S. Maria delle Mole

Menù

HOME

Chi Siamo

Cerca

Sono QUI

Geo Tour

Mappa Rioni

Articoli

Tutti

I più letti

I più commentati

Nazionali

S. Maria delle Mole

Castelli Romani

Cava dei Selci

Frattocchie

Marino

Quarto S.Antonio

Sassone

Volontari Decoro Urbano

Rubriche

AVVISI

Benessere

Concittadini

Cucina

Donne per le Donne

Focus

Il Mio Covid 19

L'avvocato Risponde

Natura e Botanica

Pillole di Musica

Salute

Sport

Storia

Servizi

Almanacco

News di Rilievo

Carburanti

Covid a Marino

Farmacie/Medicina

Meteo  (18,40°c)

Mezzi Pubblici

Numeri Utili

Panoramiche in WebCam

Parrocchie

Polveri Sottili

Terremoti

Video Informativi

Lavoro

Cerco Lavoro

Offro Lavoro

Cerco/Offro Lavoro

Eventi e Spettacoli

Da Non Perdere

Castelli Romani

Guida TV

Provvedimenti Comunali

Segnalazioni

Le Tue Opinioni

Questionari

Immagini Storiche

Forum

Protocollo

Contatti

Copyright

LogIn

 

 

 

Ogni grande impresa è fatta da grandi persone il cui impegno ne nobilita la figura. Ciascun associato de Gli Ambulanti di Forte dei Marmi è a suo modo un tassello fondamentale e imprescindibile, capace di rendere inimitabile nel successo una formula che unisce tradizione e innovazione. Il Presidente Andrea Ceccarelli rappresenta il Consorzio e ne coordina le attività.

Menù Articoli più letti - Pag. 29

SOSTIENI SANTA MARIA DELLE MOLE

Il Comitato di Quartiere che gestisce questo portale informativo è a tutela di Santa Maria delle Mole, Cava dei SelciFrattocchie, Due Santi, Castelluccia e Fontana Sala, inoltre sostiene tutti gli altri CdQ territoriali e le Associazioni No-Profit dell’Interland.
 
Se hai a cuore il tuo ambiente e vuoi difenderlo, tutelarlo ma non hai i mezzi o capacità, noi siamo al tuo fianco.
Offriamo i nostri servizi unicamente ad Aziende e/o Privati che svolgono la propria attività nella nostra area geografica.

 
Vuoi pubblicizzare la tua azienda in questo portale?
Sostienici e potrai usufruire di pubblicità gratuita.
 
Noi non noleggiamo spazi pubblicitari.
 

 
Diventa Socio Sostenitore del Comitato di Quartiere ed avrai il tuo spazio.
 
Sarà un'ottima vetrina per la tua azienda o punto vendita.
 
I banner pubblicitari sono ben visibili da qualsiasi dispositivo.
 
Per poter dare risalto alla tua attività commerciale, ciò che devi fare è molto semplice e veloce: Contattaci.
 
 
 
 
Puoi richiedere informazioni, tramite il nostro “Modulo”, ai seguenti contatti:
 

- Presidente Antonio Calcagni
 

- Francesco Raso (responsabile web) 

Eventi e flash mob al Civico 20 di via Calatafimi: un 8 marzo all'insegna della femminilità e del rispetto

Eventi e flash mob al Civico 20 di via Calatafimi: un 8 marzo all'insegna della femminilità e del rispetto Copertina Cava dei Selci (1.191)
Eleonora Persichetti

 

L'8 marzo, giornata internazionale della donna, al Civico 20 di via Calatafimi a Cava dei Selci, Marino, tante iniziative all’insegna dl divertimento e della riflessione. Lo spazio del Civico 20 è stato inaugurato in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, lo scorso 25 novembre, è diventato poi un punto di incontro e di aggregazione sul territorio, ospitando mostre, presentazioni di libri di autori del territorio, iniziative varie e dibattiti. E il ciclo si conclude con una giornata di celebrazione della femminilità e di profonda riflessione su quanta strada ancora c’è da fare per garantire il rispetto delle donne nel mondo.

 

La giornata di venerdì inizierà alle 10 con "C'è una mimosa per te" a cura di Nicoletta De Federicis (Fiorista), momento in cui saranno distribuiti i panuelos contro la violenza e il femminicidio a cura delle donne del Civico 20. A seguire, un dibattito suL'attuazione della Convenzione di Istanbul in Italia”, a cura di Franca Silvani, consigliera comunale.

 

Il pomeriggio, alle 16, sarà inaugurata una mostra dei dipinti di Cristoforo Russo, delle sculture di Valerio Capoccia, e della litografiaEvoluzionedi Flora Caracci. Entrambi pittori attivi sul nostro territorio, le cui opere esposte parlano di amore e di evoluzioni femminili verso la libertà. A corredo dei quadri esposti, vi sono tre poesie, due della giornalista e scrittrice Eleonora Persichetti, Come una donna e Mamma nun v’abbandona, e l’altra, ispirata alla litografia della Caracci, di Marisa Marzi, che saranno lette alle 17.30. Alle 18, "Omaggio alla donna": testi, musiche, filmati raccolti ed elaborati da Adriano Piccirilli, Presidente dell'Associazione Culturale FABRATERIA.

 

L'iniziativa proseguirà con un flash mob alle 19.30 della Scuola di ballo DB FIOR, "Balliamo insieme per la Donna".

 

Per chi volesse partecipare alla lotteria, la cui estrazione sarà il 21 marzo, si potranno acquistare dei biglietti ad offerta libera. I premi saranno le opere esposte al Civico 20 e una “sorpresa” enogastronomica.

 

La giornata è libera e aperta a tutti, chi volesse proporre idee o interventi è il benvenuto.

 

A fare gli onori di casa, Franca Silvani e Gianfranco Venanzoni. Franca è il cuore pulsante e la promotrice di tutte le iniziative che finora si sono susseguite al Civico 20, sensibilizzando sempre di più le persone all’amore e al rispetto per la donna, per il proprio territorio e per la cultura.

