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A proposito di palestra al parco Lupini


S. Maria delle Mole    (commenti:1) (1.099)
Antonio Calcagni

 
A causa di diversi Consiglieri assenti, solo mercoledì scorso si è potuto riunire il Direttivo del Comitato di Quartiere di Santa delle Mole per discutere l’unico punto all’ordine del giorno, ovvero il progetto di realizzazione della palestra presso il parco Lupini.
 
Dopo aver analizzato attentamente:
 
  • gli ingombri complessivi della struttura, che è bene ricordare risultano essere, 20 metri x 42 x un’altezza di oltre 9 metri;
  • la complessità della struttura, che impedisce una riconversione giornaliera. 
 
abbiamo deciso all’unanimità che:
 
 
pur ringraziando l’Amministrazione comunale, ed in particolare l’Assessore Tammaro, per l’impegno profuso a dirottare, a favore della nostra Cittadina, un cospicuo impegno economico, riteniamo che non ci siano le condizioni per realizzare una siffatta struttura in un parco che, a seguito di ciò, vedrebbe ridotte le sue dimensioni di oltre il 30%.
 
  • mentre le sue imponenti dimensioni impedirebbero, di fatto, una facile e quotidiana riconversione, condizioni indispensabile per permettere l'utilizzo  dell'area sia ai bambini della Morante che ai tantissimi ragazzi che nel pomeriggio frequentano il parco.
 
Ciò detto, come sempre, siamo disponibili a studiare, di concerto con l’Amministrazione comunale, e con tutti i Cittadini che si sono mobilitati in questa occasione, e che sicuramente hanno a cuore come noi, solo ed esclusivamente, il bene della nostra Cittadina:
 
 
  • le possibili alternative di collocazione di questa imponente struttura in qualsiasi altra parte del territorio cittadino;
  • la possibilità di realizzare, presso il sedime scolastico, una piccola palestra ad uso, ovviamente esclusivo, della suddetta scuola.       
                                                                       
 
Dello stesso parere anche Simona Bisceglie che, oltre ad essere una consigliera del Comitato, è anche rappresentante dell’Associazione Genitori Primo Levi, e Barbara Balsamo, docente e attivista del nostro Comitato ma anche  nipote del Compianto Ruggero Lupini.
 
 
 
Il Presidente del Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole

Videogiochi: arriva per Nintendo il simulatore 3D di neonato


Nazionali (118)
Eleonora Persichetti

Realizzato dalla francese Microids è stato pensato per bambini e bambine, ma potrebbe essere utilizzato da aspiranti mamme e papà
 
 
È pensato per le bambine ma tutto fa prevedere che a usarlo potrebbero essere anche gli aspiranti mamme e papà millennial. Si chiama My Baby ed è il primo videogame che simula l’esperienza dell’arrivo in casa di un neonato e la sua crescita fino ai 24 mesi.
 
My Baby, realizzato dall’azienda francese Microids, è il primo videogioco di simulazione del genere sviluppato interamente in 3D, sarà giocabile sulla console Nintendo Switch, e consente di vivere davvero a 360° l’esperienza della genitorialità: si inizia scegliendo il sesso, le caratteristiche fisiche (colore della pelle, degli occhi, tipo di capelli) e il nome del neonato e l’avventura ha inizio. Si deve pensare alla cameretta ovviamente, e a tutte le classiche incombenze di quando arriva in casa un poppante: il cambio dei pannolini, il bagnetto, il momento della pappa, le coccole e la nanna. Ogni azione, se eseguita correttamente, contribuirà alla crescita e al livello di affetto che il bebè avrà per il suo genitore virtuale.
Nel gioco il bambino crescerà e si svilupperà progressivamente attraverso quattro fasi successive iniziando a reagire e a interagire proprio come nella vita reale. Imparerà a sorridere, ad afferrare oggetti con le manine, a gattonare, a giocare, a battere le mani. E poi via via a camminare, a parlare, a correre e a saltare.
 
Ma in tutto questo risulterà cruciale l’impegno e la dedizione del genitore-giocatore che dovrà costruire attorno al nuovo arrivato una casa dove poter muoversi e vivere serenamente, regalargli dei giocattoli, stare costantemente allerta a che non si faccia male. Come con i bambini veri si dovrà stare attenti a non viziarlo troppo, a seguire un’alimentazione corretta, a curarlo laddove si dovesse ammalare.
 
Il videogioco è stato ideato e pensato per bambini e bambine di età compresa fra i 6 e i 12 anni ed è il primo titolo della serie My Universe, attualmente in fase di sviluppo, cui si aggiungeranno nuovi titoli educational sempre nell’ambito della simulazione in 3D. Ovviamente nulla impedisce di utilizzarlo anche a quegli adulti che, stuzzicati dal desiderio di avere un bambino, vogliano mettersi alla prova imparando le difficoltà e l’impegno dell’esperienza genitoriale (anche se solo con un videogame).

Ultime dal FORUM


Ci sono pervenute molte richieste per l’installazione di WebCam ad uso Turistico. Le richieste ci pervengono da vecchi abitanti in S. Maria delle Mole, Cava dei Selci e Frattocchie che per varie cause sono andati a vivere altrove pur lasciando qui il loro cuore. Il desiderio è quello di poter esserci nuovamente anche se solo in modo virtuale. [u]Cos’è “Uso Turistico”[/u] Con questo termine vengono indicate quelle riprese video in diretta che NON SONO a scopo di vigilanza. Sicuramente le avrete già viste su Internet come quella di P.zza S. Pietro in Roma, Rimini, Terminillo, Firenze ecc. E’ quindi nostra intenzione installare delle Web Cam sul nostro territorio. Per il momento [b]abbiamo a disposizione due Web Cam[/b] pronte per essere collocate. [b]Ovviamente, lo dico subito in modo da non dovermi ripetere, abbiamo già predisposto e considerato tutto ciò che concerne la privacy, responsabilità e tutto ciò che ruota intorno a questo tipo di installazioni.[/b] Ora ci occorre soltanto il luogo dove poterle montare ed ecco il motivo per cui sto aprendo questa discussione a nome di [b]smariamole.it[/b] e del [b]Comitato di Quartiere[/b]. Stiamo cercando dei volontari che ci consentano di montare la WebCam nella propria area privata. I luoghi di installazione devono assolutamente soddisfare i seguenti 4 punti: [b]1 –[/b] Offrire una bella visuale dall’alto che mostri la vita quotidiana dei cittadini, tipo una piazza o una via principale. Sono da scartare le visuali di tetti, parchi pubblici e l’interno di aree private. [b]2 –[/b] Avere energia elettrica in prossimità. La WebCam ha un consumo quasi nullo di corrente ma ne ha bisogno. [u]Sarà accesa H24[/u]. [b]3 –[/b] Poterla connettere alla propria WiFi casalinga. Questo è fondamentale per poterla vedere su Internet. [b]4 –[/b] Il luogo di montaggio non deve avere ostruzioni (tipo tende da sole) e non deve creare nessun tipo di disagio o impedimento al normale utilizzo dello spazio. La WebCam può tranquillamente essere esposta a sole, freddo e pioggia; [b]non ha necessità di un ambiente protetto[/b]. Per quanto riguarda l’installazione, la configurazione, la protezione della rete WiFi … ce ne occupiamo noi con la massima attenzione, ordine e pulizia. Ovviamente il vostro sforzo sarà ripagato tramite una delle varie opzioni che disponiamo. Se pensi di avere un luogo idoneo, scatta una foto ed inviala a [b][u]webcam@smariamole.it[/u][/b] indicando il tuo numero di telefono. Ti contatteremo per poter verificare il sito di montaggio, spiegarti nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere e rispondere a qualsiasi tua domanda.
Buongiorno, non ho incolpato il Comune, e non ho parlato di spazzatura, il mio intervento riguarda esclusivamente l'esigenza urgente in fase 2 di una ciclabile che come sta facendo Roma aiuti alla mobilità ed al distanziamento sociale. Poi in futuro ben venga una riqualificazione della via. Poi in merito al cartello a terra sono allibito che nessuno abbia mai fatto una richiesta in merito. Io feci una segnalazione persa nel vuoto.
Lunedì 24/2 in via Piergiorgio Frassati di fronte al civ 2-4 intorno alle 19.00 è stato aperto un furgone rompendo le serratura ,rubando un avvitatore un frullino a batteria marca WURTH ed un martello pneumatico ( attrezzature comprate con sudore e che facevano lavorare delle brave persone ) Chiunque abbia visto qualcosa di anomalo e pregato di scriverlo. Ogni indizio può essere di aiuto. Non dobbiamo permettere a questi ladri di creare brutte situazioni nella nostra bella cittadina e farci vivere nella paura e nel terrore Grazie a tutti
Mi auguro che tu lo possa ritrovare

 

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Primi passi verso la normalità

S. Maria delle Mole (451)
Antonio Calcagni

 
Nonostante le limitazioni imposte dalla lotta alla pandemia, la Cittadinanza Attiva di questa città ha dimostrato di sapersi impegnare per svolgere attività di sostegno alla popolazione più colpita dalla crisi.
Va segnalata la grande collaborazione che si è sviluppata tra i Volontari appartenenti a molte Associazioni e Comitati che, in armonia con l’Amministrazione Comunale, hanno operato in perfetta sintonia sul nostro Territorio.
 
Purtroppo, la chiusura delle attività non ci ha permesso di continuare a mantenere viva l’attenzione su tutte le richieste di intervento già in corso e ritenute necessarie per migliorare la qualità di vita dei nostri concittadini.
Per questo, appena è stato possibile, abbiamo chiesto ai nostri Amministratori di incontrarci per riprendere il filo del discorso sui provvedimenti più volte segnalati e oggetto di vari incontri precedenti.
 
Grazie alla immediata disponibilità della nostra Amministrazione, l’incontro è avvenuto il 9 giugno alle ore 17,30 presso il Parco Lupini, in ottemperanza alle normative esistenti sulla distanza sociale.
 
All’incontro erano presenti, oltre a rappresentanti del nostro Comitato:
  • Il Presidente del Consiglio, Gabriele Narcisi;
  • L’Assessore ai lavori pubblici, AdolfoTammaro;
  • L’Assessore Saverio Audino;
  • I Consiglieri, Alessandro Blasetti e Matteo Correani.
 
 
Gli argomenti che abbiamo proposto di trattare riguardavano, in particolare:
  • Il ripristino dei servizi di Delegazione e il trasferimento della sua sede in una posizione più accessibile. A questo proposito abbiamo ricordato la consegna di circa 2.000 firme raccolte a sostegno della proposta.
 
L’Assessore Tammaro ci ha informati della decadenza del contratto di affitto relativo all’attuale sede di Frattocchie e del fatto che attualmente esistono due iniziative:
  1. Una a breve termini, con il trasferire della ‘Casa Comunale’ in via Morosini, cosa che potrebbe avvenire tra un paio di mesi
  2. Un’altra a più ampio respiro, con la costruzione della nuova ‘Casa Comunale’ in una posizione facilmente accessibile a tutti ma ancora da definire.
  • L’acquisizione a bene pubblico di via della Falcognana, attualmente a totale carico dei privati. Nell’incontro del 26-02-2020, sullo specifico argomento avevamo avuto il parere favorevole e convinto dello stesso Sindaco. Il Comune sta cercando di trovare un accordo con Roma per risolvere il problema di appartenenza della strada in questione. Su questo argomento prettamente tecnico il nostro Comitato ha chiesto ed ottenuto il pieno sostegno da parte di architetti locali che si sono offerti di effettuare i rilevamenti necessari.
 
  • La realizzazione di un’isola ecologica che, a completamento dell’ormai evidente successo della Raccolta Differenziata, fosse in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini e contribuisse alla ulteriore riduzione dei costi Comunali. A questo proposito si è fatto rilevare il grande successo avuto dalle ‘isole ecologiche temporanee’ realizzate presso il Palaghiaccio ed a Frattocchie. Successo sulla base del quale abbiamo insistito per rendere questi eventi molto più frequenti di quanto non siano attualmente (almeno tre volte a settimana?). Naturalmente senza tralasciare l’obiettivo di una nuova isola ecologica da dislocazione nel territorio ex circoscrizioni II e III , molto più favorevole di quella attuale, in Via Ferentum 1, che è molto disagevole in quanto costringe a lunghe file di auto in sosta su una sede stradale ad alta percorrenza e dispone di una superficie molto limitata prevalentemente occupata dai camion adibiti alla raccolta.
 
