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Ogni grande impresa č fatta da grandi persone il cui impegno ne nobilita la figura. Ciascun associato de Gli Ambulanti di Forte dei Marmi č a suo modo un tassello fondamentale e imprescindibile, capace di rendere inimitabile nel successo una formula che unisce tradizione e innovazione. Il Presidente Andrea Ceccarelli rappresenta il Consorzio e ne coordina le attivitā.

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Assistenza fiscale telefonica gratuita all’Agenzia delle Entrate

Assistenza fiscale telefonica gratuita all’Agenzia delle Entrate Copertina Nazionali (639)
Domenico Brancato

L’Agenzia delle Entrate, tramite  una nota pubblicata sul proprio sito, rende noto ai contribuenti i seguenti recapiti, per ottenere assistenza telefonica ed informazioni gratis:

- 800.90.96.96:  su questioni fiscali generali, sui rimborsi, sulle cartelle e sulle comunicazioni di irregolarità e per prenotare un appuntamento;

 

- 800.89.41.41: sugli avvisi di accertamento parziale (Particolare forma di accertamento, disciplinato dall’art. 41 D.P.R. 600/73, che consente all’Amministrazione finanziaria di rettificare il reddito dichiarato dal contribuente, senza limitare la possibilità di successi accertamenti, sulla base di informazioni che facciano ragionevolmente presupporre delle irregolarità tributarie, come: l’esistenza di redditi non dichiarati; l’esistenza di detrazioni, deduzioni e/o esenzioni non spettanti ed imposte non versate) notificati ai proprietari di immobili affittati, per i quali sono state rilevate incongruità rispetto  ai redditi dichiarati.

 

Infatti, dal 1° di agosto c.a. il costo del traffico telefonico relativo all’assistenza fiscale  è interamente a carico dell’Agenzia, per effetto dell’applicazione della Legge annuale n° 124/2017 per il mercato e la concorrenza ( Legge che ha, fra l’altro,  lo scopo  di stimolare l’innovazione, la crescita e la dinamica della produttività, di garantire la tutela dei consumatori e consentire loro di avere accesso ai beni e servizi a minor costo).

L’Agenzia informa inoltre che, per favorire il graduale  adeguamento alla nuova numerazione, la  precedente: 848.800.444 e  847.448.833, con tariffa a tempo,  rimarrà attiva fino al 31 dicembre 2018. Data fino a quando saranno, pertanto, operativi sia i “numeri con addebito“ che i nuovi  “numeri verdi“.

Nel caso però l’utente digiti uno dei recapiti precedenti, un messaggio vocale gli suggerirà  la nuova numerazione, specificando che potrà richiamare usando il numero verde gratuito, oppure di rimanere in linea, con addebito dell’importo della telefonata a tariffa urbana a tempo.

Comunque, molte informazioni relative ai più comuni quesiti di carattere generale, sono disponibili, in qualsiasi momento, sul sito internet delle Entrate: https://www.agenziaentrate.gov.it

 

A cura del Prof. Brancato

Do you speak COVIDish?

Do you speak COVIDish? Copertina Nazionali (637)
Eleonora Persichetti

Come il virus anglico ha approfittato della pandemia per infettare ancora un po’ la nostra lingua: la riflessione della professoressa Marcella Bertuccelli Papi dell'Università di Pisa
 
 
Prima o poi qualcuno doveva pur accorgersi che il virus anglico ha approfittato della pandemia per infettare ancora un po’ la nostra lingua!
Dai social e dai report giornalistici impariamo a tenerci alla larga dalle droplet (le goccioline) e discutiamo il timing dell’epidemia, le modalità del lockdown, la distribuzione dei kit per gli esami seriologici, la conversione di alcune strutture a COVID hospital, la creazione di software per le app, con i connessi pericoli di data breach, e i dubbi sull’affidabilità degli screening, e anche dei termoscanner (meglio il classico termometro) cui saranno da preferire le termocamere (intese non come camere da letto ma come telecamere) usate anche dagli hub dei trasporti.
 