 

Eleonora Persichetti

Sabato 13 Aprile: Giornata Ecologica dedicata all'Appia Antica

Sabato 13 Aprile: Giornata Ecologica dedicata all'Appia Antica Copertina S. Maria delle Mole (1.185)
Antonio Calcagni

 
Sabato 13 Aprile, dalle 09:30 alle 14:00, il Comitato di Quartiere di Santa Maria delle Mole ed il circolo Legambiente Appia Sud Il Riccio organizzano una giornata ecologica, dedicata alla “Regina Viarum”, un sito per cui è stato già completato l’iter per il riconoscimento quale Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
 
E così, in attesa di questo evento epocale, abbiamo ritenuto nostro dovere dedicare una giornata ad una realtà che spesso e volentieri e vista con sufficienza se non con indifferenza da noi cittadini che abbiamo l’onore di averla.
 
Scopo quindi della giornata è quello di avvicinare i nostri concittadini a cotanta bellezza, premessa indispensabile per poter poi amare, difendere e valorizzare.
 
L’appuntamento è fissato alle ore 09:30 presso il piazzale adiacente al Bar Incontro, ovvero all’XI miglio.
 
Tra due chiacchiere di storia, ecologia e riciclo dei materiali provvederemo a fare ciò che ci riesce meglio: ridare decoro contro l’abbandono dei rifiuti da parte di chi vuole vederci rassegnati all’incuria.
 
La raccolta sarà organizzata in squadre con staffette di piccoli volontari che individueranno i rifiuti abbandonati per guidare gli adulti alla loro raccolta.
 
Intorno alle 10:30 è prevista una colazione, offerta dal Bar Ibba, che ringraziamo per la sua disponibilità.
 
La giornata si concluderà alle 14:00 presso l’area dell’Info Point di Santa Maria delle Mole, dove chi vorrà, potrà organizzarsi per consumare un pranzo al sacco.
 
L'occasione sarà propizia anche per iscriversi al Comitato di Quartiere e concordare insieme gli interventi futuri.
 
Stessa cosa vale anche per le iscrizioni al circolo Legambiente Appia sud Il Riccio.
 
Si raccomanda di usare un abbigliamento consono alla situazione in cui ci troveremo ad operare, senza dimenticare di portare un cappello, essenziale viste le previsioni meteo.
 
Portate anche guanti, e se possibile, piccoli utensili.

Gabriella De Felice ci risponde

Gabriella De Felice ci risponde Copertina S. Maria delle Mole (1.182)
Antonio Calcagni

Prima di iniziare con le domande vere e proprie, ci piacerebbe sapere quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a candidarsi a Sindaco del Comune di Marino, e quale sono i partiti, liste civiche/ movimenti che la sosterranno in questa impresa?
 
Ho scelto di impegnarmi in politica perché ero stanca di essere spettatore passivo delle scelte.
Ho scelto di farlo perché appartiene alla nostra natura la consapevolezza di poter realizzare qualcosa di nuovo e con nuove modalità.
Ho deciso di impegnarmi in un momento in cui ritengo di aver acquisito e consolidato le competenze necessarie da mettere a disposizione per il governo della città.
L' impegno politico, sostenuto da liste civiche, rende ancora più significativa per me la declinazione di quel bagaglio valoriale che da sempre orienta il mio percorso di vita e che risponde alle richieste pervenute da numerosi cittadini: solidarietà, partecipazione e condivisione, capacità di ascolto, altruita' scevra da qualsiasi interesse particolare, puntuale programmazione, focus sulle priorità, prontezza ed efficienza d'azione. 
Ho scelto di impegnarmi in politica perché non si può più tollerare il grigiore che avvolge la nostra cittadina, che mi piace invece immaginare vivace, culturalmente protesa in avanti, impegnata in attività capaci di rendere il giusto merito alle tante eccellenze e dare valore alle preziose bellezze, naturali ed archeologiche, presenti nel nostro territorio.
Ho incontrato in questo anno straordinarie eccellenze, giovani talentuosi ma troppo spesso dimenticati, associazioni e comitati che attendono soltanto di essere supportati nel loro impegno già presente sul territorio, uomini e donne dalle straordinarie potenzialità, generosamente pronti a mettersi al servizio della comunità senza riserve o pretese.
Ho scelto di farlo perché credo molto nell’impegno femminile, a prescindere. Non potrebbe essere altrimenti.
Un impegno che ho condiviso sin dall'inizio con tante donne e, in particolare, con Annamaria Ascolese. Il suo entusiasmo e la sua tragica fine ci ricordano che tanto c"è ancora da fare affinché venga dato il debito valore al ruolo femminile per una società che sia realmente giusta, paritaria ed armonica.
Un impegno, dunque, che vive anche nel suo ricordo.
Deve giungere per Marino il momento di vivere un Rinascimento.
Io ne voglio essere protagonista.
 
 
Passiamo ora alle domande.
 
Domanda n.1) Santa Maria, in questi ultimi decenni è cresciuta in modo esponenziale fino a diventare il centro più popoloso di questo Comune, a questa crescita non è però corrisposto un incremento dei servizi, quali per esempio: un punto di pronto soccorso, il ritorno del Comando dei Vigili urbani . Lei che cosa farebbe in merito se diventasse Sindaco?
 