Anche l’ampliamento del Parco Archeologico, risultato di un valore sociale immenso, ha contribuito a non poter più tenere in considerazione la realizzazione dell’isola nella ubicazione finora prevista.
 
 
  • Le modifiche alla stazione ferroviaria di cui si è già parlato in precedenti occasioni. Modifiche che riguardano il collegamento pedonale con il parcheggio della piazza del mercato, il prolungamento della piattaforma di accesso ai treni e la ristrutturazione della stazione stessa. A questo proposito abbiamo portato a conoscenza dei convenuti l’esistenza di un progetto delle Ferrovie dello Stato che prevede anche la ristrutturazione della nostra stazione. E’stata ventilata l’ipotesi che si utilizzi il parcheggio al palaghiaccio e lo si renda agevole realizzando un servizio di navette che garantiscano il collegamento con la stazione.
  • Il destino del mosaico ritrovato nei pressi del semaforo dell’Appia. Mosaico che, nonostante le assicurazioni fatte dal Sindaco ai microfoni di RAI3, è stato velocemente ricoperto e asfaltato. All’Amministrazione comunale abbiamo chiesto che almeno venga installato il pannello esplicativo con foto del mosaico.
  • Il progetto relativo alla realizzazione di uno ‘stagno vivo’ che, grazie a un finanziamento regionale, è in corso di realizzazione al Parco Lupini.
Nelle settimane precedenti ci era stato comunicato che, a causa di una mancata rispondenza alle norme contrattuali da parte di altri Comitati, che insieme al nostro facevano parte del progetto complessivo, rischiamo di perdere il finanziamento. Al momento abbiamo ricevuto rassicurazioni da parte dei Responsabili della Amministrazione Comunale.
  • La manutenzione dei parchi e delle strade. Abbiamo segnalato ai convenuti l’esistenza di molte lamentele dovute alla scarsa manutenzione delle strade e del verde pubblico. In particolare, abbiamo segnalato la mancata raccolta dell’erba tagliata che rimane a ingiallire sui marciapiedi e nei parchi
  • La necessità di realizzare opere strutturali che permettano una efficace riduzione dei disagi dovuti al traffico. In particolare, la necessità di eliminare il passaggio a livello e il semaforo sull’Appia. Riteniamo che questa Amministrazione dovrebbe affrontare il problema con maggiore coraggio e che, prima della sua naturale scadenza, lasci un segno tangibile del suo interessamento reale almeno attraverso la realizzazione di un progetto. Non riteniamo che la realizzazione di ‘rotonde’, più volte promesse e mai realizzate, o la predisposizione di questionari tendenti a ottenere indicazioni dai cittadini, possano risolvere in modo definitivo i gravosi problemi di traffico aggravati dallo spezzettamento del territorio comunale dovuto alla intersezione di strade di grande comunicazione.
  • Il Punto Informativo Turistico. È un importante contributo allo sviluppo del Territorio e la nostra Amministrazione ne definirà a breve i termini e le modalità di impiego.
 
L’incontro ha avuto carattere propedeutico, infatti nei giorni immediatamente successivi, abbiamo inoltrato una richiesta d’incontro ufficiale con il Sindaco da cui ci aspettiamo risposte ai quesiti posti.
 
Il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole

DOPO IL COVID19 NON ABBIAMO SMESSO DI ESSERE UMANI

Nazionali (211)
Eleonora Persichetti

Al via la nuova campagna sull’adozione a distanza
"Le cose che non ci hanno detto sulla quarantena"
 
 
Un racconto ironico – tra le risate, le battute fuori campo di Fru, gli special fiction folli- di come questi ultimi mesi abbiano cambiato la nostra vita. Il mondo com'era prima della quarantena, un mondo in cui in pochi sapevano fare una pizza a casa e Io yoga era ancora una disciplina per una piccola élite, probabilmente non tornerà più. Ma ha lasciato il posto ad un mondo nuovo, forse migliore, senza dubbio più consapevole della propria umanità. È così che i The Jackal hanno deciso di dare vita alla nuova campagna dedicata all’adozione a distanza di ActionAid online sui canali social dal 16 giugno.
 
Attraverso un montaggio serrato di interviste, Ciro e il resto del gruppo leggono e commentano delle statistiche curiose riguardo il periodo di quarantena, con un punto di vista insolito, a caccia di sorprese. Dall'aumento della vendita dei libri alle parole più cercate online, fino ad arrivare ad un dato speciale: quello relativo all'aumento delle adozioni a distanza ActionAid nel mese di Aprile 2020 (dato rilevato dal confronto con l'anno precedente).
 
Un dato positivo che porta i The Jackal ad una conclusione romantica: c'è del buono in tutto questo casino, non abbiamo smesso di essere umani, ed è importante ricordarsene”.
 
La collaborazione di ActionAid con i The Jackal è divenuta negli anni una costante all’insegna dell’abbattimento degli stereotipi e dei luoghi comuni legati alla solidarietà. La creatività unita alla capacità di affrontare ogni tema - anche quello delle conseguenze della quarantena - con il sorriso e con empatia, rende concreta l’espressione “restare umani” anche nei momenti più difficili. Adottare un bambino a distanza significa decidere di sostenere il suo futuro e la sua comunità. Significa dargli i mezzi per diventare grande e avere una vita piena di progetti realizzati.
“L’adozione a distanza è per noi uno strumento straordinario, non solo perché consente di cambiare concretamente la vita delle persone e delle loro comunità, ma anche perché è essa stessa un gesto semplice e immediato di solidarietà, che consente di scegliere e di costruire insieme un mondo più giusto, ognuno nel nostro piccolo. Rinunciare a 82 centesimi al giorno significa investirli nella scommessa di una vita migliore per un’altra persona dall’altro lato del pianeta” dichiara Raffaella Lebano, Vice Segretaria Generale ActionAid Italia.
“Sono molti anni che collaboriamo con ActionAid per incentivare, soprattutto verso un pubblico giovane, le adozioni a distanza. Ogni anno la sfida è stata lavorare creativamente sul concetto di solidarietà affrontandolo da un punto di vista diverso e inaspettato. Quest’anno lo scenario di riferimento comunicativo è totalmente cambiato e, ora più che mai, abbiamo sentito l’esigenza di trasmettere un messaggio molto importante: è l’uomo l’unico in grado di aiutare l’umanità. È stato, ed è, un anno difficile ma forse qualcosa di buono l’abbiamo imparato, e se così non fosse, non è tardi per iniziare ora.” Vincenzo Piscopo, head of branded content & original Ciaopeople.
Sono oltre 130.000 donatori che hanno scelto ActionAid per adottare a distanza un bambino, migliorando le condizioni della sua vita e della comunità in cui vive. Le nostre attività sono sostenute da donazioni provenienti da famiglie, privati cittadini e aziende che vogliono migliorare il mondo attraverso l’adozione a distanza in Africa, Asia e America latina.
 
A beneficiare del nostro intervento però non sono solo i bambini, ma anche le loro famiglie e le comunità in cui vivono. Complessivamente, con il contributo dei nostri sostenitori, aiutiamo circa 5 milioni di persone. L’80% della donazione che si effettua per l’adozione a distanza, infatti, viene destinato alla comunità dove vive il bambino con la sua famiglia per avviare o portare avanti programmi di sviluppo e progetti nei settori di nostra competenza (istruzione, acqua, cibo, diritti dei bambini, delle donne etc).


LINK VIDEO > youtube
 
Pagina dedicate alla Campagna

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AL VIA LA CAMPAGNA CONTRO L’ABBANDONO DEI RIFIUTI DI PRODOTTI DA FUMO

Nazionali    (commenti:2) (330)
Domenico Brancato

 
In data 7 febbraio c.m. presso l’aula consiliare del Comune di Marino, dai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Marino, è stata avviata una campagna contro l’abbandono di mozziconi di sigaretta, promossa dalla stessa Amministrazione, in collaborazione con Città Metropolitana di Roma Capitale che ne finanzia il progetto denominato “IL MOZZICONE E’ DIFFERENTE”, fruendo dei fondi trasferiti dalla Regione Lazio, per le annualità 2017-2018.
 
Finanziamento destinato alla diffusione capillare dell’informazione rivolta alla sensibilizzazione verso la condivisione dell’inderogabile esigenza del recupero della produzione dei mozziconi di sigaretta, attualmente abbandonati ovunque, con pregiudizievole effetto relativo al carente civismo dei cittadini ed al conseguente degrado ambientale.
Il progetto si prefigge, in varie tappe, di interessare i componenti ed i rappresentanti di tutto il tessuto sociale ed operativo del territorio comunale, secondo un crono programma (ovviamente, suscettibile di aggiornamenti in conseguenzadelle misure precauzionali imposte dal Coronavirus) che, al momento della stesura, prevedeva:
  • A marzo incontri dedicati alle scuole, per il coinvolgimento degli studenti sull’argomento, attraverso lo svolgimento di elaborati e formulazione di propostee idee al riguardo;
  • Ad aprile incontri con gruppi di lavoro impegnati nell’individuazione di iniziative e proposte sul tema;
  • 5 giugno in coincidenza della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Assemblea pubblica per illustrare proposte ed elaborati prodotti in seguito ai precedenti contatti ed impegni di collaborazione;
  • 11 giugno, in occasione della festività per il Patrono di Marino: San Barnaba, illustrazione del progetto, ulteriori informazioni sull’argomento e distribuzione di “ Raccoglitori di cicche “ portatili;
  • 13 giugno, presso il Parco della Pace di Cava dei Selci, sede dello svolgimento delle manifestazioni di BOVILLESTATE, allestimento di uno Stand per proseguire le attività indicate per 11 Giugno;
  • Novembre, Termine dei lavori propedeutici per la realizzazione del Progetto, e riepilogo delle attività ed iniziative in atto e programmate per il prosieguo del Progetto stesso, alla presenza dei rappresentati delle Istituzioni, della Stampa e di tutta la Comunità.
Intanto, come azione concreta ed immediata mirata alla risoluzione dell’annoso problema (già posto all’attenzione della sensibilità della cittadinanza e dell’Amministrazione comunale, tramite un mio articolo sull’argomento news.asp?p=112 ) è in programma l’installazione di Raccoglitori fissi di cicche di colore verde, presso i punti più esposti all’ abituale abbandono delle stesse, di seguito elencati:
 
STAZIONE FERROVIARIA DI MARINO; PARCO DELLE MOLETTE; PARCO CAVE DI PEPERINO; BORGO GARIBALDI; PALAZZO COLONNA; UFFICIO POSTALE DI MARINO; PIAZZALE DEGLI EROI; STAZIONE FERROVIARIA DI S. MARIA DELLE MOLE; UFFICIO POSTALE DI S. MARIA DELLE MOLE; PARCO G. FALCONE; PARCO LUPINI; PIAZZA SCIOTTI; PARCO KENNEDY; PARCO DELLA PACE; PIAZZA MATTEOTTI; UFFICIO POSTALE DI FRATTOCCHIE; FERMATA AUTOBUS DI S. MARIA DELLE MOLE E FERMATA AUTOBUS DI FRATTOCCHIE.
 
Il che, unitamente all’accorgimento di munirsi di Posacenere tascabili (vedi foto) acquistabili presso le Tabaccherie al modico prezzo di qualche euro, nel caso si producano cicche in luoghi distanti dai numerosi raccoglitori elencati, dovrebbe impedire ai fumatori di addurre ancora pretestuose scuse, per giustificare di perseverare nel gettare i residui del fumo al difuori degli specifici raccoglitori.
 