Intanto gli studenti si attrezzano con tablet e altri device scolastici oltre a videotutorial per l’e-learning, le aziende con lo smart working e l’e-commerce per salvare il brand, e gli economisti chiedono all’Europa Eurobond, o Coronabond, anche nella declinazione più realistica di Eurofund, come suggeriscono le varie task force di esperti e tecnici cooptati per aiutarci ad uscire da questa grande crisi. E penseremo finalmente ad una Fase 2 con tanto di bike sharing, menù contactless e digital al ristorante, sportelli di ascolto per medici e infermieri contro il burnout, e webinar sull’undertourism dopo l’overtourism.
 
Da un lato l’Accademia della Crusca, dall'altro Paolo di Stefano e Beppe Severgnini sul Corriere della Sera, puntano giustamente il dito sull'uso di un lessico inglese per parlare di cose che potremmo benissimo dire in italiano. Giusto. Se non fosse che talvolta, quando proviamo a dirle in italiano produciamo effetti a volte semplicemente esilaranti, come “Boris Johnson è stato testato positivo” (apparso su un autorevole quotidiano), altre volte creativi, come un “lockdown parziale” (ma se lockdown è chiosato “chiusura totale” come fa ad essere parziale? Tanto vale parlare di isolamento o confinamento parziale) o anche un “lockdown severo” secondo un uso diffuso soprattutto in medicina di questo calco dall’inglese che spodesta il nostro concetto di severità nel senso di intransigenza, rigore, per sostituirlo con quello dell’inglese “severe” che però significa “grave”. Per aggiornamenti sullo “stato dell’arte”, o per “evidenze” delle sperimentazioni in corso, si consiglia di non whatsappare e twittare gli amici, o guglare i soliti siti.
 
Ricordiamoci che l’attuale pandemia non è “virale” perché condivisa da milioni di utenti su Internet, ma perché causata da un virus che non è per niente virtuale.
 
 
Marcella Bertuccelli Papi
Professore ordinario di Lingua inglese al dipartimento di Filologia Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa

Per i viaggi annullati non basta il voucher, serve il rimborso

Per i viaggi annullati non basta il voucher, serve il rimborso Copertina Nazionali (635)
Eleonora Persichetti

Viaggi annullati per coronavirus: il settore turistico in bilico tra richieste di rimborsi e voucher
 
Avv. Franchi (Konsumer): “Il vettore deve procedere al rimborso o emettere un voucher, ma si tratta di una misura che tutela il venditore, non certo il consumatore”
 
 
Tra i primi effetti dell’emergenza da covid-19 sull’economia italiana va indubbiamente segnalata la cancellazione di viaggi e vacanze. L’impossibilità di spostarsi, ma anche la paura di entrare in contatto con estranei e focolai, ha portato migliaia di persone a disdire le prenotazioni nel breve periodo, ma anche quelle effettuate per i mesi estivi.
 
Molti turisti hanno lamentato la difficoltà di ottenere il rimborso da parte dell’agenzia o del portale presso il quale avevano effettuato l’acquisto, che avevano offerto soltanto di posticipare le date o di emettere un voucher. In effetti, ci troviamo oggi a vivere in una situazione che non si era mai verificata prima e, per questo, genera incertezza in diversi campi.
 
“Con il decreto-legge del 2 marzo 2020, è stato stabilito all’art. 28 il diritto al rimborso in favore di chi abbia acquistato un biglietto o un pacchetto turistico, senza poter effettuare il viaggio o la vacanza per motivazioni connesse all’epidemia derivante da COVID 19. – Ha dichiarato l’Avvocato Giovanni Franchi, esperto in diritto dei consumatori e Presidente per la Regione Emilia-Romagna dell’associazione Konsumer – Il vettore, dunque, entro quindici giorni dalla comunicazione effettuata dal cliente, dovrà procedere al rimborso del corrispettivo versato o emettere un voucher di pari importo,utilizzabile entro un anno dall’emissione. Questo, dunque, non dovrebbe lasciare spazio ad equivoci, ma la questione dei voucher sembrerebbe, di fatto, tutelare solo il venditore e non certo l’acquirente.”
 