Da circa vent’anni a Marino si parla – in termini elettorali – di decentramento amministrativo come soluzione di cui, tuttavia, non si ravvedono ad oggi conseguenze visibili.
Il cambio di passo auspicato e auspicabile prevede pertanto uno slancio e una propensione verso decisioni condivise e per una Amministrazione che vorrà essere davvero trasparente, anche nella comunicazione, ed apra una seria partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative, definendo strategie e metodi di ascolto e condivisione.
Sul piano del decentramento, venuta meno dal 2014 la possibilità di istituire vere circoscrizioni territoriali per tutti i Comuni sotto i 250.000 abitanti, il sentito problema della partecipazione popolare alle scelte politico amministrative del Comune va affrontato con strumenti che non necessariamente prevedano la modifica dello Statuto e del Regolamento Comunale, quali - a titolo esemplificativo - la predisposizione e la regolamentazione di periodici tavoli di consultazione con le articolazioni territoriali.
E' per noi prioritario che tutto il territorio e tutti i cittadini abbiano la reale possibilità di partecipare e conoscere i processi decisionali dell'Amministrazione, nella consapevolezza che ciò determina benefici "sociali" e rende più efficiente l'azione amministrativa. Ciò potrà essere garantito prevedendo la possibilità di convocare sedute degli Organi Istituzionali anche a Santa Maria delle Mole con tempi e modalità da concertare al fine di assicurare un maggior dialogo, presenza e rapporto tra le istituzioni e la cittadinanza, compresa la possibilità di prevedere un distaccamento del Comando dei VV. UU., cosa non difficile da realizzare data la procedura concorsuale in corso avviata dall’attuale Amministrazione.
Per S. Maria delle Mole serve inoltre un cocktail energetico di cultura e opere pubbliche innovative
Una comunità che, paradossalmente, proprio grazie al melting-pot multiculturale di cui si compone, ha trovato proprio nelle numerose identità e tradizioni il punto di forza che l’ha resa, tra tutti i territori decentrati, quella maggiormente caratterizzata dal punto di vista urbano.
Gli innesti di storie, famiglie, persone e tradizioni provenienti da varie regioni hanno dato modo negli anni, così come a Frattocchie, di pensare alla creazione di un vero e proprio Festival interregionale tra folklore e identità di tutta la Penisola che valorizzi la multiculturalità del territorio.
S. Maria, però, è anche un territorio che ha patito molto in termini di sviluppo forzato.
Uno sviluppo che non è stato in larga parte progresso e ha calpestato quelle identità che invece noi con la nostra proposta intendiamo risvegliare. In tal senso queste le ulteriori idee programmatiche, secondo un elenco che di certo non è esaustivo:
  1. creazione e la rivalutazione di punti di aggregazione come il parco Falcone
  2. creazione di un’area cani, una richiesta, quest’ultima, che proviene soprattutto dai numerosi residenti di viale della Repubblica, lunga arteria che taglia Santa Maria nella sua interezza, rispetto alla quale è stata lamentata anche questa carenza.
  3. consistente implementazione dell’illuminazione pubblica per coprire tutte quelle aree ad oggi buie e pericolose da cui giungono richieste urgenti da parte della cittadinanza.
  4. spostamento della fermata ferroviaria, proposta più volte lanciata e mai realizzata, che incontrerebbe da un lato la richiesta dei cittadini che vivono anche in aree al confine con Frattocchie e dall’altro fungerebbe da elemento deflattivo per il traffico veicolare tra via Appia, viale della Repubblica e via Mameli, ipotizzando un diverso e migliore sfruttamento del piazzale Luciani, dietro l’attuale stazione dei treni. A tal proposito, il Comune dovrà aprire un tavolo di confronto con Ferrovie dello Stato più approfondito e determinato di quanto probabilmente non si sia fatto fino ad oggi.
  5. valutazione in ordine all’apertura di un Punto di Primo Soccorso
  6. valutazione in ordine all’apertura di un servizio comunale di farmacia notturna
  7. in materia di viabilità, si valuterà la possibilità di creare un asse viario alternativo tra Palaverta - Via Aldo Moro fino a via Prati, dando vita a una sorta di piccola tangenziale capace di alleggerire ulteriormente il traffico caotico sulle vie principali di Santa Maria.
 
 
Domanda n.2) Speculazione Divino Amore, qual é la Sua opinione sull’argomento, anche alla luce delle recenti sentenze che sembrano aver posto definitivamente fine al progetto?
 
Il pronunciamento della Corte Costituzionale sull’allargamento del Parco dell’Appia Antica che si estende nel territorio marinese rappresenta la massima certificazione del fatto che anche per la politica urbanistica della Città di Marino debba finalmente aprirsi una fase nuova che potenzi una urbanizzazione inclusiva e sostenibile, che si fondi sulla capacità di pianificare e gestire in tutti i paesi un insediamento umano partecipativo, integrato e sostenibile, conforme agli obiettivi luminosamente espressi nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Un reference act al quale peraltro mi sono appellata sin dalla prima uscita pubblica del nostro movimento civico, oltre un anno fa.
La protezione del patrimonio culturale che, mai come nel Parco dell’Appia Antica, si incrocia con quello naturale è una delle grandi sfide dell’epoca nuova. La particolarità che tutto ciò si compia sull’antica Regina Viarum, l’Appia, deve essere solo motivo di orgoglio e responsabilizzazione per ciascuno di noi e soprattutto per chi si candida a guidare e amministrare un passaggio tanto epocale.
A richiamare l’attenzione che la politica ad ogni livello e la nuova classe dirigente della nostra città dovranno necessariamente prestare in maniera ormai non più rinviabile vi è dunque non solo la sentenza dell’Alta Corte ma prima ancora il rincorrersi continuo tra attualità e comune sentire dei cittadini che in materia di urbanistica e pianificazione ha portato, in particolar modo nel decennio appena conclusosi, a un generale cambiamento di prospettiva.
Sappiamo tutti che l'area del Divino Amore, in seguito alla sottoscrizione del protocollo d'intesa, si sarebbe potuta sviluppare unicamente attraverso il ricorso a piani convenzionati di gradimento comunale che prevedevano di poter procedere con piani di riqualificazione urbana al fine di dotare gli abitati di Santa Maria delle Mole e Frattocchie degli standard mancanti.
Per tale scopo i diversi programmi integrati prevedevano la cessione di aree extra standard con consequenziale realizzazione di opere ed infrastrutture per la collettività.
Ad oggi i programmi sono bloccati per il perimetro di ampliamento del Parco dell'Appia antica e per i vincoli imposti per decreto, ma le destinazioni dì piano sono rimaste immutate. A nostro avviso, prevedibile sarà un contenzioso il quale tuttavia dovrà essere necessariamente e responsabilmente governato. Non ci si può illudere che la pronuncia in parola costituisca l’epilogo di una lunga e turbolenta vicenda, questo deve essere chiaro ai cittadini. Essa, al contrario, rischia di prestare il fianco ad ulteriori derive giudiziarie, con pesanti ripercussioni economiche.
Dunque, considerata oramai la volontà comunque politica di non effettuare interventi nell’area interessata, il Comune di Marino potrebbe conservare l’acquisizione al patrimonio comunale delle aree destinate a extrastandard, mentre per le superfici fondiarie di circa 100 Ha complessivi, si potrebbe ipotizzare un coinvolgimento dell’area della città Metropolitana e consentire lo spostamento delle cubature in un potenziale accordo di programma. E’ doveroso precisare che tutte queste attività di natura amministrativa potrebbero essere adeguatamente supportate dal PTPG con il ricorso di un accordo di Programma ai sensi dell'art. 15 della legge 241/90. Si tratta ovviamente di una mera ipotesi sulla quale tuttavia andrebbe spesa attenzione per valutarne la concreta realizzabilità.
Con questa iniziativa la città di Marino rispetterebbe l’impegno politico di non edificare su queste aree ma nel rapporto convenzionale potrebbe acquisire la disponibilità di una vasta area da destinare a parco con valenza ludica ed archeologica.
Dunque, dato il rischio di possibili derive giudiziarie, chi pertanto si troverà ad amministrare dovrà necessariamente impegnarsi nel contemperamento ancor più attento degli interessi coinvolti, pubblici e privati, che vanno rispettati in quanto diritti di pari rango costituzionale. Tutto ciò dovrà necessariamente passare attraverso concertazioni transattive tra le parti coinvolte. Da questo punto di vista le prospettive politico-amministrative di medio termine sembrerebbero essere abbastanza delineate.
 