Ciò, non solo per evitare una constatazione di ripugnante manifestazione di inciviltà e recuperare una condizione di ammirevole decoro urbano, bensì per scongiurare l’ancora più grave sottovalutato inquinamento derivante dalla nocività della miriade di sostanze tossiche presenti nel filtro delle cicche. Sostanze che, in seguito all’azione di decomposizione, vengono rilasciate sul terreno o nell’acqua dei fiumi, dei laghi o del mare, producendo dannosissime forme d’inquinamento che si ripercuotono sulle rispettive faune e di conseguenza, attraverso la catena alimentare, sui consumatori. Consumatori che, costituendo l’ultimo anello della catena alimentare, diveniamo sede di accumulo della maggiore quantità di tali sostanze: presupposto per la possibile insorgenza di processi degenerativi che,nel tempo, possono dare origine a gravi patologie di “misteriosa” provenienza.
 
Conseguenze abbastanza sottovalutate, secondo le deduzioni degli autori di uno studio condottodai ricercatori Carmine Ciro Lombardi, Giulia Di Cicco e Vincenzo Zagà della Asl (Azienda Sanitaria Locale),in collaborazione con l’ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) di Bologna, sulla tossicità delle sostanze contenute nelle cicche prodotte dai circa 13 milioni di fumatori italiani che consumano mediamente 15 sigarette al giorno. La causa di tale scarsa attenzione, con molta probabilità, è da attribuire alla poca consapevolezza dei dati relativi all’entità della produzione, classificazione e quantificazione delle sostanze tossiche proprie della tipologia di rifiuto. Dati che trovano riscontro:
 
  • negli esiti del citato Studio, dal quale emerge che ogni anno si disperdono nell’ambiente:


    - 324 tonnellate di Nicotina, alcaloide volatile solubile in acqua dai noti effetti insetticidi e tossici per la fauna acquatica (come in genere dimostra la presenza di piccoli animali morti intorno ad un mozzicone di sigaretta gettato in un piccolo stagno),oltre che per l’uomo (nei confronti del quale, il contenuto di poche decine di cicche e più precisamente la nicotina contenuta in 4 sigarette, basterebbe, se iniettata direttamente nel sangue, a provocare la morte di un individuo in pochi minuti,o la morte di Bambini, come avvenuto, subito dopo aver ingoiato sigarette o mozziconi di sigaretta), tramite il fumo che passa nei polmoni, e nell’arco di 7- 10 secondi arriva al sangue ed al cervello, creando dipendenza in circa il 60 % dei fumatori. Ogni sigaretta ne contiene 15–20 mg, la metà dei quali degrada e rimane inutilizzata, il 20 % passa nel fumo ed il 30 % (4,5 mg) si incorpora nel filtro. Quantità, quest’ultima, che moltiplicata per i 72 miliardi di sigarette consumate in un anno, in Italia, equivale a 324 tonnellate riversate nell’ambiente.
-Polonio 210 o Radio, elemento radioattivo e cancerogeno, i cui valori di radioattività sono pari a 1.872 milioni di bequerel -Bq- (Unità di misura del Sistema internazionale dell’attività della radioattività: 1 Bq equivale ad 1 disintegrazione al secondo). Viene assorbito dalle radici della pianta di tabacco dal fertilizzante a base di polifosfati ricchi di radio. Circa il 50% è trasferito al fumo, il 15 % si trova nelle ceneri ed il 35 % rimane nel mozzicone;
- 1.800 tonnellate di Composti Organici volatili– COV - derivanti dalla combustione e comprendente: benzene, formaldeide, acetone e toluene. Tutti composti cancerogeni e mutageni (fattori che determinano la comparsa di mutazioni nel patrimonio genetico di una cellula), metà dei 50 milligrammi dei quali, prodotti fumando una sigaretta, rimangono nel filtro;
- 21,6 tonnellate di Gas tossici, quali: Acido Cianidricoe Ammoniaca, quest’ultima aggiunta al tabacco per incrementare la disponibilità di Nicotina. Entrambi sono altamente tossici per gli organismi acquatici e vengono emessi con il fumo, in ragione di ca. 0.6 mg, mentre ca. 0.3 mg rimangono nel filtro;
- 1.440 tonnellate di Condensato o Particolato (circa 40 mg per sigaretta), costituito da Idrocarburi Policiclici Aromatici –IPA-, catrame, metalli pesanti ( Mercurio, Cadmio, Arsenico, Cromo, Piombo, ecc), benzopirene e molti altri composti. L’esposizione cronica al particolato viene associata ad una nutrita serie di patologie,in particolare, respiratorie;
- 12.240 tonnellate di Acetato di Cellulosa: materiale con cui è realizzato il filtro, non biodegradabile, ma fotodegradabile, per cui acqua, sole e variazioni termiche ne provocano lo sgretolamento, dando origine alle microplastiche ( particelle che, secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare -EFSA -hanno dimensioni comprese fra 0,1 e 5.000micrometri, pari a 5 millimetri ) ed alla loro dispersione nell’aria e nell’acqua, dove, avendo dimensioni simili al plancton, vengono ingerite da pesci, molluschi e insetti nati in acque contaminate che, una volta mangiati da altri animali, le trasmettono all’uomo.In aggiunta all’introduzione che avviene nell’organismo anche attraverso il consumo di acqua e bibite, contenute in recipienti di plastica, e la respirazione. Tanto che, secondo una ricerca pubblicata il 4 Ottobre 2018 su “Environmental – Science and technology “, ciascuno di noi, inconsapevolmente, annualmente assume ed assimila 32.000 microscopici frammenti di quella plastica che, sotto varie forme, abbiamo buttato via nel tempo e che torna indietro con i conseguenti deleteri effetti sulla salute. Assunzione che trova conferma negli esiti di un’ulteriore ricerca condotta da alcuni scienziati austriaci, pubblicata il 23 ottobre, in seguito al rilevamento della presenza di 20 particelle di microplastiche in 10 grammi di feci di 8 persone provenienti da Europa, Russia e Giappone. Particelle, che si stima potrebbero essere presente in metà della Popolazione mondiale;
 
  • e nella prima indagine nazionale “ Park Litter 2018 “ sui rifiuti delle aree verdi urbane condotta da LEGAMBIENTE , nell’ambito della Campagna “ Puliamo il Mondo “, in Parchi pubblici di 19 Regioni Italiane. Dove sono stati raccolti e catalogati 23.096 rifiuti su una superficie di 7.400 metri quadrati, mediamente corrispondenti a 3 per mq. Rifiuti comprendenti:
     
- Mozziconi di sigaretta 8.471, pari al 37 %;
- Frammenti di carta 1.980, pari al 9 %;
- Tappi di bottiglia 1.576, pari al 7 %;
- Frammenti di plastica 1.490, pari al 6 %.
 
 
Inoltre, sempre da Legambiente, in 100 mq monitorati in vari Parchi, è stata riscontrata la presenza da 600 a 1.000mozziconi di sigaretta, pari a 6–10 per metro quadro.
Ed affinché si abbia una percezione delle dimensioni dei rifiuti da fumo a livello mondiale, si fanno seguire i contenuti di ulteriori indagini e commenti svolte e registrati vi via sull’argomento.
 
  • Da uno studio pubblicato sulla rivista CurrentEnvironmentalHealth Reports, si deduce che ogni anno, dei 6.000 miliardi di sigarette venduti nel mondo,le cicche di gran parte delle 4.950 miliardi con il filtro, vengono abbandonati nell’ambiente. Il che rappresenta un terzo della spazzatura mondiale marina, che comprende, oltre i mozziconi rinvenuti sulle spiagge, quelli che vi giungono tramite le condotte fognarie ed i fiumi.
  • Nelle pulizie annuali degli oceani del 2016, le cicche rappresentano il principale rifiuto abbandonato in California, Stati Uniti e a livello Internazionale. Tanto che una Organizzazione antifumo statunitense “ The Truth Initiative “ ha lanciato una campagna contro i mozziconi di sigarette definendoli “ L’oggetto più discusso al mondo “. Anche in considerazione che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima in 680 milioni di chili i rifiuti di tabacco prodotti nel mondo, ogni anno.
  • Il Governo francese stima in 30 miliardi il numero delle cicche gettate via, annualmente, nel territorio nazionale, delle quali il 40 % abbandonate in ambiente naturale. Precisando che una cicca può impiegare anche 10 anni per decomporsi e può produrre la contaminazione di 500 litri d’acqua.
  • Una delle più importanti Società Multiservizi – IREN – asserisce che gran parte dei mozziconi di sigaretta viene abbandonata in strada, e finisce nei tombini , poi nei fiumi ed infine a mare. Tant’è che nel Mediterraneo le cicche rappresentano circa il 40 % dei rifiuti, a fronte del 9,5% delle bottiglie di plastica, dell’8,5 dei sacchetti di plastica, del 7,6 % delle lattine di alluminio e altri materiali vari;
  • L’Humanitas Medical Care: una delle maggiori realtà della sanità italiana, con sede a Milano, afferma: “ non solo il fumo di sigaretta fa male alla salute, ma anche i mozziconi (trattandosi di materiale altamente cancerogeno che contamina il suolo e, di conseguenza, i prodotti della catena alimentare ) che ogni giorno vengono prodotti (solo a Milano più di 3 milioni, secondo dati statistici) e che finiscono sui marciapiedi delle città.
  • In Italia, come già menzionato, vengono consumate 72 miliardi di sigarette all’anno e gran parte delle cicche, a causa delle consolidate istintive cattive abitudini (fra l’altro, si calcola che 7 automobilisti su 10 , gettino le cicche ancora accese fuori dal finestrino delle auto in corsa, causando, durante il periodo estivo, incendi dalle conseguenze devastanti) finiscono, spesso inconsapevolmente ma irresponsabilmente, ovunque, contribuendo a determinare ingenti danni di natura correlata alle varie destinazioni di abbandono.
  • Sempre in Italia a seguito di una indagine promossa da FOCUS sull’impatto ambientale delle cicche, è stato rilevato che ogni mq di spiaggia ne contiene 2 Per cui sul totale delle nostre spiagge, ogni anno, vengono abbandonati 12,4 milioni di nuovi mozziconi. A tal proposito il Presidente di LEGAMBIENTE Stefano Ciafani definisce: “una piaga i mozziconi di sigarette, in quanto il 99 % dei fumatori continua a buttarli nell’ambiente e la legge, che prevede sanzioni per tale comportamento,viene pochissimo applicata. Sarebbe bene che i Comuni cominciassero a fare le multe ed anche a pubblicizzarle, come deterrente a un malcostume che è diventato una emergenza ambientale “.
  • A Roma, tenuto conto del costante flusso turistico che si riversa sulla capitale, si stima una produzione di 18 milioni di cicche al giorno, pari a 6,480 miliardi di cicche l’anno;
  • Mentre a Marino, considerato un numero di 9.900 fumatori (dedotto moltiplicando il numero dei residenti: 45.000, per la media nazionale dei fumatori: 22 %) e per un consumo medio giornaliero pro-capite di 15 sigarette, la quantità di cicche prodotte dovrebbe aggirarsi intorno alla “ non trascurabile “ quantità di 148.500 al giorno e di 53.460.000 l’anno.
     