Secondo Konsumer, questa norma, contenuta in un decreto-legge della cui legittimità secondo diversi costituzionalisti c’è da dubitare, impedisce ai consumatori di poter recuperare il denaro speso, consistente talvolta in i somme ingenti, obbligandoli a fruire di viaggi in tempi da loro non scelti che, magari, non si sposano con i loro impegni o con il desiderio di restare a casa in un momento così particolare.
 
Dopo aver attentamente studiato la disposizione,Konsumer ha deciso di mettere le sue sedi a disposizione di tutti i passeggeri e turisti che vogliono ottenere l’immediato rimborso del prezzo pagato, in quanto crede che siano casi in cui il cliente abbia diritto a ricevere la restituzione di quanto versato, senza dover attendere un voucher.
 

Strade sociali: di cosa si tratta?

Strade sociali: di cosa si tratta? Copertina Nazionali    (commenti:1) (635)
Domenico Brancato

 

I social, in genere, vengono intesi come mezzi attraverso i quali gruppi di persone stabiliscono contatti con abitanti di tutto il mondo, spesso trascurando di pensare  di utilizzarli come  utilissime  opportunità per conoscere meglio il vicinato, scambiare idee ed opinioni, favori o cercare di essere collaborativi gli uni con gli altri.

L’idea di “Social Street”, cioè Strade Sociali ha origine dall’esperienza iniziata nel Settembre 2013, del gruppo  Facebook “ Residenti in via Fondazza” – Bologna, nato proprio in seguito alla constatazione dell’impoverimento generale dei rapporti sociali. Impoverimento che aveva comportato una condizione di solitudine, perdita del senso di appartenenza, conseguente degrado urbano e mancanza di controllo sociale del territorio.

Da qui l’esigenza di far ricorso ad una soluzione che fosse  in grado di favorire le pratiche di buon vicinato, socializzare con i vicini  della propria residenza, al fine di: instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità e  conoscenze e  promuovere progetti  di interesse comune,  da cui  trarre benefici derivanti da una maggiore interazione sociale.

Soluzione, seguita dal felice esperimento di“ Vicinimiei.it “ : piattaforma creata da Giulia Buffa e Christian Vollmann, fondata su  tre regole: sii gentile; sii onesto; sii disponibile. Regole“che se tutti rispettiamo, siamo tutti felici”. Si tratta di un sito gratuito, attivo anche su 100 quartieri di Milano  e disponibile su app,  con  la finalità di mettere in contatto gli abitanti del vicinato.

Iniziative che trovano  riscontro e riferimento in molte altre realtà, quali:.

  • Nextdoor( Portaaffianco ): Si tratta di uno dei primi social per il buon vicinato introdotti in Italia (già realizzata in  più di 350 quartieri coinvolgenti 30 mila persone) proveniente dall’esperienza attiva in oltre 200 mila quartieri di diverse città degli Stati Uniti, Francia, Germania, Olanda e Regno Unito. Essa si propone come la piattaforma perfetta per creare delle comunità virtuali con i propri vicini,  per consentire loro di far nascere comunità locali atte a  migliorarne la sicurezza e la vivibilità.
  • Toctocdoor: nata a Foggia, ma attiva già a Roma, Milano, Torino e Bologna, è una piattaforma nella quale gli abitanti di una strada o un quartiere possono incontrarsi virtualmente, per parlare dell’andamento della vita all’interno della loro zona, fornire informazioni su eventi o altre manifestazioni e trovare aiuto per esigenze pratiche riguardanti, ad  esempio,  il reperimento di una

Baby sitter referenziata o di un bravo idraulico o elettricista o riparatore di elettrodomestici e cosi via.