 
 
Domanda n.3) Appia Antica, una strada unica al mondo che potrebbe diventare un museo a cielo aperto ed essere quindi uno straordinario biglietto da visita per il nostro Comune. Quali sono i Suoi progetti in merito?
 
L'insistenza del Parco Regionale dell'Appia Antica sul territorio di Marino rappresenta una ricchezza considerevole e una risorsa da valorizzare.Purtroppo, abbiamo assistito nel corso degli anni ad un costante degrado dell'area del tracciato della Regina Viarum, causato anche da un colpevole disinteresse.
Va rilevato che i progetti delineati sino ad oggi si sono rivelati del tutto inadeguati o, peggio ancora, sono rimasti totalmente inapplicati: si pensi soltanto ai tanti decantati lavori di valorizzazione e di miglioramento dell'accessibilità turistica, iniziati nel 2018 e finanziati con ben 160.000 Euro dalla Regione Lazio; anche la bonifica della vegetazione quanto il riallestimento dell'area di accoglienza, si sono rivelati del tutto insufficienti. La conseguenza è che tutti i cittadini assistono alla desolazione e all'incuria di aree preziose e di assoluto interesse, nonché alla completa assenza di visitatori.
L'amministrazione del Comune di Marino fa parte della Comunità del Parco dell'Appia Antica ma, sino ad oggi, non ha fatto sentire la propria voce in ambito istituzionale per promuovere iniziative atte a valorizzare il proprio territorio. Nella consapevolezza della distribuzione di competenze si deve, invece, intervenire per rendere il tratto di Appia Antica che ci appartiene godibile e accogliente per cittadini e turisti. Gli interventi di pulizia, bonifica e riordino sono tutti compatibili con le finalità di tutela del patrimonio paesaggistico e archeologico che informano gli obiettivi dell'Ente Parco ed essi sono al tempo stesso pienamente condivisi dal programma della coalizione Marino 2030. Il rilascio dei nulla osta previsti per la cura del decoro non potrà e non dovrà costituire un ostacolo.
Con una visione più ampia, inoltre, si perseguirà la promozione e lo svolgimento di attività educative, culturali, didattiche e turistiche volte a favorire la conoscenza del patrimonio storico, artistico, archeologico e ambientale dell’area protetta del nostro territorio; l'area di accoglienza e il tracciato dell'Appia Antica, oggi desolatamente sottovalutate, devono riqualificare in termini di bellezza e prestigio il territorio comunale, nonché fungere da volano economico ed occupazionale.
In tale ottica e con un approccio più vasto, la coalizione Marino 2030, d'intesa con gli Enti Parco e i Comuni limitrofi, vuole procedere alla creazione di una efficiente rete turistica con centri di accoglienza, punti di informazione, predisposizione di percorsi storici, naturalistici e culturali; con inevitabili ricadute positive sul commercio, la ristorazione e tutto il settore ricettivo. Occorre pertanto predisporre un piano organizzativo dell’offerta culturale e turistica, e del suo marketing, condiviso con il territorio, sfruttando la contiguità con Roma, aspetti del tutto ignorati dall'Amministrazione uscente.
Siamo certi che con un impegno maggiore e proposte fattive e possibili da parte dell’Amministrazione comunale, anche assieme alla Soprintendenza dei Beni Archeologici, si potrà giungere a soluzioni che vedano la valorizzazione del territorio attraverso le sue bellezze da mettere in mostra a vantaggio del miglioramento della qualità della vita e delle possibilità per tutti.
Rimanendo sul tema dell’Appia Antica, sarà opportuno e necessario sfruttare la contiguità con Roma e il coinvolgimento dei Parchi Regionali dei Castelli romani e nello specifico proprio dell'Appia Antica.
Fondamentale sarà la creazione di una rete territoriale di offerta: ripensare allo sfruttamento turistico dei Parchi, in modo sostenibile, alla rivalutazione del circuito dei Castelli Romani perché solo attraverso una progettualità del turismo ben costruita è possibile recuperare una immagine spendibile anche oltre i confini nazionali, identificando i punti di forza, le aree di miglioramento e disegnando un piano di sviluppo di marketing e promozione con una prospettiva medio-lunga.
Si dovrà predisporre perciò un piano intercomunale di accoglienza turistica, al fine di assicurare una rete di trasporto funzionale alla visita del territorio dei Castelli Romani e dell’Appia Antica.
Attraverso l’utilizzo di una nuova figura che abbiamo pensato di chiamare “Volontari del turismo” si potrà dare vita ad un percorso che potremmo chiamare“Passeggiata della Regina Viarum” che dal meraviglioso tratto dell’Appia Antica fino ai resti del circo di Boville ci aiuti a riscoprire le suggestioni del passato.
A tal proposito verranno ideati e organizzati tour che si articoleranno tra le attrazioni e le bellezze dei diversi Comuni, condividendo energie e risorse per fornire un'esperienza di visita ricca e diversificata che sarà certamente attrattiva per le forme più diversificate di turismo.
Presso gli scali aeroportuali e portuali, nonché presso le principali stazioni ferroviarie, dovranno essere predispostipertanto punti di informazione e promozione del turismo dei Castelli Romani.
 
 
 
Domanda n.4) Mosaico di Viale della Repubblica, come Lei sicuramente saprà, nel 2016 è stato ritrovato, adiacente all’Appia Antica, un bellissimo mosaico, poi sotterrato. Cosa ne pensa della possibilità di una sua valorizzazione in loco?
 