Panoramica mondiale dell’impressionante inquinamento imputabile alle cicche che, inevitabilmente, preoccupa l’opinione pubblica mondiale e gli Organismi preposti alla salvaguardia della salute delle popolazioni e dell’Ambiente. Tant’è che da più parti si avvertono segnali di mobilitazioni, finalizzati ad affrontare in maniera consistente e concreta il problema. Come si evince dai suggerimenti, proposte ed iniziative di seguito riportate.
  • LA Dottoressa Licia Siracusano: referente del Centro Antifumo di Humanitas Cancer Center, afferma che “ E’ una questione di senso civico. Certamente non è possibile obbligare tutti i fumatori a smettere, però pensa che sia doveroso educare e sensibilizzare chi fuma a comportamenti responsabili e rispettosi della salute altrui e dell’Ambiente. I cittadini devono sapere che, al pari di qualsiasi altra tipologia di rifiuto (soprattutto se tossico), i mozziconi di sigaretta,se dispersi nelle strade o addirittura in mare, provocano danni ambientali e alla salute. Ritiene poi che per risolvere il problema basterebbe colmare il vuoto cultural-normativo e provvedere ad installare ovunque appositi raccoglitori.
  • Contiamoci: Comunità di Torino ideata da Greta e Silvano, per collaudare e scambiare le buone abitudini (green action) pratiche, per ridurre i danni che provochiamo all’Ambiente,considera gettare i mozziconi di sigaretta per terra un gesto doppiamente incivile, perché è abitudine comune, sia di chi lo commette e sia di chi l’osserva, non riconoscerlo come tale. E visto che il nostro territorio pullula di cicche dappertutto, i fumatori abbiano l’accortezza, una volta esaurita la sigaretta di spegnerla e di riporre la parte residua nel posacenere più vicino.E precisa che questa buona pratica non è riferita solo ai fumatori, ma anche ai non fumatori, relativamente al fatto di riconoscere il gesto di abbandonare il mozzicone per terra come scorretto e nel tentare di correggerlo negli altri.
  • Greenreport.it: primo quotidiano italiano, sia cartaceo che online, edito da Eco Srl, fondato nel 2006, con sede a Livorno, il cui servizio informativo indipendente è ispirato ai principi dettati dall’economia ecologica, asserisce, come sa bene chi frequenta le spiagge, che: non c’è Legge meno applicata in Italia di quella che dal 2016 vieta di gettare i mozziconi di sigaretta nel suolo, nelle acque e negli scarichi. Ma l’inciviltà regna sovrana, tutt’al più la maggioranza dei fumatori balneari si limita a spegnere la sigaretta sulla sabbia e sui ciottoli delle spiagge, per poi nascondere il mozzicone. Di notizie di multe praticamente non se ne hanno, nemmeno dopo l’intensificazione della vigilanza contro i venditori abusivi extracomunitari. E mentre aumenta la preoccupazione e la consapevolezza dell’opinione pubblica per i pericoli per l’Ambiente marino e la salute, costituiti da sacchetti e cannucce di plastica, quasi nessuno sa che la palma di maggiore inquinatore del mare spetta, secondo il dato riportato in uno studio pubblicato sulla Rivista “Current Environmental Health Reports “ (Rapporti Attuali sulla Salute Ambientale), ai 4.500 miliardi di cicche che ogni anno vengono abbandonati nell’Ambiente.
  • Thomas Novotny : Professore di Salute globale nella Divisione di Epidemiologia e Biostatistica dell’Università di California – San Diego: - asserisce chei mozziconi di sigaretta possono rilasciare sostanze chimiche fino a 10 anni dopo il loro utilizzo, andando ad inquinare l’Ambiente; - propone di vietare l’uso dei filtri per ridurre l’impatto del fumo poichè, secondo il rapporto:Tobacco and itsenvironmental impact an overview, pubblicato nel 2017 dall’Oms, le affermazioni che le sigarette col filtro fossero “ più sane “ erano fraudolente, tanto da rappresentare “una farsa” in termini di maggiore sicurezza per i consumatori;-avanza la richiesta di rendere i produttori di sigarette responsabili dei costi sostenuti per la raccolta delle cicche, o di incaricarli direttamente al ritiro di questi rifiuti; - ipotizza l’obbligo di riportare informazioni sui pacchetti relative alla tossicità dei mozziconi; e suggerisce l’istituzione di un deposito cauzionale, volto ad incentivare i fumatori a riconsegnare i filtri usati.
  • Greenbutts: Compagnia tecnica di San Diego ha in programma la commercializzazione di filtri naturali realizzati con materiali degradabili, come materiale organico di canapa e pasta legno, per l’abbattimento dell’impatto ambientale derivante dai miliardi di mozziconi di sigarette che ogni anno si trasformano in rifiuto, costituendo circa il 24,7 % del totale dell’immondizia raccolta, pari al doppio delle altre tipologie di rifiuti. Dato che il filtro biodegradabile è tenuto insieme da un collante composto di farina di frumento ed acqua, che va a sostituire il tradizionale involucro di cellulosa acetata, che richiede da 10 a 15 anni per completare il degrado.Innovazione che consentirebbe di convertire gli attuali dannosi filtri in utile concime naturale organico per le piante.
  • L’Università Federico II di Napoli, nel condurre uno studio sull’argomento, ha rilevato che man mano che il processo di disintegrazione del mozzicone di sigaretta procede, la parte residua si degrada a velocità progressivamente minore, così il tempo della completa decomposizione continua ad aumentare. E attraverso un’altra indagine pubblicata sulla rivista “ PlosOne “ , nel gennaio 2015, ha accertato che i mozziconi di sigaretta rappresentano il rifiuto più abbondante sull’intero pianeta, tanto che quotidianamente ammonta a oltre 10 miliardi la quantità di questi materiali dispersi nell’Ambiente.
  • Iren: una delle più importanti Società Multiservizi italiane che opera, fra l’altro ,nell’ambito dei servizi ambientali, propone un ambizioso progetto che prevede:
 
  • la sensibilizzazione con messaggi veicolati attraverso cartellonistica, manifesti e messaggi pubblicitari rivolti a realizzare la raccolta separata dei mozziconi, fidando sulle motivazioni personali inerenti la coscienza e la consapevolezza dei danni dell’inquinamento ambientale sulla salute umana,e sulla considerazione che gli altri possono avere di noi vedendoci abbandonare i mozziconi in strada;
  • una capillare distribuzione di idonei porta mozziconi, in particolare in corrispondenza: delle fermate degli autobus, degli Uffici pubblici, dei Supermercati, nelle Stazioni ferroviarie e degli Esercizi pubblici (Bar ed esercizi commerciali).Oppure con: - la distribuzione, agli Esercenti,di appositi raccoglitori da consegnare periodicamente agli addetti alla raccolta; - l’applicazione del sistema di vendita delle sigarette, attraverso una sorta di “ vuoto a rendere”, o tramite la distribuzione gratuita, agli avventori, da parte dei Tabaccai, di porta-mozziconi tascabili, forniti dai Comuni.Ricompensando, chi aderisce alla proposta, con un ritorno economico del tipo riduzione percentuale, ad esempio, del pagamento delle bollette Tari previsto per i comportamenti virtuosi.
Iniziative, l’applicazione delle quali consentirebbe di ridurre, senon addirittura escludere, il perpetuarsi del deplorevole abbandono dei mozziconi, oltre ad assicurare un indubbio apprezzabilissimo ritorno d’immagine;
  • la condivisione di una attività sull’argomento con le Istituzioni scolastiche ed il Personale Docente delle scuole di ogni ordine e grado, per il coinvolgimento attivo di Alunni e Studenti, attraverso lo svolgimento di tesine o temi, lo sviluppo di idee e la formulazione di proposte, magari stimolate dalla assegnazione di significativi e gratificanti riconoscimenti predisposti con il sostegno economico della Società proponente. Ciò, oltre che per una funzione educativa riguardante le cicche, per una ulteriore, non trascurabile, questione di salvaguardia della salute. Poiché i giovani sono particolarmente esposti alla dipendenza da nicotina e agli altri noti effetti collaterali del tabacco, quali cancro e malattie cardiovascolari. Considerato che, dagli esiti di uno studio condotto dal Professor Alessandro Marcon, docente presso il Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica dell’Università di Verona, si deduce che, dal 1990 in poi,per ogni 1.000 giovani, si è registrato un aumento annuo del 30 % di nuovi fumatori, pari ad un incremento del 50 % fra i giovanissimi di età compresa fra gli 11 e i 15 anni.
  • l’Australia ha avviato una campagna finalizzata alla raccolta dei mozziconi di sigaretta da parte del singolo fumatore, attraverso la consegna di un portacenere portatile resistente al fuoco e riutilizzabile, per sopperire alla carenza/mancanza di norme che regolano lo smaltimento della cicche e la informazione/formazione dei fumatori; e per illustrare loro i problemi legati al pericolo del fumo e dei mozziconi che, inconsapevolmente gettano in qualsiasi posto, impedendone lo smaltimento, come per le pile. A tal fine si ipotizza l’aumento di pochi centesimi il costo del pacchetto di sigarette, per attuare piani efficaci in tal senso.
  • La Terra Cycle, azienda del New Jersey sta sperimentando un programma che non solo incoraggia le persone a raccogliere le cicche , ma anche a riciclarle. Così ha deciso di fornire gratuitamente ai fumatori etichette per la spedizione via corriere, dei mozziconi raccolti.
  • La Città di New York, seguendo l’esempio del vuoto a rendere, ha proposto un progetto di legge: “ Penny per Butt’ “, che prevede il rimborso di un centesimo per ogni cicca raccolta. Mentre, la città di Portland in Oregon e lo stato di Maine, hanno concordato di multare con 100 dollari chiunque getti in strada i mozziconi di sigaretta.
  • Ed ancora In Italia:
- il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 15 Febbraio 2017 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 Marzo 2017), che detta Disposizioni in materia di rifiuti di prodotti da fumo e di piccolissime dimensioni, prevede che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie siano suddivisi a metà tra: -l’attuazione di campagne di informazione, su scala nazionale, a cura del Ministero dell’Ambiente; - l’installazione di appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi, la pulizia di caditoie e di tombini da residui di mozziconi; e la realizzazione di campagne informative su scala locale, a cura dei Comuni;
- e l’iniziativa “ Ma il mare non vale una cicca “,giunta quest’anno alla 5° edizione, promossa da Marevivo (Onlus con oltre 35 anni di esperienza nella protezione del Mare e delle sue risorse), in collaborazione con IT International SA –JTI- (Insieme dei metodi e della tecnologie che vengono utilizzate per la trasmissione, archiviazione ed elaborazione di dati ed informazioni attraverso l’uso di reti), con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Corpo delle Capitanerie di Porto e il supporto del BIS (Sindacato Italiano Balneari), e con testimonial l’attore Cesare Bocci. Iniziativa, che per esprimere la reale percezione della dimensione delle cicche abbandonate, rende noto che se mettessimo infila tutte quelle gettate nelle spiagge, si creerebbe una fila lunga paria alla distanza tra Roma e Bologna (Circa 400 Km). Per cui, anche in questa edizione dell’iniziativa, saranno distribuiti 100 mila posacenere tascabili, insieme ad un opuscolo informativo sui tempi di degrado in mare di alcuni oggetti che fanno parte della vita di tutti i giorni (lattine, accendini, bottiglie di vetro e di plastica),su oltre 400 spiagge degli 8.000 Km di coste italiane, da parte di 1.000 volontari, nel weekend del 3 – 4 Agosto. Con l’intento, stimando un contenuto di 6 cicche per ogni posacenere, di evitare la presenza, sulle spiagge o nelle acque del mare, di 600 mila filtri al giorno. Considerato che le precedenti campagne hanno permesso di evitare l’abbandono di ben 10 milioni di cicche e di conseguire l’ambizioso risultato di avere spiagge più decorose e minore moria di alcuni animali marini, come: Cetacei,Tartarughe (per le quali un singolo mozzicone ingerito può provocarne la morte, in poco tempo), Uccelli e Pesci, già messi in pericolo dall’abbandono, ogni anno, di migliaia di rifiuti di vario genere.
Dopo aver illustrato una sintesi dei suggerimenti e proposte su come evitare l’abbandono e promuovere la raccolta delle cicche, vediamo come evitare lo smaltimento nelle rare debordanti onerose e pericolose discariche, attraverso metodologie di riciclaggio e possibili utilizzazioni, atti/e a mutare la loro condizione di pericoloso rifiuto in provvidenziale componente di redditizi materiali di vario genere, come si può dedurre dalle ampie indicazioni di seguito riportate.
  • A Vancouver – Canadà– una Azienda di Toronto denominata TerraCycleInc. estrae l’acetato di cellulosa presente nelle cicche per creare dei pellets (cilindretti di materiale naturale, in genere, provenienti dagli scarti della lavorazione del legno) di plastica che potranno essere utilizzati per produrre imballaggi o per la plastificazione del legno.
  • L’Ingegnere Abbas Mohajeranidel Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT University), inventore (coadiuvato dagli studiosi dell’Università) del metodo di riciclo pubblicato sul Journal of Management, ha condotto diversi esprimenti per inglobare le cicche nei mattoni di argilla cotta. Ottenendo:- mattoni del tutto simili a quelli che già conosciamo, ma più leggeri, con migliori proprietà isolante e con un impegno di energia inferiore del 58 % per essere realizzati; - grazie alle proprietà isolanti dei filtri, la riduzione dei consumi energetici domestici, sia per il riscaldamento che per il raffreddamento; - e lo smaltimento delle cicche stesse, oltre alla trasformazione delle sostanze inquinanti in esse contenute (come i metalli pesanti), in sicuro materiale per l’edilizia, Aggiunge poi, che ogni anno si producono 6 mila miliardi di sigarette, che corrispondono a 1,2 milioni di tonnellate di spazzatura contenente componenti chimici dannosi. Cifre che sono destinate ad aumentare di oltre il 50 % entro il 2025, a causa della crescita della popolazione mondiale. E che se solo il 2,5 della produzione annuale di mattoni incorporasse l’1 % di mozziconi di sigaretta, si potrebbe risolvere completamente, o quasi, il problema dell’inquinamento dovuto a tali scarti.
  • La Fashion designer (Persona che ama studiare il trend della moda, disegnare modelli e selezionare materiali per la loro realizzazione): cilena Alexandra Guerrero, in cerca di un’idea per la sua tesi di laurea, ha notato la notevole presenza di cicche sui marciapiedi della sua città: Santiago del Cile ,ed ha scoperto che i filtri, una volta purificati, poi lavati in un solvente e successivamente sterilizzati, fatti asciugare e sottoposti a sanificazione, potevano essere tinti e filati con lana di pecora ed utilizzati per la produzione di capi unici di abbigliamento.
  • Terra Cycle, di Trenton, in New Jersay ,è il social network della monnezza, fondata dal giovane ungherese Tom Szaky,allo scopo di eliminare lo spreco, attraverso la creazione di sistemi nazionali di riciclaggio di rifiuti non utilizzabili o difficile da recuperare.
  • Le “Cigarette Waste Brigates”: strutture territoriali di Terra Cycle, stanno chiedendo ai cittadini di conservare i loro mozziconi, per inviarli alla società di riciclaggio, attraverso un sistema di spedizione prepagato, gestito dal colosso UPS. Il quantitativo minimo per ogni singola spedizione è fissato in una libra (453,6 g) da inviare allo stabilimento di Trenton, per il quale il mittente riceverà 100 “ punti Terra Cicycle “ convertibili nel pagamento di 1 centesimo per ogni punto, in opere di beneficienza, a scelta del fumatore. La Società si impegna a riciclare i filtri per realizzare una serie di profilati per uso industriale, come legname di plastica (Plastic Timber) ed oggetti di uso domestico, tra cui, i posacenere.
  • La newyorkese Eco-Tech Displays ha creato la “ CigaretteButtLitterDream “ (Sogno del riciclo delle cicche di sigaretta): Società che si occupa di trasformare le cicche raccolte svuotando centinaia di portacenere posizionati all’esterno di bar e ristoranti di New York, New Jersey, Chicago e Illinois, in prodotti come gioielli, vasi e plettri (piccole lamine a forma di mandorla atte a far risuonare le corde tese su di una cassa armonica).
  • Il Professor Lorenzo Guglielminetti, coordinatore della ricerca “ Trasformiamo i filtri usati delle sigarette in substrato inerte per l’agricoltura idroponica “(coltivazione senza terra) spiega: per farlo separiamo i mozziconi nelle loro componenti biodegradabili (carta e tabacco), per poi poterli usare, al posto della lana di roccia, per la germinazione di semi la cui crescita risulterà compatibile con il supporto sperimentale.
Inoltre, tramite l’uso delle alghe si provvederà a decontaminare le acque di lavaggio dei filtri,per ottenere una biomassa utilizzabile per la produzione di biocarburante.
  • In Toscana, da recente è partito un progetto che vede coinvolti il Centro Avanzi dell’Università di Pisa, in collaborazione con il Cnr e il Comune di Capannori, in provincia di Lucca. Zona sede di grandi insediamenti dell’industria della carta e di sviluppo di politiche ambientali sul riciclo dei rifiuti, ultima delle quali inerente la rigenerazione degli avanzi delle sigarette, per la trasformazione da rifiuto a materiale adatto alla coltivazione floreale e in biocarburante. Il progetto denominato FOCUS (Filter of cigarettes reuse safely), avrà la durata triennale e fruisce di un finanziamento di 140 mila euro erogati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dall’Ateneo di Pisa e dal Comune di Capannori.
  • A Roma, un gruppo di ricercatori ha appena concluso un lavoro di ricerca per trasformare una parte dei filtri in montature per occhiali. Ilaria Bientinesi, chimica di AzeroCo2, Società nata da Legambiente, spiega: abbiamo trovato un sistema innovativo per la purificazione dei mozziconi, per poterli poi riciclare. In quanto, l’acetato di cellulosa dei filtri, ripulito, può essere impiegato anche per la produzione di altri oggetti, come contenitori rigidi, scatole, ecc. Il Progetto è stato finanziato con 321 mila euro provenienti dalla Regione Lazio, attraverso fondi europei.
  • Un ricercatore italiano dell’ENEA propone di adoperare le cicche di sigaretta come biomassa, da cui ricavare calore ed energia, ed utilizzare l’Acetato di cellulosa dei filtri, opportunamente rigenerato, per la produzione di pannelli termo fonoassorbenti per l’edilizia.
 