  • NoRuba: social network  di nicchia che si concentra sulla sicurezza del quartiere o della strada in cui si vive,  in quanto  gli iscritti possono avvisare i vicini  di eventuali strani movimenti e metterli in guardia in caso di temuti pericoli;
  • OLIO: Piattaforma statunitense, che sta diffondendosi anche in Italia, che basa il proprio successo su principi basilari di altruismo, consistenti nel mettere a disposizione dei vicini di casa o di qualcuno che ne ha bisogno, alimenti in esubero o che rischiano di andare a male, come: frutta, verdura, carne, pesce, legumi o qualunque altro genere alimentare, recuperabili per la preparazioni di cene e pranzi solidali;
  • FirstLife: strumento per stabilire un collegamento fra vita virtuale e vita reale, poiché si propone come un’attività preposta all’organizzazione di eventi e manifestazioni che si svolgono all’interno del quartiere. Infatti la piattaforma funge da collegamento per contattare, tramite coloro che utilizzano l’app, tutti gli abitanti della zona interessata, per informarli sulle date di ogni occasione di partecipazione ed   offrire loro l’opportunità  di incontrarsi realmente.

Insomma, trattasi di una sorta di esperimenti sociali con ampia casistica di  finalità che si prefiggono di ribaltare il vecchio concetto di vicini litigiosi e più inclini a farsi dispetti, piuttosto che collaborare per il conseguimento del reciproco benessere.

Come dimostra il bisogno potenziale di una socialità non egoistica e soprattutto indipendente da qualsiasi interesse di natura politico-partitica ed economica,riscontrabile nella   costituzione degli   oltre 450 gruppi nati in Italia e all’estero, tutti ispirati   al modello “ Strada sociale “  e che trovano  ampi  consensi e notevole   interesse anche  nei pareri espressi  dal mondo accademico e da studiosi di fama mondiale dell’emergente descritto fenomeno.

Pareri che sinteticamente trovano rispondenza nel giudizio espresso in proposito dell’autorevole giornalista  e scrittore Antonio Lubrano: "Social  street è la riscoperta della vera solidarietà, sentimento che l’incattivirsi dei rapporti aveva fatto sparire e che ora la lunghissima crisi, fa riaffiorare. Che bel segnale“.

Comunque, l’intento dell’argomento esposto non è soltanto quello di diffondere la conoscenza  del suo contenuto, bensì vorrebbe essere una proposta di promozione per la  realizzazione delle  illustrate meritevoli   iniziative, anche  nel nostro territorio.

Realizzazione, che ovviamente prevede lo svolgimento di  una indagine  volta a localizzare lezone interessate a recepire l’iniziativa e ad individuare quali delle specificate finalità, si ipotizza, possano   risultare  più rispondente al miglioramento delle condizioni di vivibilità  della specifica  area. A cui, ovviamente, dovrà seguirel’impegno di una o più volenterosi che dispongano   di mezzi informatici, competenza  e disponibilità operativa,necessari per l’avvio e l’organizzazione dell’attività del gruppo social.

 

 

 Articolo Redatto dal Prof. Domenico Brancato

 

Gettare rifiuti dai veicoli ora costa caro

Gettare rifiuti dai veicoli ora costa caro Copertina Nazionali (634)
Domenico Brancato

 
Il gesto di gettare rifiuti dai veicoli in sosta o in movimento, adesso, può costare caro.
 
 
Il Decreto infrastrutture, convertito con modificazioni nella legge n. 165/2021 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 9 Novembre 2021, infatti, innalza le sanzioni per chi compie comportamenti incivili e pericolosi, come gettare oggetti o rifiuti dall’auto, sia in movimento che in sosta.
 
 
La modifica interviene sull’articolo 15 del Codice della Strada (che recita: “Su tutte la strade e loro pertinenze è vietato: omissis… f.bis- insozzare la strada o le sue pertinenze gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento; g- apportare o spargere fango o detriti anche a mezzo delle ruote dei veicoli provenienti da accessi e diramazioni; h- scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette, materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura; i- gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa; omissis...”) ed, in particolare, con il comma 3 bis che dispone: chi insozzerà la strada o le sue pertinenze, gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento, sarà punito con l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria minima di euro 216 e massima di euro 866, in sostituzione dei precedenti importi fissati nella misura minima di 108 e massima di 433 euro.
 