Il rinvenimento di manufatti e opere di epoca romana (collocabili nel II secolo d.C.) rappresenta una circostanza che non può e non deve lasciare indifferente un'amministrazione. Il luogo del ritrovamento ricade nell'area del Parco dell'Appia Antica ed è opportuno definire un intervento organico che valorizzi il ritrovamento. L'area è piuttosto satura e congestionata, ma questo non deve rappresentare un alibi o determinare atteggiamenti rinunciatari, per quanto un percorso condiviso con le altre autorità sia articolato e oneroso esso va compiuto con risolutezza, accedendo ad ogni finanziamento per la tutela del patrimonio storico e artistico.
Una amministrazione deve pensare ed operare non in logica emergenziale, ma con un'ottica di lungo periodo, sollecitando la risoluzione delle problematiche. La soluzione migliore per la valorizzazione del sito è la realizzazione di una struttura, ben integrata nel contesto, che consenta una comoda visibilità in loco; il tutto supportato con una adeguata rete informativa che dia risalto a quanto rinvenuto e ne permetta la conoscenza da parte di ogni avventore. Come per l'Appia Antica, l'obiettivo è integrare e rendere compatibile con l'ambiente urbano i siti archeologici di grandissimo interesse storico; poche città possono vantare risorse di questa importanza e sarebbe delittuoso ignorarle. Ogni forma di cooperazione verrà percorsa, da quelle istituzionali di interlocuzione con gli enti sovra comunali alle forme di partecipazione dei privati.
Una cosa è certa: il mosaico e le strutture limitrofe non possono restare nel sottosuolo, sottratte e nascoste alla cittadinanza.
 
 
 
Domanda n.5) Palaghiaccio, come senz’altro saprà, il manufatto, che al momento è in completo abbandono, è stato acquistato all’asta nel 2015 da Esselunga. Qual é la Sua opinione in merito al suo futuro?
 
La risoluzione delle vicende relative alla struttura “Palaghiaccio” ancora una volta non potrà prescindere dall’interlocuzione con la proprietà, unica strada percorribile se si vorrà recuperare la possibilità, anche parziale, di una riqualificazione dell’area. Piuttosto che mantenere e perseverare nella condizione di abbandono e degrado in cui la struttura e le zone limitrofe versano, è certamente preferibile individuare soluzioni condivise che portino vantaggi alla collettività.
Recuperare il dialogo con la proprietà diventa sotto questo profilo necessità non più rinviabile al fine di superare la situazione di stallo in cui da anni ormai ci si trova e che l’attuale Amministrazione ha contribuito a consolidare. Le visioni utopistiche che vorrebbero imporre determinazioni vincolanti per i privati vanno sconfessate e superate in una prospettiva di realismo e legittimità giuridica.
 
 
 
Domanda n.6) Via Falcognana, una strada fondamentale per Santa Maria, dove giornalmente transitano circa 6.000 automezzi, risulta essere una strada privata, aperta al traffico pubblico, non Le sembra un paradosso? l’attuale amministrazione, sotto nostro impulso si è detta disponibile ad avviare la procedura per farla diventare di competenza pubblica. Lei cosa ne pensa?
 
A monte di ogni ragionamento vi è in ogni caso la consapevolezza dell’indubbia utilità del tratto viario per decongestionare il traffico locale.
Prendiamo atto della manifestata disponibilità della presente Amministrazione ad avviare la procedura affinché il tratto di strada in parola venga acquisito al patrimonio comunale, disponibilità della quale, tuttavia, non si conoscono né i termini né i tempi.
Anche in questo caso, senza timore di essere tacciati di ripetitività, appare inevitabile l’interlocuzione con il privato che va necessariamente coinvolto in qualsiasi processo decisionale posto che la strada per un’eventuale acquisizione è complessa, lunga e molto onerosa. Eventuali promesse elettorali, che non si intende di certo formulare in questa sede, devono necessariamente tener conto dell’indispensabilità di raccogliere la volontà di ogni singolo privato qualora non si intenda agire d’imperio.
 
 
 
Domanda n.7) Incrocio, Appia Nuova / Viale della Repubblica/Passaggio a livello, un nodo stradale/ferroviario che di fatto paralizza il traffico della nostra Cittadina. Se Lei fosse eletto, cosa farebbe per cercare di risolvere il problema?
 
Da sempre l’intenso traffico è una delle criticità più evidenti del territorio di Santa Maria delle Mole, maggiormente concentrato nell’area tra Via Appia, Stazione ferroviaria e Via Mameli.
Per ridurre il flusso veicolare e quindi evitare la congestione, nonché per arginare i possibili rischi per i pedoni che transitano proponiamo alcuni interventi a nostro parere realizzabili nel medio termine, previa concertazione con RFI:
- spostamento della fermata ferroviaria, opzione a nostro avviso principale, ipotizzata più volte e mai realizzata, con conseguenziale migliore sfruttamento del piazzale Luciani posto dietro l’attuale stazione dei treni;
- realizzazione di un cavalcavia pedonale di attraversamento con impatto ambientale/estetico altamente ponderato e sostenibile che funga anche da moderna “porta d’ingresso” alla città da realizzare attraverso una manifestazione d’interesse che coinvolga le professionalità specifiche del territorio.
- in ultimo, ma per ragioni di complessità e di oneri, creazione di un ramo stradale che consenta di evitare l’ingresso a Santa Maria delle Mole, attraverso il collegamento tra Appia Nuova-Via Mameli sfruttando la quota già esistente della prima delle due sedi stradali.
 
 
 
Domanda n.8) A latere di questo problema, c’è poi da realizzare un piano generale della viabilità, che preveda: un incentivo all’uso della bici, attraverso la realizzazione una serie di piste ciclo- pedonali, parcheggi per bici e parcheggi auto, compreso il completamento di quello di via Frassati. Cosa prevede il Suo programma in merito?
 
La coalizione Agenda Marino 2030 è assolutamente favorevole a qualsiasi intervento che sostenga l’ecomobilità. E’naturale tuttavia che detti interventi debbano essere calati nel contesto territoriale con realismo, sapienza e competenza e soprattutto integrati ad altre misure che favoriscono parimenti la mobilità. Le piste ciclabili, ad esempio, vanno inserite nel tessuto viario cittadino senza pregiudizio alcuno della viabilità ordinaria già esistenti. Nulla da eccepire in merito al completamento del parcheggio di Via Frassati così come in merito alla “messa a regime” di parcheggi già esistenti, ma depotenziati nella fruibilità come ad esempio quello di P.le Luciani.
 