Da quanto riscontrato sulla possibilità di affrontare la imponente questione inerente le cicche, relativamente: al comportamento dei fumatori, ai sistemi di raccolta, alle metodologie di riciclaggio ed alle possibili concrete utilizzazioni delle stesse, si deduce che sono stati ampiamente individuati gli accorgimenti, realizzati i supporti tecnologici ed elaborati e sperimentati i processi di lavorazione, per consentire di superare efficacemente ogni difficoltà che si frapponeva all’ardua soluzione del problema. Per cui, a questo punto, la soluzione del problema dipenderà soltanto dall’indispensabile disponibilità d’impegno di tutte le componenti interessate (Cittadini, Istituzioni e Realtà produttive compatibili).
Affinchè si possa procedere alla creazione di dimensioni operative adeguate alle potenzialità delle aree coinvolte, possibilmente organizzate in specifici Consorzi (come quelli da tempo esistenti per il riciclo della: Carta, Plastica, Vetro, Alluminio), in grado di convertire quel che attualmente costituisce espressione di inciviltà, in constatazione di esemplare decoro e provvida produzione di materia prima, per la realizzazione di materiali ed oggetti di interesse commerciale.
E poiché il Comune di Marino, come in precedenza riportato, ha già avviato la messa in atto dei presupposti per giungere ad una, si spera, diffusa convinzione , da parte dei cittadini, dell’utilità della raccolta delle cicche;per completare l’apprezzabile impegno, una volta conseguito l’ambito obiettivo,non rimane che aderire o farsi promotore alla/della realizzazione di specifici impianti per il loro riciclaggio,finalizzati ad evidenziare, in concreto, la validità della disponibilità al recupero e conversione del deprecabile rifiuto.
Chi scrive, nel concludere, avverte la pressante esigenza di esprime un fervido augurio affinché, prima che i lettori terminino di scorrere l’esposizione del corposo argomento trattato (supponendo la lettura di una pagina al giorno), il Coronavirus sia stato, almeno in gran parte, controllato e confinato in perenne quarantena…
Augurio espresso in occasione della stesura del presente articolo, avvenuta a Febbraio, quando ancora non si conoscevano a sufficienza le caratteristiche di propagazione e le strategie di controllo del virus. Oggi, che si dispone di conoscenze appropriate al contenimento della sua diffusione, in attesa della produzione di un efficace specifico risolutivo vaccino, per collaborare attivamente all’incremento dei soddisfacenti risultati fin qui conseguiti, occorre estendere l’invito delle Istituzioni Sanitarie a proseguire costantemente, singolarmente e diligentemente, a rispettare gli accorgimenti che hanno permesso di pervenire al loro conseguimento. Onde evitare, sia di vanificare i positivi effetti dei pesanti sacrifici affrontati, che di andare incontro ad una eventuale, ancora possibile, insorgenza di focolai della terribile pandemia.

Parmalat: una nuova piattaforma e-commerce B2C per la spesa online

Nazionali (163)
Eleonora Persichetti

 
Parmalat, azienda leader in Italia nel mercato del latte, apre al mondo dell’e-commerce e sceglie Deliverti per il lancio del suo shop online ufficiale.
 
Deliverti, società del gruppo Ad Maiora, attiva nella gestione in full outsourcing di progetti di ecommerce, fondata da Fabio Scalet e Giulio Cupini nel 2016, si è occupata della realizzazione dell’infrastruttura digitale di shop
Deliverti ha supportato Parmalat in tutte le fasi di realizzazione del progetto: dall’implementazione dei processi logistici e distributivi alla gestione degli aspetti post-vendita con il proprio customer care dedicato, all’integrazione del front end in partnership con Diennea.
 
“In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad importanti cambiamenti nelle abitudini di consumo e di acquisto dei consumatori verso i quali un’azienda deve velocemente adeguarsi. Riteniamo infatti che questa nuova modalità di acquisto on-line non sia solo un fenomeno dettato dal momento, ma sia stata l’occasione per far provare a tanti consumatori un nuovo canale di acquisto, che ha verificato essere comodo, sicuro ed anche veloce. Per questo motivo Parmalat ha scelto di investire in una propria piattaforma di vendita e-commerce per rispondere il più possibile alle esigenze dei propri consumatori proponendogli una nuova modalità di acquisto che si traduce in una nuova forma di servizio” (Francesco Potenza – Head of Digital & Marketing Services di Parmalat).
 
Questa scelta strategica trova riscontro nel particolare momento positivo per il settore degli acquisti online nell’era Coronavirus e in vista di un cambiamento generalizzato delle abitudini di acquisto degli utenti.
La situazione attuale in materia di commercio digitale del settore dell’alimentare ha subìto un’impennata senza precedenti. Le statistiche Netcomm affermano che il settore food & beverage ha incrementato la richiesta di acquisti digital del 130% tra gennaio e maggio 2020.
 
Questo particolare scenario con cui il settore del commercio si deve confrontare ha consolidato di più le certezze per la realizzazione di un progetto di e-commerce, con obiettivi di incremento ambiziosi nel breve periodo.
“Quando abbiamo iniziato nel 2016 era difficile parlare di ecommerce in Italia, oggi la situazione è nettamente cambiata. Non basta sviluppare un sito, bisogna ragionare sulla strategia commerciale complessiva, è questo che Parmalat ha cercato nel know how di Deliverti. Lavorando da anni con multinazionali, abbiamo l’esperienza necessaria per realizzare progetti digital all’interno di infrastrutture organizzate come quella di Parmalat. Personalizzare i processi di Deliverti per metterli a disposizione di un progetto come questo è un modo di sviluppare una competenza unica sul mercato nazionale ed internazionale, visti i rapporti con la capogruppo Lactalis sia in termini di sicurezza che di policy. L’entusiasmo e la determinazione con cui Francesco e i suoi manager hanno affrontato il progetto ci ha portato ad un ottimo risultato.(Giulio Cupini - General Manager di Deliverti).
 
Oggetto della collaborazione tra le due realtà è un portale user friendly, attento alle esigenze e all’esperienza di navigazione, per offrire uno shop dove poter acquistare i prodotti a marchio Parmalat in modo veloce e sicuro. Per ricreare il negozio virtuale “perfetto” sono state effettuate analisi sul mercato per valutare le preferenze dei consumatori: da qui l’idea di progettare sezioni dedicate a special box dei prodotti più richiesti e suggerimenti di acquisto sulla base delle referenze più vendute.
 