Sanzione amministrativa raddoppiata anche per chi getterà dai veicoli in movimento qualsiasi cosa.
 
Per cui, il precedente disposto del comma 3, inerente il lancio di cose dai veicoli in sosta o in movimento, che veniva punito con sanzioni amministrative da 26 a 52 euro, ora viene multato dal seguente disposto del nuovo comma 3 ter: “chiunque viola il divieto di cui al comma 1, lettera i), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 52 ad euro 204”.
 
Inasprimenti delle sanzioni che, si suppone, siano finalizzati a contrastare, in maniera più efficace, alcune delle più diffuse e ricorrenti trasgressioni che causano, particolarmente nei centri urbani, notevole discapito per il decoro e per le conseguenti deleterie ripercussioni sul prestigio, l’igiene e l’economia degli ambienti interessati. Poiché trattasi di condizioni che non possono che suscitare senso di ripugnanza ed evidenziare deplorevoli comportamenti.
 
Ovviamente, a carico di quei cittadini (ma che si ripercuotono sull’intera cittadinanza) che, per istinto o intenzionalmente, compiono l’abituale disinvolto gesto di buttare a terra cartacce, involucri di una miriade di piccole confezioni, cicche, fazzolettini, mascherine, contenitori in plastica e vetro, ecc.
 
Motivo per cui, si ritiene che per raggiungere efficacemente l’obiettivo finalizzato a stimolare l’insorgenza di senso civico nelle persone aduse alla trasgressione, il ricorso all’inasprimento delle comminate sanzioni pecuniarie, dovrebbe essere integrato con programmi permanenti di “Educazione Ambientale”, promosse e incentivate dalle Istituzioni, specie in quei territori dove si avverte una maggiore esigenza.
 
Programmi, il cui scopo dovrebbe essere quello del coinvolgimento di tutte le persone operative e non di ogni fascia di età, attraverso la sistematica diffusine nelle più appropriate sedi, quali: le scuole (da per l’infanzia agli Istituti superiori), locali di aggregazione e di intrattenimento.
 
Al fine di rappresentare, nella sua interezza percettiva, la contrapposizione fra due distinte realtà, delle quali una caratterizzata dalla condizione di trascuratezza e di insolenza, causa di discredito; e l’altra che diffonde godimento, ammirazione ed attrazione, tipica di ambienti dove vige la spiccata vocazione per l’ordine, la cura scrupolosa per la lindezza e per la dotazione floro-ornamentale dell’ambiente.
 
Luoghi dove, inoltre, nel caso distrattamente qualcuno lascia cadere a terra qualsiasi materiale, viene, invitato a provvedere alla rimozione, da chiunque abbia rilevato il gesto. In quanto spinto dalla consapevolezza che il rigore in tal senso costituisce, oltre che il presupposto per disporre di una gradevolissima condizione di vivibilità, un valore aggiunto alle ulteriori attrattive di cui si avvale il proprio ambiente di vita.
 
Maggior pregio che contribuisce ad incrementare considerevolmente il benessere socio-economico dell’intera comunità.
 
Benefici per nulla trascurabili, e per il conseguimento dei quali basterebbe, semplicemente, porre in atto un po’ di buon senso, di amor proprio ed un’oggettiva valutazione della nocività degli esiti dei citati poco urbani comportamenti.
 
Quindi, nel concludere, si ritiene alquanto opportuno rivolgere un generale invito a tener conto degli effettivi vantaggi che possano derivare dall’astensione dal compiere gesti considerati avventatamente banali!

Associazioni e Comitati di Marino per il piano di emergenza comunale

Associazioni e Comitati di Marino per il piano di emergenza comunale Copertina S. Maria delle Mole (632)
Eleonora Persichetti

 
 
Ben 19 tra Associazioni e Comitati che operano sul territorio si sono appellate al Sindaco di Marino Stefano Cecchi per l’attivazione del Piano di Emergenza Comunale e si sono rese disponibili per supportare ogni azione si intenda intraprendere per la tutela della Salute Pubblica a seguito dell’emergenza del pesante rogo di via Ferrari a Ciampino che ha liberato nell’aria una notevole nube tossica. La lettera resa pubblica ha titolo:
Preoccupante la situazione mostrata dai risultati per gli agenti tossici sul territorio: si applichi il piano di emergenza comunale“.
Questo di seguito il testo completo della lettera.
 