 
 
Domanda n.9) Trenitalia nell’Aprile dello scorso anno ha approvato il piano di recupero di molte stazioni ferroviarie, compresa quella di Santa Maria, un progetto di cui sembra si siano perse le tracce. Al recupero della suddetta stazione si lega anche quello della realizzazione di una rampa di collegamento tra la suddetta ed il parcheggio di piazza A. Luciani un argomento di cui in questi anni si è parlato molto, ma purtroppo senza risultati. Cosa farebbe Lei in concreto, per risolvere il problema?
 
In concreto la prima cosa da fare, senza ombra di dubbio, è aprire un tavolo di confronto comune RFI sul quale porre tutte le problematiche, ascoltando e prendendo visione con chiarezza dell’effettivo progetto da loro ipotizzato per il recupero della Stazione. Da parte nostra, come già argomentato in risposta alle domande precedenti, avanzeremo una proposta che nei contenuti dovrà essere maggiormente incisiva e strutturale rispetto ad un mero recupero della stazione. Sarà mia cura fare in modo che a questa concertazione prenda parte direttamente anche una delegazione composta da cittadini appartenenti ai comitati di zona.
 
 
 
Domanda n.10) Il Suo programma cosa prevede circa la realizzazione di un’isola Ecologica, nel territorio ex circoscrizioni II e III ?
 
In chiave gestione rifiuti un'iniziativa di undergound trash potrebbe risultare vincente. La transizione alla raccolta differenziata ha avuto enorme successo ed è stata ben accolta dalla cittadinanza.
In tal senso una nuova rivoluzione di gestione rifiuti potrebbe essere ulteriormente proficua.
La proposta di isole ecologiche sotterranee, che avrebbero scarsissimo impatto ambientale soprattutto se ben collocate, renderebbe ancor più efficiente la gestione rifiuti sul territorio tutto, eventualmente collegata ad incentivi di risparmio per i cittadini.
Parallelamente, alla luce del fatto che la gestione dei rifiuti richiede programmazione e un approccio sistematico, è stato predisposto un progetto che prevede l'utilizzo di tecnologie innovative per la filiera dei rifiuti organici in grado di rendere, attraverso un biodogestore anaerobico, il comune di Marino autonomo rispetto alla filiera tradizionale e di gestire autonomamente il proprio fabbisogno, generando persino reddito a favore del proprio bilancio. Una tale tecnologia, capace di trasformare il rifiuto in risorsa, disponibile ma poco applicata, non ha controindicazione alcuna in termini di emissioni, mentre presenta vantaggi rilevanti sotto il profilo ambientale ed economico. In ogni caso, sebbene ad impatto zero, esso verrebbe collocato in luogo non prossimo a forti insediamenti abitativi.
Sarebbe un passo decisivo nell’era della transizione ecologica e il Comune di Marino potrebbe diventare Comune virtuoso e trainante di una politica economica circolare.
 
 
 
Domanda n.11) Aeroporto di Ciampino e rotte su Santa Maria, qual è il Suo parere in merito?
 
Se si parla di rotte strettamente intese, il Comune ha poca voce in capitolo.
I cittadini devono sapere che il percorso di salita degli aeromobili in decollo, che li porta a transitare sopra il centro abitato - la procedura che genera più disagio e più utilizzata a causa dei venti prevalenti –, è stabilito da Enti a ciò preposti che si basano su criteri strettamente tecnici: tra gli altri l'orografia del terreno, la collocazione delle aerovie, le radioassistenze e la presenza di centri abitati in prossimità degli aeroporti.
La valutazione di tutti questi criteri porta all'individuazione di procedure standard conformi a criteri di sicurezza e sostenibilità (SID: Standard International Departures e STAR: STandard ARivals). La procedura seguita dai velivoli che decollano verso sud è determinata dalla immediata vicinanza dei Colli Albani e dalle aerovie che transitano sul Tirreno e ciò comporta una oggettiva ed inevitabile virata verso destra, nonché il passaggio sui territori di pianura di Marino.
Quanto appena esposto non vuol dire certo che si debba subire passivamente il traffico aereo. Di recente, ad esempio, sono state adottate procedure sperimentali volte alla riduzione del rumore nelle aree sorvolate, procedure che diverranno con tutta probabilità definitive: in breve la virata prima descritta avviene ora in anticipo - ad una quota più bassa (poco più di 800 piedi invece di 1500) – permettendo un minor coinvolgimento dei centri abitati. Ciò che l'Amministrazione comunale deve fare al riguardo è vigilare sulle emissioni sonore e di idrocarburi, pretendere il rispetto delle soglie stabilite dalla legge e intervenire nelle sedi preposte per sollecitare tutti gli interventi che il progresso mette a disposizione.
Nell'ambito della stessa tematica si colloca la recente riduzione dei voli dall'Aeroporto G.B. Pastine, disposta dalla Giustizia Amministrativa. Tale provvedimento, attualmente oggetto di gravame, è certamente positivo per la popolazione di Marino. In una prospettiva di sano realismo, tuttavia, è quasi utopico pensare ad una definitiva chiusura dello scalo aeroportuale che esiste sin dal 1916. Fatta questa doverosa considerazione, si deve individuare una dimensione di coesistenza tra l'infrastruttura e la città che comporti una congrua e rigorosa quantificazione dei voli e delle emissioni, confidando anche nella evoluzione dei mezzi atta a ridurre fortemente le forme di inquinamento, affiancando a tutto questo lo sfruttamento dello scalo e delle opportunità che esso offre per lo sviluppo e la prosperità della città.
 
 
 
Domanda n.12) A Suo parere la Sagra dell’Uva deve rimanere l’unica iniziativa fortemente sostenuta dal Comune, oppure c’è la possibilità che anche altre manifestazioni che annualmente si svolgono nel territorio delle ex circoscrizioni II e III possono, in futuro, ricevere un sostegno altrettanto generoso dal Comune?
 