Il nuovo shop online presenta un’ampia gamma di referenze, non solo i prodotti a marchio Parmalat, ma anche Santal, Galbani, Chef e Zymil, tutti brand che fanno riferimento al Gruppo Lactalis di cui Parmalat fa parte dal 2011.
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Parmalat, in accordo con Deliverti, ha deciso di incrementare le possibilità di contatto con i consumatori aprendosi alle vendite digitali e ampliando le nuove prospettive di fatturato offerte dall’online.

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Scuola di Kung Fu - Kick Boxing

Il M° CAPALDI inizia a studiare le arti marziali nel 1979 praticando il Kung fu stile Tradizionale del Lam Kiun Pak Toi del Maestro Choo Kang Sing 10° Dan di Roma.
Negli anni si dedica anche alla pratica di ulteriori discipline: Kick Boxing, Muay Thai, Pugilato, Judo. Ottiene, sia nel Kung Fu che nella Kick Boxing, il grado di Maestro 7° Dan.
Inoltre ha frequentato numerosi stage e corsi di aggiornamento in varie nazioni del mondo, avendo modo di confrontarsi con varie discipline e di crescere prima come atleta poi come insegnante.
Ciò ha contribuito ad acquisire una forte esperienza nel mondo del combattimento arricchendo il suo bagaglio tecnico e ampliando la sua crescita personale.

Geyser a Ciampino in via Ventotene

Nazionali    (video) (265)
Eleonora Persichetti

Un geyser solforoso alto tre metri, con un getto d’acqua improvviso, è esploso ieri pomeriggio a Ciampino in via Ventotene. In via precauzionale, sono state evacuate alcune villette.
 
Sembra che il geyser si sia formato durante lo scavo di un pozzo artesiano, ma sulla dinamica si sta ancora indagando.
 
Evacuate delle abitazioni anche nella vicina via Giannutri e i tecnici della Asl di zona con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia stanno controllando la situazione in evoluzione. L’area è transennata dalle forze dell’ordine.
 
La Prima Cittadina di Ciampino, Daniela Ballico, che nella tarda serata di ieri si è recata personalmente sul posto per essere aggiornata sulla situazione e per mettere a disposizione tutte le risorse necessarie per il ripristino delle condizioni di sicurezza della zona, ha comunicato alla stampa:
 
 
Comune di Ciampino
Comunicato del Sindaco sull’emergenza di Via Ventotene
 
Ciampino, 10 giugno 2020
 
“Ieri, a seguito di una segnalazione relativa ad una fuoriuscita di gas dal sottosuolo in Via Ventotene, attraverso il nostro Comando di Polizia Locale, abbiamo attivato l’intervento dei Vigili del Fuoco, dell’INGV e della Croce Rossa sul posto per valutare la situazione”.
“Dopo il sopralluogo e gli accertamenti effettuati, sono emerse delle esalazioni di idrogeno solforato causate da uno scavo in prossimità di un pozzo artesiano, e facendo seguito ad un fonogramma dei Vigili del Fuoco ho proceduto all’emissione di un’Ordinanza di evacuazione urgente dei nuclei familiari a rischio”.
“Attualmente la situazione è sotto controllo, grazie all’eccellente lavoro svolto in maniera encomiabile dal tardo pomeriggio di ieri fino alle 4 di questa mattina dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dall’INGV che ha effettuato le misurazioni del sito, dalla Croce Rossa Italiana che ha garantito il proprio supporto e dalle nostre forze di Polizia Locale che hanno isolato l’area e provveduto all’evacuazione delle famiglie”.
“Stamani riprenderanno i lavori di ripristino delle condizioni di messa sicurezza dell’area nel rispetto delle prescrizioni che verranno fornite direttamente dagli esperti dell’INGV. Ringrazio tutti i Corpi che sono intervenuti e gli Uffici del Comune di Ciampino per l’ottimo e tempestivo impegno messo in atto per gestire una situazione che allo stato attuale risulta essere, seppur assolutamente sotto controllo, molto seria. La speranza è che l’intervento che stanno effettuando i Vigili del Fuoco possa rivelarsi risolutivo, in caso contrario serviranno interventi di natura strutturale che richiederanno altro tempo”
 
 
 
Le immagini ed il video sono state recuperate in rete

Riparte l’attività del  Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole

S. Maria delle Mole (594)
Antonio Calcagni

 
Sabato 6 giugno, presso il parco Lupini, nel pieno rispetto di tutte le norme antivirus, è ripartita l’attività del nostro Comitato.
 
Si è svolta infatti nella mattinata di sabato scorso, all’aperto, e con tutte le precauzioni del caso, un incontro del Direttivo del nostro Comitato per fare un punto di situazione di tutte quelle attività a suo tempo avviate e che, a causa della pandemia, hanno subito una battuta d’arresto durata 3 mesi.
Un incontro che prima di tutto è stato un’occasione per ritrovarsi tra vecchi amici,e sancire così il ritorno alla “normalità”, ma che è servito anche a rendere participi tutti delle attività che il Comitato, nell’ambito del Gruppo Coordinato delle Associazioni e Comitati, GCAC, ha comunque svolto in questo periodo a favore della popolazione più vulnerabile del nostro territorio. Un gruppo che ci tengo sottolineare è stato egregiamente coordinato da una persona, l’ing. Marco Carbonelli, che ha dimostrato una profonda competenza professionale sull’argomento e un, non comune, senso civico.
 
Altro argomento dibattuto è stato quelle delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo per il triennio 2020-2020, che previste per il 14-03-20 sono state ovviamente sospese. A tal proposito è stato stabilito che verranno svolte, sempre all’aperto, in un’area del parco appositamente allestita, entro il mese di settembre.
Sarà nostra cura informare per tempo, tutti gli iscritti, ma anche coloro che nel frattempo vorranno aderire al Comitato, la data esatta e le modalità di svolgimento.
 
 
Si è quindi passati ad esaminare le proposte a suo tempo promosse dal Comitato, quali:
 
  • Delegazione a Santa Maria, una proposta supportata da quasi 2.000 firme;
  • Via della Falcognana da acquisire a patrimonio pubblico, un principio sancito dal Sindaco nell’incontro che abbiamo avuto il 26.02-2020;
  • Parcheggio di piazza Albino Luciani, da collegare alla stazione ferroviaria attraverso uno scivolo pedonale, un progetto più volte dibattuto;
  • Parcheggio di via Frassati da completare;
  • ecc.ecc.
     
A tal fine, si è deciso di chiedere ufficialmente un incontro del nostro Direttivo, con l’Amministrazione comunale, per verificare insieme, lo stato dell’arte delle suddette proposte, e nel contempo essere informati sui progetti che hanno in programma.
Altro argomento di primaria importanza che porteremo all’attenzione nel prossimo incontro con gli Amministratori comunali è quello del nodo stradale- ferroviario, Via Appia-Viale della Repubblica-Ferrovia, fonte di enorme disagio per tutti gli abitanti della nostra Cittadina.
Un progetto, quello almeno del sottopassaggio dell’Appia, che in un primo momento era previsto in occasione dei mondiali del ’90, ma che poi inspiegabilmente venne abbandonato.
 
 
Come si può vedere, i problemi irrisolti sono ancora tanti e noi, ancora una volta, saremo presenti per far sentire la voce della nostra Cittadina.
Se anche tu hai a cuore il bene di Santa Maria, ti invitiamo ad iscriverti al nostro Comitato e partecipare così attivamente al suo sviluppo armonico.
 

ULTERIORE RACCOLTA STRAORDINARIA VERDE E RIFIUTI INGOMBRANTI

S. Maria delle Mole (704)
Domenico Brancato

In considerazione delle molte esigenze di conferimento di rifiuti verdi derivanti dal contenimento della vegetazione di siepi e prati, (in questo periodo  in rapido accrescimento)  recepite successivamente alla data dell’ultima raccolta,avvenuta il 16 Maggio u.s. presso il Palaghiaccio di Cava dei Selci, si ritiene utile informare i concittadini  interessati che  la Multiservizi dei Castelli di Marino, per consentire il regolare proseguimento dello smaltimento, in data 22 Maggio c.m., ha comunicato che è possibile conferire, gratuitamente, il materiale di risulta degli sfalci ed i rifiuti ingombranti, presso le sedi, nei giorni e negli orari di seguito riportati:
 
Isola Ecologica di  viaFerentum, 1 (Marino centro)
 
Dal  Lunedìal Sabato dalle ore  7.30  alle ore 10.30
     Martedì e Venerdì dalle ore 14,00 alle ore 16.00
 
 
Piazza “Grande Torino”  (Frattocchie – Nave)
 
Maggio:    Sabato 23 e 30 dalle ore 7.00 alle ore 14.00
Giugno:    Sabato 13, 20 e 27 dalle ore 7.00 alle ore 14.00
 

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Marino: Il Ninfeo di Boville, un luogo dimenticato

Storia (198)
Eleonora Persichetti

A Marino, il paese meglio noto in tutto il mondo per la Sagra dell’uva, i tesori dell’antichità riaffiorano dalle cantine, come da tradizione, per il vino migliore. Nell’attesa di veder aprire definitivamente al pubblico il Mitreo dopo il lunghissimo restauro e la sua messa in sicurezza , non possiamo non porre la giusta attenzione ad un’altra straordinaria testimonianza del passato, sicuramente altrettanto importante e ben più antica: il cosiddetto “Ninfeo di Boville” a Due Santi. A tal riguardo pochissime sono le fonti e le testimonianze che nel tempo si sono rarefatte tanto da farne quasi scomparire il ricordo. Tutto ebbe inizio nell’autunno del 1931, quando dopo una segnalazione del prof. Dobosi, illustre accademico rumeno, il prof. Lugli ottenne il permesso di eseguire degli scavi a ridosso di quella che oggi corrisponde a via dei Ceraseti nel tratto a circa 150 metri dalla sua diramazione da via Appia Nuova. Qui gli scavi allora eseguiti evidenziarono le strutture di due grandi mura in “opus quadratum” che correvano parallele a distanza fra loro di circa 4 metri e mezzo ,e su una di queste era scolpito un enorme simbolo fallico (Via Sacra?); inoltre, il rinvenimento di resti di una villa di epoca repubblicana con mosaici ed affreschi , che risultava costruita sopra i resti di quelle mura ben più antiche. L’attenzione degli studiosi fu allora attirata da una particolare struttura sotterranea custodita in una cantina di un casaletto seicentesco adiacente a quegli scavi.
 
A qualche decina di metri dall’abitazione, attraverso una botola di metallo ancora oggi si accede scendendo dodici gradini ad una porta che si apre in una cantina particolarissima: una stanza semicircolare a forma di grotta di circa cinque metri di diametro. La straordinarietà notata dai due eminenti studiosi era la particolare tecnica di costruzione della volta con dei blocchi di pietra albana (peperino), trasformati dallo scalpello in grandi ciottoli di fiume e in foglie enormi, il tutto impreziosito da una cornice monumentale e da un piccolo arco con un foro da cui fuoriusciva l’acqua che riforniva un pozzo sottostante. Tale conformazione li portò a formulare varie teorie che già allora ponevano dei dubbi: si trattava di un Ninfeo riconducibile al II sec. a. C., come affermava il prof. Lugli, o di un tempio o un sacello, o di altra struttura monumentale come dubitava il prof. Dobosi? Tale dibattito non è stato mai ripreso dagli studiosi sebbene nel tempo i loro lavori in merito siano stati spesso citati in diverse nuove pubblicazioni (Neuenburg, etc.)e ciò sicuramente a causa delle poche notizie del sito ormai quasi dimenticato. Oggi potremmo rivedere la discussione anche tenendo conto di una nuova possibile interpretazione che collega questa struttura ad un’altra maestosa opera che il Dobosi chiamò allora “conserva d’acqua” e che invece dalle forme ,dalle dimensioni e dal contesto in cui si trovano, possano corrispondere ad una fontana (lacus) e alla meta di un antichissimo circo (Marco Bellitto “A spasso per Frattocchie…”, ed. Aracne 2017, cap. XI, da pag. 96 a pag. 104).
 