Alla luce dei risultati molto preoccupanti delle prime misure dell’Arpa Lazio per la diossina e gli agenti tossici rilasciati in aria dopo l’incendio del 29 luglio a Ciampino riteniamo opportuno stimolare urgentemente azioni più significative di informazione della popolazione per la mitigazione del rischio in atto. Il Piano di Protezione Civile Comunale di Marino vigente dal 2016 specifica le condotte operative da tenere in caso di incidente industriale a valle della notizia di presenza di sostanze pericolose ricadenti in territorio comunale: nell’allegato F a pag. 23 si specificano con puntualità le attività e le responsabilità assegnate, così come l’opportunità di attivare il Centro Operativo Comunale con diverse finalità sia di informazione sia di mitigazione del rischio che oggi appare minacciare tutta la popolazione, in particolare nella pianura di Marino, ma anche potenzialmente nel Centro Storico, a causa dei venti dello scorso fine settimana.
Riteniamo per questo di appellarci all’autorità di Protezione Civile locale affinché valuti:
  1. L’attivazione immediata del COC al fine di gestire e coordinare le diverse attività di protezione della popolazione;
  2. Sollecitare ancora di più la Regione Lazio perché valuti lo stato di grave pericolo a cui è assoggettata la popolazione del territorio e metta in atto gli strumenti speciali previsti per le emergenze da incidenti industriali;
  3. Pianificare e realizzare in tempi stretti con gli enti sovraordinati o con studi privati adeguati, se gli enti sovraordinati non fossero disponibili, la campionatura a terra e sulla vegetazione con misura degli agenti tossici più pericolosi nelle aree pubbliche (come i parchi, le piazze principali e le scuole del territorio), approfittando del periodo di ferie, per poter avere già a inizio settembre una perimetrazione più puntuale possibile delle aree a più alto rischio diossina e agenti tossici;
  4. Ristabilire, come previsto dal Piano di Emergenza Comunale di Marino attraverso l’allegato D, un collegamento di comunicazione diretto con le organizzazione del territorio (Associazioni e Comitati) che si sono resi disponibili per collaborare sin dal 2016 fino all’ultima emergenza COVID, in primis per veicolare con il loro aiuto le misure corrette di riduzione del rischio alla popolazione, sia per la frequentazione dei luoghi, sia per le indicazioni sull’utilizzo degli alimenti più a rischio come le uova prodotte sul territorio o la carne derivante da piccoli animali da allevamento, eventuale latte o prodotti caseari prodotti nel territorio, e per le modalità di utilizzo per le verdure, frutta e ortaggi, oltre che per i comportamenti da tenere in casa e all’aperto.
  5. Infine, ma non ultimo per importanza, organizzare in tempi stretti un Consiglio Comunale Aperto che consenta di raccogliere e poi valutare le proposte di tutte le parti politiche ma anche di associazioni, comitati e cittadini, sul tema dell’impatto degli agenti nocivi sulla vita del territorio e sulle prospettive di superamento della situazione di pericolo che si è creata.
Consapevoli della complessità della situazione si conferma la piena disponibilità a supportare l’azione di salvaguardia e mitigazione del rischio che l’Autorità comunale di Salute pubblica e Protezione Civile vorrà mettere in campo.
 