La Sagra dell’Uva è sicuramente occasione di rievocazione storico-religiosa e culturale-identitaria dell’intera città di Marino. Siamo altresì consapevoli della forte eterogeneirtà culturale e sociale esistente sul territorio che è molto vasto e raggruppa diverse comunità. Di questa multiculturalità si deve necessariamente tener conto. Se infatti è bello pensare che esperienze ed origini diversificate siano motivo di ricchezza culturale per il nostro territorio e per le comunità stesse, altrettanto bello è pensare che l’Amministrazione comunale possa valorizzare questa eterogeneità culturale dando vita ad occasioni di incontro, dialogo e conoscenza reciproci. Da questo punto di vista, affinché possa essere celebrata questa multiculturalità, accanto alla Sagra dell’Uva abbiamo ipotizzato la realizzazione di un “Festival delle Regioni” che vada ad innestarsi su momenti di svago ed aggregazione già ad oggi esistenti, a cura dei comitati e delle realtà produttive. Al “Festival delle Regioni” , così come avviene per la sagra dell’Uva, quale l’Amministrazione comunale dovrà dare il proprio sostegno ed il contributo che un tale grande evento merita.
 
 
 
Domanda n.13) Tenuta Tudini, un polmone verde importantissimo per la nostra Cittadina, ma anche un’opportunità per la realizzazione di laboratori per apprendistato mestieri; recupero aree per agricoltura, Orti sociali. Il Suo programma prevede qualcosa in merito?
 
La Tenuta Tudini è nel cuore di molti cittadini marinesi i quali di recente l'hanno vista interdetta per determinazione – oggettivamente legittima – dei proprietari.
Ciò che un'Amministrazione ha il dovere di fare è intavolare un serio confronto con la proprietà di un'area tanto bella del territorio comunale al fine di individuare ogni possibile forma di collaborazione tra pubblico e privato per rendere nuovamente godibile dalla cittadinanza la tenuta. La condizione precedente era sostanzialmente indefinita e ha lasciato spazio anche a condotte non proprio virtuose da parte dei visitatori. Certamente una nuova modalità di apertura al pubblico andrebbe regolamentata d'intesa con la proprietà e accompagnata da una attenta sorveglianza, per garantire sicurezza e conservazione adeguata degli spazi. Ciò che si può con onestà assicurare ai cittadini è un serio confronto per ricercare soluzioni condivise che sono certamente possibili laddove vi sia la volontà di individuarle.
Dirimere tali aspetti è propedeutico rispetto ad ogni altra considerazione.
E’ innegabile che aree come quelle della Tenuta Tudini si presterebbero a molteplici iniziative culturali, didattiche, sociali e di benessere.
 
 
 
Domanda n.14) Stretto controllo di ACEA e lotta per ritornare all’acqua pubblica, cosa le dice questa frase?
 
E' prioritario innanzitutto intervenire per limitare i disservizi relativi al servizio idrico ai quali si assiste quotidianamente nell'ambito del territorio comunale e a tal fine occorre instaurare una seria e risoluta interlocuzione con il gestore incaricato del servizio - ACEA ATO 2 S.p.a. - e le autorità preposte.
Sappiamo bene che la Regione Lazio, prima con la L.R. 6/96 e poi con la L. n. 26 del 1998 si è dotata di una specifica normativa che prevede, a livello regionale, che i Comuni di ciascun ATO si organizzino o formando un Consorzio o istituendo la Conferenza dei Sindaci dell’ATO. I Sindaci dei Comuni dei cinque ATO della Regione Lazio hanno scelto la forma della Conferenza, organismo che prende decisioni inerenti al S.I.I.e che ha un ruolo determinante nell'affidamento e nella vigilanza sul Servizio Idrico Integrato.
Accanto a questo organismo, la Regione Lazio ha altresì istituito la figura del Garante del servizio idrico integrato con la possibilità di costituire singole Autorità d'ambito che hanno a loro volta il compito di costituire organismi locali di garanzia.
Questo articolato quadro normativo e istituzionale deve essere sfruttato per tutelare il diritto dei cittadini di godere di un servizio efficiente e rispettoso delle risorse naturali. Si procederà, pertanto, a segnalare tempestivamente ogni criticità e ogni discostamento dagli standard qualitativi previsti dalla Carta dei Servizi e del Regolamento di Fornitura, le cui previsioni appaiono spesso dimenticate e disapplicate.
Non vi è notizia, ad esempio, di azioni poste in essere dal Comune di Marino volte al rispetto dei livelli di servizio sopra menzionati, nonostante i numerosissimi e gravosi disservizi che i cittadini si sono trovati a subire e fronteggiare. La Carta del Servizio Idrico Integrato attualmente in vigore, a solo titolo esemplificativo e per descrivere una fattispecie purtroppo nota alla cittadinanza, prevede che in caso di situazioni di pericolo determinate da guasti alle tubazioni o ad apparecchiature interrate – come le innumerevoli perdite che allagano la sede stradale rendendo meno sicura la circolazione – il gestore del servizio debba intervenire per risolvere l'inconveniente entro massimo 6 ore, limite che invece viene puntualmente disatteso.
Anche in questo caso, l'esistenza di una pluralità di organismi sovra comunali non deve rappresentare una giustificazione tale da assolvere un amministratore dalle proprie responsabilità.
Esiste un parametro che misura l'efficienza nella gestione del servizio e il Comune deve essere preparato, risoluto e tempestivo nel rivendicare il rispetto degli standard qualitativi contrattualmente previsti e nel far sentire la propria voce nelle sedi preposte. E’ preciso compito dell'Amministrazione, anche attraverso la conferenza dei Sindaci, vigilare sul rispetto della Convenzione di Gestione, pianificare le opere necessarie per il miglioramento e la diffusione nel territorio dei servizi e decidere la tariffa idrica che il Gestore può applicare. Se una amministrazione non fa tutto questo in modo risoluto, viene meno alle proprie responsabilità.
La città di Marino, tramite la propria Amministrazione, tanto autonomamente quanto nell'ambito della Conferenza dei Sindaci, deve rappresentare i continui disservizi che si verificano nel suo territorio e intraprendere iniziative concrete per ottenere il rispetto dei livelli di qualità previsti.
Quanto alla gestione pubblica del servizio idrico, premettendo che non si può ragionare in relazione ad essa in una dimensione locale, è doveroso chiarire alcuni aspetti. L'attuale assetto normativo non delinea infatti una privatizzazione del settore; il territorio nazionale è stato suddiviso in Aree Territoriali Ottimali (ATO) dalla La Legge n. 36 del 1994, recentemente sostituita dal D. Lgs. n. 152 del 2006 “Norme in materia ambientale”, in tali Aree Territoriali il Servizio Idrico Integrato viene affidato a dei soggetti (Società di capitali) che non necessariamente sono privati. Si pensi che il gestore che ci riguarda, ACEA ATO 2, è una Società per azioni a prevalente controllo pubblico, in quanto ACEA S.p.a. ha come azionista di maggioranza Roma Capitale.
Non può quindi affermarsi che l'acqua non sia più pubblica laddove, peraltro, tutte le infrastrutture rimangono di proprietà dei Comuni. Ciò che va affermato con rigore e fermezza è che i Comuni, in particolare per quel che ci riguarda il nostro Comune, devono vigilare attentamente ed esercitare un controllo incisivo del rispetto della Convenzione di Gestione e far sentire la propria voce.
 