Secondo le testimonianze locali nel “Ninfeo” ancora oggi sarebbe presente la presenza di acqua corrente proveniente da una condotta trasversale al foro sormontato dall’arco descritto e che possa far parte stessa di un antichissimo acquedotto che la tradizione vuole far risalire al Re Numa e forse legato alla mitica Albalonga.
 
Marco Bellitto
La Voce dei Castelli

INTERNET Mini Corso - Lezione 6

Focus (159)
Francesco Raso

Password: Come scriverle e come ricordarle
 
 
Oggi tocchiamo un tasto dolente che ci mette in crisi ogni volta che lo affrontiamo.
Quante ne abbiamo? Tante!
Le ricordiamo tutte? A volte no!
Come risolvere il problema? Scrivendole da qualche parte!
 
Nella lezione precedente abbiamo parlato di mail a 3 livelli, ovvero 3 mail e 3 password che devono essere obbligatoriamente diverse tra esse.
Prima di tutto occorre dire che la password deve essere difficile da intuire e quindi MAI il nome di un nostro animale, figlio, marito/moglie, amante, sport praticato o seguito, data di nascita o altro anniversario.

La password deve emergere dal nostro più profondo segreto, qualcosa che sappiamo solo noi e che mai sveleremo. Ad esempio qualcosa che riporti ad una marachella giovanile, un immaturo guaio con la legge, un desiderio mai avverato.
In alternativa possiamo incrociare la nostra targa della vecchia automobile o moto con il pin del telefono o quello del bancomat. Per queste soluzioni non basta conoscere la targa ed il pin ma vanno inseriti secondo una nostra regola.
Queste ultime soluzioni sono molto efficaci anche perché in genere si chiede una password con numeri e lettere ed almeno una lettera maiuscola; saremo noi a stabilire per tutte le password dove è collocata la maiuscola.
A volte si chiede anche almeno un carattere speciale (@#òç§!?), anche qui saremo noi a stabilire quale carattere e la posizione per tutte le password.
Una volta ragionata bene quale sarà la meccanica delle nostre password sarà anche difficile dimenticarle.
 
Ora apriamo una parentesi per la password da utilizzare per le iscrizioni a siti, social ecc.
Quando ci si iscrive in qualche sito è probabile che l’amministratore dello stesso può leggere la vostra mail e password inserita. In genere su siti importanti questo non accade ma se ci iscriviamo su qualche sitarello amatoriale le probabilità si alzano.
Già sappiamo che useremo la mail di livello 3.
La password da usare per iscrizioni volanti/occasionali dovrà essere comunque un po’ complessa ma assolutamente diversa da quelle che usiamo per cose importanti. In genere si usa sempre la stessa password per iscrizioni non importanti in modo da ricordarla se dopo qualche anno dobbiamo tornare in quel sito.
 
Un’altra cosa assolutamente da fare: In fase di creazione scegliete sempre voi indirizzo mail e password da usare. Non fate fare ad altri. Non per insicurezza ma questo è il primo motivo in assoluto per perdere i dati di accesso. Il vostro dispositivo è impostato per ricordare gli accessi ma in caso di reset la memoria si svuota!
 
 
Ora sta a voi tenere con cura e proteggere i vostri dati.
 
 
Lezione 5  

INTERNET Mini Corso - Lezione 5

Focus (209)
Francesco Raso

Oggi parliamo di Posta Elettronica visto che è comunque uno dei fondamenti comunicativi dell’Informatica.
Molti non la utilizzano e magari nemmeno hanno un proprio indirizzo mail solo per il motivo che comunicano tramite social.
Finché si è giovanissimi è anche accettabile ma una volta che si ha un lavoro, contatti con banche, bollette da pagare, assicurazioni, figli a scuola e altre varie esigenze di una vita adulta, la posta elettronica è necessaria come il pane.
 
Molti hanno unicamente l’indirizzo mail creato su GMAIL solo perché sono stati obbligati per un corretto utilizzo dello smartphone. E’ giusto, questo indirizzo è importante ma lo si dovrebbe utilizzare solo ed unicamente per poter salvare i nostri dati su Google e recuperarli in caso di necessità, ad esempio quando cambiamo smartphone. Per altri utilizzi è consigliabile avere più indirizzi di posta.
 
In genere la mail viene utilizzata a più livelli per una serie di scopi specifici che sono:
Livello 1 – Gestioni strettamente personali
Livello 2 – Gestioni contabili (banca, posta, commercialista, INPS …)
Livello 3 – Gestioni irrilevanti (iscrizione a siti e cose di poco conto)
Potrebbero esserci anche più livelli ma questi sono i tre basilari per la nostra privacy e sicurezza.
 
Vediamo il perché di questi Livelli:
Livello 1 – Questo indirizzo verrà unicamente comunicato a familiari ed amici importanti e fidati. L’indirizzo, essendo privato può essere composto dal nostro nome, soprannome quel che volete, tipo gattone33@...
 
Livello 2 – Questo indirizzo è molto ma molto importante ed identifica le nostre finanze. Di regola dovrebbe essere composto dal nostro nome per intero o puntato in modo che ci identifichi. Non possiamo dare ad un nostro cliente l’indirizzo: spyderman53@... Diventeremo ridicoli al massimo, mentre con un indirizzo tipo m.bianchi@rossi.mobili@ si è più credibili e professionali.
 
Livello 3 – Qui ci possiamo sbizzarrire al massimo e non dovremo nemmeno preoccuparci se ce lo hackerano perché non porta da nessuna parte. Sicuramente da questo indirizzo arriverà una montagna di pubblicità ma quando siamo stanchi lo abbandoniamo e ne creiamo uno nuovo. Di regola non si va nemmeno a leggere la posta in arrivo in questa casella mail.
 
Potenzialità di furto e conseguenze:
Di regola l’indirizzo di Livello 2 è già protetto perché comunicato solo a circuiti sicuri; gli stessi hanno comunque altri livelli di protezione sofisticati e quindi possiamo stare tranquilli.
Per quanto riguarda il Livello 1, potrebbe cadere nella rete dello spam solo se lo abbiamo utilizzato erroneamente per qualche iscrizione o un virus ha attaccato un nostro parente. Casi comunque abbastanza rari.
Invece per il Livello 3 è come pubblicarlo sui manifesti e quindi molto attaccato da spam. Lo usiamo solo come una valvola di sfogo avendo comunque la certezza che non apre nessuna porta importante.
 
Terminiamo qui la panoramica Mail.
La settimana prossima affronteremo le Password: Come scriverle e come ricordarle
 
 
Lezione 4 Lezione 6

INTERNET Mini Corso - Lezione 4

Focus (204)
Francesco Raso

I Social tanto amati e odiati
 
La maggior parte degli utilizzatori di Internet usufruiscono unicamente di Social, quindi WhatsApp, Facebook, Twitter e gli ultimi arrivati.
 
Oggi non ne insegnamo l’utilizzo perchè non conducono degli standard essendo piattaforme private. Facciamo solo una panoramica e gettiamo delle domande di riflessione.

I Social, come suggerisce la parola stessa, sono ambienti sociali così come il Bar, Ristorante, Cinema, Teatro, Museo ecc.; l’unica differenza è che sono virtuali e che non occorre pagare un biglietto o una consumazione per passare un po’ di tempo con gli amici.

I social sono Gratis … ne siamo veramente sicuri?
Ricordate sempre questa frase
Per avere bisogna dare

Quindi non sono gratis ma la moneta di scambio non è denaro che abbiamo guadagnato con il lavoro ma Tempo, Abitudini, Amici e quant’altro che abbiamo accumulato nella vita. Il nostro vero Tesoro.
 
Di base una sola cosa è vera “Internet è gratuita e non ha padrone
Noi paghiamo un canone mensile per avere Internet ma non stiamo acquistando Internet bensì solo la connessione dal nostro dispositivo alla dorsale di Internet più vicina a noi.
Questo giustamente è un servizio che dobbiamo pagare. Una volta instradati su Internet, dove possiamo gestire, sfruttare e godere di questa immensa Autostrada a mille corsie noi che facciamo? Ci intaniamo in un Social a guardare le foto degli amici, il panino di uno sconosciuto, tante fake e ogni tanto scriviamo 2 righe con qualche faccina.
Internet non è nata per gozzovigliare ed abbandonarsi alle stranezze altrui.

Purtroppo c’è di peggio. Cè chi ha acquistato un computer, uno smartphone o un tablet solo per tentare di vedere le partite gratis o per giocare d’azzardo come a Poker.
 
Torniamo ai Social.
Sono belli, ci intrattengono ma culturalmente ci offrono molto ma molto poco. Infatti se abbiamo necessità di certezze le dobbiamo cercare altrove. Una qualsiasi banale domanda fatta su un social avrà mille risposte diverse e spesso anche battibecchi tra utenti. E’ l’accademia dei Tuttologi.
 
Il Social è abbastanza utile per chi commercia o per chi deve arruolare visitatori per il proprio sito pieno di spot. Ne abbiamo parlato nella lezione precedente.
 
Quindi: Cosa farne dei Social? Come poterli utilizzare al meglio?
Belle domande. Ognuno di noi dovrebbe tentare di rispondere.
 
Analizziamo i tre principali Social:
WhatsApp: Nasce come una alternativa alla chat. Nella chat si discuteva in gruppo, solo testo e niente immagini; si scriveva e basta, molto spesso solo in inglese per poter comunicare con partecipanti di tutto il mondo. Si instauravano delle amicizie virtuali ed anche durevoli nel tempo.
WhatsApp ci ha dato la possibilità di comunicare gratuitamente con i nostri cari senza dover spendere soldi con le telefonate. Ad oggi è rimasto tale e quale con l’aggiunta di audio e video, gruppi e, ovviamente di condivisioni (queste benedette o maledette) ma niente pubblicità forzata.
 
Facebook: Anch’esso alternativa alla chat con la differenza che qui non c’è bisogno di scrivere e leggere, si fa vedere come siamo belli o brutti, cosa stiamo mangiando e cosa ci piace. In pratica comunichiamo a tutti il nostro livello di noia ed apatia e quali sono i nostri difetti. A rallegrare Facebook sono arrivate le condivisioni ed in questo modo anche gli sconosciuti sanno tutto di noi, poi in aggiunta tanta tanta pubblicità ma questa volta è mirata alle nostre debolezze.
Rendiamoci anche conto che Facebook va a minare la nostra vita specialmente quella lavorativa. Un datore di lavoro o peggio, un futuro datore di lavoro riesce a valutare la nostra personalità e quindi assegnare incarichi più o meno felici o addirittura rinunciare all’assunzione.
 
Twitter: Nasce come un vero strumento di comunicazione di massa per quelle notizie di interesse pubblico. Ha avuto poca fortuna ed ancora oggi fa fatica a stare in piedi. Ormai la gente è abituata a vedere, ha dimenticato che è importante leggere per capire. Ha comunque la sua nicchia di specialisti.
 
In conclusione: I Social possono essere a volte utili se usati con criterio e senza superficialità ma in sintesi non sono necessari e spesso generano dei disturbi mentali. Sono anche una Malattia.
 
Esistono anche i FORUM. Sono aree tematiche dove c’è unicamente uno scambio di informazioni tematiche con testo, esempi, immagini e si risponde a domande con chiarezza e professionalità. Non è un caso se ha un nome in Latino.
I Forum esistono da sempre. Internet è nata proprio per questo scopo, per uno scambio di informazioni e studi tra Università.
Ne esistono di tutti i tipi e categorie. I Forum sono sempre stati le colonne portanti di Internet.
In genere chi è irrispettoso, chi si fa gioco del prossimo o chi parla di argomenti fuori luogo viene cacciato dal Forum.
Sei un Sub, un Agricoltore, un Meccanico, un Tennista, un Amante della Natura, un Cuoco, un collezionista di Farfalle o semplicemente un appassionato di Cinema? Cerca i tuoi Forum e avrai accesso alle vere risorse di Internet. Cerca semplicemente su Internet: “forum” “farfalle
 
Oltretutto i social non sono indicizzati nei motori di ricerca come lo sono tutti i siti ed in special modo i Forum. Se io scrivo o leggo per caso qualcosa di interessante, con il passare del tempo non sarò più in grado di ritrovarlo se non ricordo il gruppo o la pagina, se ho un nuovo account o se è stato cancellato da un amministratore indispettito.
 