Le sottoscritte Associazioni e Comitati del territorio di Marino:
Circolo Legambiente Appia Sud il Riccio APS
Italia Nostra Marino
Italia Nostra Castelli romani
Marino Aperta APS
Artemista
Senza Frontiere Onlus
Comitato di Quartiere S.M. Mole
Comitato di zona Montecrescenzio
Ass. Scarabocchiando con Barbara
L.A.R.I. Onlus
Ass. per il Cambiamento
Fondazione San Michele Onlus
Ass. La Terzina
Comitato di Quartiere Sassone
Punto A Capo Onlus
Gruppo Presenza Monsignor Grassi
Comitato Genitori Marino centro
A.C.A.B. Bibliopop APS
A.N.A.I.C. Circolo Gino Donè di Marino
 
 
 
Fonte: comunicato di noicambiamo.it
 

Concorso letterario "Le parole del geco" fa tris con "Una goccia nel mare"

Concorso letterario "Le parole del geco" fa tris con "Una goccia nel mare" Copertina Nazionali (631)
Eleonora Persichetti

La Scuola di Scrittura Creativa Ciampino organizza la 3ᵃ edizione del concorso letterario nazionale di poesia e narrativa per ragazzi e adulti “Le parole del geco”, che per il 2022 avrà per tema “Una goccia nel mare”.
 
Il concorso letterario “Le parole del geco” nasce nel 2019, con lo scopo di far riflettere gli autori su argomenti di particolare interesse. Le prime due edizioni sono state un omaggio ai genitori dell’organizzatrice, la docente di scuola primaria Elisabetta Piras. Stavolta si vuole stimolare il “sentire” degli autori: alla luce della stringente attualità, come ci si sente di fronte ai mutamenti climatici, alla crisi sanitaria ed economica e ai problemi di inclusione o bullismo? Una goccia nel mare quale nullità in una inarrivabile immensità, o una goccia nel mare come la parte di un immenso tutto?
 
La partecipazione all’edizione 2022 del concorso “Le parole del geco” a tema “Una goccia nel mare” è gratuita fino ai 18 anni di età, mentre per gli autori maggiorenni è prevista una quota di 6 euro. Il termine per l’invio degli elaborati è il 31 marzo 2022. La giuria sarà composta di 8 giurati: 4 esperti del settore e 4 allievi della Scuola di Scrittura Creativa Ciampino. Presidente di giuria sarà il poeta romano Giovanni Gentile.
 
Ai vincitori del concorso saranno assegnate targhe e pergamene, per loro e per tutti gli altri sarà previsto un attestato di partecipazione. I testi vincitori saranno inseriti in un’antologia, che sarà messa in vendita per beneficenza a favore dell’associazione “Il sorriso di MOK Italia”, impegnata da anni nel sostegno di bambini in Africa.
 
La premiazione si terrà a Ciampino (luogo e orario da definire) all’inizio dell’estate 2022.
Informazioni a riguardo saranno diffuse su tutti i canali social e web della Scuola:
- Pagina Facebook Le parole del geco - Concorso letterario nazionale
- Sito Internet www.concorsiletterari.net
- Profilo Instagram le_parole_del_geco_concorso
 
Per ulteriori delucidazioni è possibile contattare l’indirizzo e-mail leparoledelgeco@libero.it e il numero telefonico 3396829867 (con un messaggio su WhatsApp).

Assocommercianti Ciampino, si dimette Onofrio Saia

Assocommercianti Ciampino, si dimette Onofrio Saia Copertina Nazionali (631)
Eleonora Persichetti

Luciano Giungi nuovo presidente


Lunedì 7 marzo si è tenuta la riunione del direttivo dell'Assocommercianti Ciampino. Durante l'incontro, il presidente Onofrio Saia ha rassegnato le proprie dimissioni, nell'ottica di un riequilibrio degli incarichi.
 
Il suo successore, proposto dal direttivo tutto e approvato all'unanimità, è Luciano Giungi, personaggio di spicco del commercio locale ciampinese.
 
"La figura di Luciano Giungi - commenta l'ex presidente dell'Assocommercianti Ciampino Onofrio Saia - è sicuramente la più adatta per ricoprire questa carica: è un uomo di grande spessore, uno storico commerciante di Ciampino e una figura decisamente in grado di aggregare".
 
"La nostra associazione - aggiunge Saia - continuerà, come sempre, a sostenere progetti di tipo commerciale e non solo. Tutti gli associati augurano buon lavoro al nuovo presidente".
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