza della deglutizione di tipo infantile (per approfondimenti vedere articolo ‘’Mamma, mi dai il ciuccio?’’;
  • Alterazione delle arcate dentali con sovraffollamento dentario o diastema (spazio tra gli incisivi superiori);
  • Difficoltà ad articolare alcuni suoni (disturbo di linguaggio);
  • Problematiche posturali;
  • Frequenti raffreddamenti durante la stagione invernale;
  • Presenza di difficoltà negli apprendimenti scolastico, con calo dell’attenzione o difficoltà di memorizzazione;
  • Iperattività o astenia;
  • Russamento notturno;
  • Cefalee ed emicranie.

 

Come determinare se vostro figlio è respiratore orale?

 

  1. Presenza di russamento notturno. Il russamento non è fisiologico in età evolutiva e, se presente, deve essere indagato.
  2. Presenza di apnee notturne (OSAS). Quest’ultima condizione ha un maggior grado di gravità rispetto al russamento. Le apnee notturne nei più piccoli possono provocare scarsa resa scolastica, iperattività, deficit a livello delle funzioni esecutive, problemi comportamentali ed altre problematiche correlate. A tal proposito si rimanda all’articolo ‘’le funzioni esecutive nella sindrome delle apnee ostruttive in sonno (osas) in età evolutiva: studio caso-controllo’’ vedi link in bibliografia.
  3. Respirazione notturna con la bocca aperta.
  4. Presenza di saliva sul cuscino e/o sul viso del bambino al risveglio.
  5. Presenza di faces adenoidea. Osservare il visus (volto) di vostro figlio è un altro step importante per questa indagine. I bambini respiratori orali solitamente presentano occhiaie marcate, viso pallido, naso gonfio e di colore tendente al verde/viola, faccia allungata, zigomi appiattiti, labbra voluminose e flaccide, palato alto e stretto.
  6. Inoltre, se volete cimentarvi in un’ulteriore prova, chiedete a vostro figlio di tenere tra le labbra un foglietto di carta per almeno 10 minuti. Il bambino respiratore orale non durerà a lungo a causa dell’inabitudine a respirare con naso o a causa di un’eventuale ostruzione organica (adenoidi ingrossate, turbinati ingrossati etc). 

Può succedere, in molti casi, che vostro figlio abbia una respirazione di tipo misto, utilizzando il naso di giorno e la bocca di notte. Anche questa viene considerata situazione problematica.

 

Come agire in caso di respirazione orale?

  1. La prima cosa da fare è consultare uno specialista. La visita dall’otorinolaingoiatra è una tappa obbligatoria in età evolutiva. Solitamente alla nascita i bambini vengono sottoposti a screening neonatale per indagare il corretto funzionamento del sistema uditivo, dopodiché i controlli vengono accantonati ed effettuati solo in caso di emergenza. Le linee guida del Bambin Gesù consigliano di  ‘’effettuare una visita otorinolaringoiatrica di controllo al raggiungimento del terzo e del quinto anno di età nei casi in cui il bambino non presenta alcun sospetto di problema uditivo, nessun ritardo nello Sviluppo del Linguaggio, ha un tranquillo riposo notturno e non presenta una condizione di infezioni ricorrenti delle alte vie respiratorie ’’. Qualora si presenti, invece, una problematica a livello di naso, orecchio e gola è bene rivolgersi immediatamente allo specialista, previo consulto del Pediatra.
  2. Curare l’igiene nasale di vostro figlio fin dai primi mesi. Di seguito consigli semplici e facilmente attuabili per promuovere la respirazione nasale:
  • Effettuare frequenti lavaggi nasali, mattina e sera, con Neti Lota, recipiente che permette di far passare la soluzione fisiologica contenuta in esso da una narice all’altra;
  • Stimolare il bambino a soffiarsi il naso. Quest’ultima è un’attività complessa che non tutti i bambini riescono a fare in modo spontaneo. Esistono giochi e attività che possono stimolare questo meccanismo (es. fare le bolle con il naso nella vasca, soffiare con il naso in una cannuccia e fare le bolle etc.);
  • Praticare fumenti, anche detti suffumigi, derivanti dall’evaporazione di acqua bollita miscelata a sostane naturali emollienti e decongestionanti (es. camomilla, bicarbonato, erbe, radici e oli essenziali), fine di idratare e decongestionare la mucosa dalla cavità nasale;
  • Utilizzare il rinowash/doccia nasale. Si tratta di uno strumento in grado di lavare accuratamente le cavità nasali mediante un getto di soluzione nebulizzato in particelle. È adatto a pazienti di tutte le età. Esso si differenzia dall’aerosol per il distretto che raggiunge. Se la doccia nasale è utilizzata per le affezioni delle alte vie respiratorie, l'aerosol è finalizzato al trattamento della bassa.

 

Buona respirazione a tutti!

 

Per approfondimenti, consigli e richieste specifiche rivolgersi a:

Bibliografia

  • Linee guida nazionali per la ‘’prevenzione ed il trattamento odontoiatrico del russamento e della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno in età evolutiva’’ Allegato PDF
  • Linee guida ‘’Appropriatezza e sicurezza degli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia’ Allegato PDF
  • le funzioni esecutive nella sindrome delle apnee ostruttive in sonno (osas) in età evolutiva: studio caso-controllo Allegato PDF

 

Annalisa Muto

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