Ci sarebbe veramente molto altro da dire sui Social ma preferisco terminare qui per non annoiarvi nella lettura.
Già so che è stata una vera fatica seguirmi fin qui, voi che non leggete mai ma guardate solo figure … che qui mancano.
 
Viva i Forum
 
Nella prossima lezione parleremo di Posta Elettronica
 
 
Lezione 3 Lezione 5

INTERNET Mini Corso - Lezione 3

Focus (262)
Francesco Raso

Dove cliccare nelle pagine che visitiamo
 
Ormai ne siamo tutti consapevoli. I siti che visitiamo sono zeppi di pubblicità talmente invasive che ci impediscono di leggere i contenuti della pagina stessa.
Questo è ormai un sistema per far soldi.
 
Come funziona:
- Io ho un sito e voglio guadagnarci sopra.
- Mi affilio ad una o più agenzie pubblicitarie le quali mi pagheranno un tot ogni comparsa di uno spot, un tot ogni volta che un utente clicca sullo spot … ecc.
 
Servono molti spot e moltissimi utenti per poter vedere qualche decina di Euro.
Per giungere allo scopo devo creare pagine di interesse e meglio se con notizie false, dubbie, strane, divertenti, assurde; queste verranno facilmente condivise da tutti quegli utenti dei social a cui piace vedere e ridere o meravigliarsi. Il testo nella pagina è quasi un optional, lo scopo è di far venire gente e guadagnare.

Spesso un solo sito non basta, ne servono molti e sono tutti clone con gli stessi argomenti veri o falsi.
Il costo minimo di un sito (spazio web) è di euro 9,00 annuo ciò significa che posso spendere 90,00 euro l’anno per 10 siti che mi porteranno individualmente dei guadagni più o meno leciti.
Questa pratica ormai sta invadendo i risultati dei motori di ricerca impedendoci una navigazione fluida e senza rischi.
Si sfrutta l’ormai consolidata superficialità di attenzione sugli argomenti che si condividono.
Ovviamente chi fa ciò per guadagnare farà anche del tutto per prelevare i nostri dati sensibili e poi rivenderli. Anche per queste cose c’è un gran mercato in espansione.
 
Quindi se nel caso cercassimo una ricetta per una torta di melesi scatena il putiferio.
Immediatamente ci propongono immagini, video e ricette facili e miracolose. E’ quasi tutto scopiazzato qui e li.

Dove riusciamo a leggerle ci rendiamo conto che sono quasi sempre le stesse ricette, cambia solo la pubblicità.
Li dove ci obbligano ad accettare i cookie di terze parti (ovvero gli sponsor vogliono i nostri dati) senza riuscire a leggere la pagina sottostante, abbandonate il sito e cercatene uno meno invasivo. La stessa ricetta la trovate sicuramente altrove.

 
Se nella richiesta di accettazione dei cookie, oltre al bottone OK o Accetta è anche presente un Annulla o una X da cliccare, fatelo e in teoria nessuno chiederà i vostri dati di navigazione.
Una volta all’interno della pagina non siate impulsivi e leggete bene tutto prima di cliccare qualsiasi link presente.

Attenzione alle finestre che si aprono improvvisamente; potreste cliccarle per sbaglio e magari abbonarvi a qualche servizio a pagamento, specialmente se navigare con 3/4G, i soldi vi verranno detratti dal credito sulla SIM e non importa se avete credito insufficiente, appena ci sarà verrà prelevato. Su questo non tutti gli operatori telefonici sono attenti. Se invece state navigando in WiFi vi comparirà la richiesta di immettere la modalità di pagamento, qui possiamo sfuggire alla trappola ignorandola.
 
Abbiamo parlato semplicemente della ricerca di una ricetta ma l’argomento interessa ampliamente i social e le condivisioni che ci arrivano.
Non clicchiamo sulle condivisioni solo perchè vogliamo passare tempo o non abbiamo altro da fare.
Se è un argomento che non vi interessa o magari è solo un link di auguri, ignoratelo. Fare gli auguri in questo modo è troppo improprio e veramente da stupidi anche se bello.
Prima di condividere leggete bene tutto, non limitatevi al titolo; ne vale la vostra rispettabilità verso gli amici.

Il vostro computer o smartphone è un prezioso e costoso strumento di lavoro e non un giocattolo.
Non siete più in grado di farne a meno nella vita quotidiana. Tutto quello che prima tenevate a memoria oggi è archiviato qui.
Una volta danneggiato, oltre che aver regalato soldi navigando male dobbiamo mandarlo in assistenza spendendo soldi oppure, nel peggiore dei casi, acquistare un nuovo strumento ancor più costoso del precedente.
 
La prossima settimana parleremo dei Social così tanto amati e odiati.
 
 
Lezione 2 Lezione 4

COVID-19: anosmia e logopedia

Salute (641)
Annalisa Muto

L’anosmia è un termine clinico che indica la perdita dell’olfatto; essa è spesso associata alla perdita del gusto, definita ageusia. Gli odori che percepiamo sono prodotti dalle molecole volatili che vengono in contatto con le cellule della mucosa olfattiva. Esiste un’altra via di accesso delle molecole volatili nella mucosa olfattiva: la bocca. L’informazione olfattiva, una volta raggiunta la mucosa olfattiva, raggiunge le zone del cervello responsabili dell’elaborazione dell’odore. La diminuzione (microsmia o iposmia) o l’assenza dell’olfatto (anosmia) può dipendere da cause ostruttive (le molecole odorose non riescono a raggiungere l’area olfattiva a causa di ostacoli meccanici) o cause neurosensoriali (le molecole odorose raggiungono la mucosa olfattiva ma l’informazione non viene elaborata nel cervello a causa di un danno ai neuroni olfattivi). Tra le cause neurosensoriali dell'anosmia possiamo trovare un danno permanente o temporaneo a livello del Sistema Nervoso Periferico, come nel caso di virus influenzali che danneggiano i recettori nervosi dell'olfatto causandone un ridotto funzionamento o un danno a livello del Sistema Nervoso Centrale; a tal proposito si pensi che nella malattia di Parkinson il deficit olfattivo (ipo o anosmia) è considerato tra i sintomi pre-motori più importanti. Spesso si riscontra anosmia anche nei traumi cranici, nella malattia di Alzheimer ed in alcune neoplasie cerebrali.
In questi ultimi mesi si è sentito spesso nominare questi due segni clinici in quanto frequentemente riscontrati in pazienti positivi al COVID-19. Stando ad alcuni report clinici relativi a dati preliminari accumulati su pazienti in diversi paesi del mondo, tra cui l’Italia, l’Inghilterra e l’America, infatti, l’anosmia e l’ageusia potrebbero essere due tra i primi sintomi di infezione da coronavirus.
Dallo studio coordinato dal virologo Prof. Massimo Galli, del Dipartimento di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, e accettato dalla rivista 'Clinical Infectious Diseases', emerge che i disturbi di gusto e dell’olfatto rappresentano manifestazioni cliniche frequenti in pazienti con infezione da Sars-CoV-2. A tal proposito il Prof. Galli ha chiarito che "disturbi di olfatto e gusto sono assai frequenti nel Covid, venendo ad interessare circa un paziente su tre e colpiscono particolarmente i giovani e il genere femminile. Sono spesso riportati già in fase precoce di malattia".
Ad aprire il dibattito sul tema sono stati due otorinolaringoiatri inglesi, Claire Hopkins del King’s College London, presidente della British Rhinological Society, e Nirmal Kumar, presidente di ENT UK che segnalano, su un articolo pubblicato sul British Medical Journal, che il 30% dei pazienti della Corea del Sud positivi al nuovo coronavirus non sentono gli odori.
Sulla scia di questi studi anche l’American Academy of Otorinolaringology – Head and Neck Surgery ha pubblicato una dichiarazione in cui propone di aggiungere questi sintomi fra le manifestazioni di cui tenere conto quando si fa diagnosi di COVID-19.
Discorso analogo in Germania, dove il virologo Dott. Hendrik Streeck, basandosi su prove aneddotiche, ha dichiarato che oltre i due terzi delle persone che ha visitato perché positive al virus pandemico hanno raccontato di aver sofferto di anosmia e ageusia.
A partire da questi studi è stata sollevata la questione di poter utilizzare la presenza di questi sintomi come strumento di screening per aiutare a identificare pazienti altrimenti asintomatici o perlomeno, a segnalare tempestivamente pazienti con questi sintomi, per contribuire a rallentare la trasmissione del virus e salvare vite umane. Ad oggi è stato avviato un progetto dell'associazione internazionale Global Consortium for Chemosensory Research, cui partecipa anche la Sissa (Scuola Internazionale superiore di studi avanzati) di Trieste, e le istituzioni di 50 Paesi nel mondo, il cui obiettivo è capire perché, come e quanto spesso i malati di Covid-19 perdono gusto e olfatto. La perdita del gusto nei pazienti COVID- si presenta in maniera del tutto peculiare e per tanto si vuole approfondire la conoscenza della situazione; conoscere in modo approfondito l’origine potrebbe aiutare a comprendere i diversi aspetti dell'azione del virus sull'organismo e del contagio. "Attraverso questo studio si lavorerà per capire meglio le origini della perdita dell'olfatto e del gusto, quanto siano frequenti nei pazienti Covid-19 e scoprire se possano essere dei potenziali segnali di allarme per identificare la malattia anche in assenza di altri sintomi, una caratteristica che, se verificata, sarebbe molto importante per identificare rapidamente la possibilità di contagio da parte del virus" annuncia la dott.ssa Anna Menini.
Tuttavia non c’è ancora evidenza di una connessione certa tra anosmia e Covid-19. Per tale ragione l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha ancora inserito l’anosmia nella lista dei sintomi comuni, che sono invece febbre, stanchezza e tosse secca. Fra gli altri sintomi, un po’ meno diffusi, respiro corto e difficoltà respiratoria anche grave, dolori muscolari, mal di gola, e in pochi casi diarrea, nausea e raffreddore.
Gli esperti, infatti, prima di pronunciarsi in modo definitivo devono capire quanto è comune il collegamento, in quale fase della malattia i pazienti affetti da Covid-19 perdono il loro senso dell’olfatto o se invece vi è semplicemente una casuale presenza di allergie, raffreddori o influenza stagionale, che possano causare anosmia o ageusia indipendentemente dal virus.
In attesa di ulteriori conferme, c’è da dire che l’ipotesi sembra abbastanza plausibile. I virus del raffreddore, com’è noto, danno luogo a perdita dell’olfatto, ed è stimato che oltre 200 virus possano avere effetti simili. Si sa che gli altri coronavirus portano a perdita dell’olfatto – e di conseguenza anche del gusto – in circa il 15% dei casi: non sarebbe quindi sorprendente scoprire che anche COVID-19 causai anosmia nei pazienti infetti.
Circa la durata della sintomatologia il Prof. Galli, così come gli altri esperti dichiarano di ‘’non essere ancora in grado di dire nulla sulla possibile durata di queste alterazioni’’ per presenza sia di perdite di breve durata sia di pazienti che ancora non hanno ripreso la funzionalità al 100%.
 
Logopedia e anosmia
Non esistono, ad oggi, protocolli riabilitativi validati a livello internazionale per la riacquisizione dell’olfatto; tuttavia esistono programmi logopedici mirati a stimolare le vie sensoriali olfattive, a stimolare la percezione degli odori e potenziare le abilità residue. Ad oggi questo tipo di riabilitazione si effettua nelle patologie neurologiche quali Malattia di Parkinson, Demenza di Alzheimer e patologie neurodegenerative ma nel futuro potrebbe estendersi anche ai pazienti anosmici da COVID-19.

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