 
 
Domanda n.15) Manutenzione strade e giardini; Cartellonistica stradale; Fotocamere e Sicurezza, come si muoverebbe Lei su questo piano?
 
La certezza di poter vivere con tranquillità il proprio quotidiano è l’aspirazione di ogni cittadino responsabile.
Una comunità può dirsi esemplare quando è in grado di assicurare protezione ai propri membri.
Determinante, perciò, è la consapevolezza della centralità degli organi preposti alla sicurezza, e la presa di coscienza del singolo cittadino di quanto sia importante trasmettere alle generazioni più giovani un corretto esempio di comportamento e l’educazione alla legalità.
La difesa delle libertà individuali, la vigilanza sulla serenità delle famiglie, la sorveglianza sulle case e sui beni sono imperativi che costituiscono l’obiettivo al quale tendere per poter affermare di vivere in sicurezza.
In sintesi il piano per la Sicurezza di Marino 2030 prevede:
a) implementazione del sistema di videosorveglianza, per l'individuazione e la deterrenza di condotte illecite, tanto quelle rivolte contro i privati quanto quelle poste in essere nei confronti del patrimonio pubblico e ambientale.
b) predisposizione di un sistema sanzionatorio efficace, congruo e proporzionato.
c) potenziamento del controllo del territorio mediante una costante interlocuzione con l'autorità di Pubblica Sicurezza.
d) creazione di uno sportello di ascolto e sostegno per le violenze di genere, familiari e connotate da intento discriminatorio.
e) miglioramento dell'illuminazione pubblica.
Gli strumenti di connettività di cui l’Ente locale si doterà nella nuova stagione potranno essere utilizzati per segnalare disservizi e condotte illecite come l'abbandono dei rifiuti, coinvolgendo in tempi più rapidi le forze di Pubblica Sicurezza.
In tale settore un ruolo determinante lo avrà anche la videosorveglianza da implementare e coordinare in maniera più efficace con l’obiettivo riscontrabile e chiaro di tutelare realmente la sicurezza della città, dei cittadini e dei visitatori.
La vivibilità di un paese si misura anche dal grado di qualità delle infrastrutture e dei servizi a disposizione dei cittadini.
Non servono opere di facciata. E’ invece necessario considerare la funzionalità di quanto si realizza nell’ambito delle opere pubbliche e del complesso di decisioni che riguardano l’assetto generale del territorio e quello particolare di ogni singola area.
Certo, avere la capacità di inserire armoniosamente le strutture edificate nel complesso urbano e, in generale, nel territorio, è segno di attenzione e di rispetto per i delicati equilibri architettonici e ambientali ma, innanzitutto, le opere pubbliche devono rispondere a requisiti di efficienza, razionalità e utilità. Piazze, strade, reti di servizio, aree pubbliche, scuole e palestre.
Questi e altri contesti indicano il livello di crescita e di progresso della nostra città.
Un’attenzione che non è mai mancata in questi anni e che deve necessariamente proseguire in tal senso per migliorare e rendere sempre di più la nostra città al passo coi tempi. La cura dei dettagli che appartengono all’arredo di un centro urbano realizza il primo “biglietto da visita” della città, ne mostra il decoro ed il grado di civiltà.
Funzionalità e bellezza dell’arredo, due prerogative che rappresentano il valore aggiunto alla identità urbana di un paese e ne definiscono la personalità.
Agevolare il cittadino nel suo utilizzo quotidiano degli spazi pubblici, anche attraverso un sistema di trasporto pubblico potenziato e migliorato che permetta realmente di vivere il territorio nella sua interezza accorciando le distanze fra il centro storico e le zone decentrate affinché ogni cittadino possa realmente sentirsi parte di un territorio comune, curare l’estetica del paesaggio urbano per esaltarne la funzione educativa, mirata all’amore per il bello e al rispetto per il luogo in cui si vive.
Continuando a far emergere ed esaltando ancora di più le potenzialità naturali di ogni territorio che compone la nostra Città un territorio diverso, ma estremamente prezioso per le proprie peculiarità seppur nella sua diversità.
Le aree verdi devono rappresentare aspetto preponderante per la creazione di una città più bella, attrattiva, dove vivere bene, culturalmente e turisticamente avanzata e valorizzata. La cultura e la bellezza della città sono obiettivi programmatici, devono rappresentare un volano per l'intera attività amministrativa, per creare interesse nei confronti della città, favorire la ripresa economica e il rilancio dell'occupazione.
C'è la piena determinazione a far tornare a risplendere la Città in tutta la sua bellezza per favorire la piena realizzazione di ciascun cittadino, nonché rendere Marino più vivibile e piacevole da visitare.
Le aree verdi potranno beneficiare di una serie di innovazioni tecnologiche che ne favoriranno la cura e la manutenzione. Gli strumenti di connettività avanzata potranno consentire, ad esempio, la gestione più razionale non solo del riscaldamento e del raffrescamento degli edifici, ma anche dell'irrigazione, a tutto vantaggio del rispetto dell'ambiente. L'utilizzo di tecnologie già disponibili, ma sino ad ora colpevolmente non utilizzate, porterà quindi aduna gestione smart dell’irrigazione dei parchi e del verde pubblico, riducendo il consumo di risorse idriche e tarando ad hoc le risorse professionali necessarie alla gestione del verde cittadino. La riduzione dei consumi porterà con sé, come immediata conseguenza, anche una gestione efficiente del personale e delle risorse economiche dell’amministrazione.
La cura e l'implementazione degli spazi del verde pubblico potranno passare anche attraverso forme di collaborazione con i soggetti privati, a solo titolo esemplificativo attraverso la concessione di spazi pubblicitari che abbia come corrispettivo la manutenzione di determinate aree. La partecipazione dei cittadini sarà ulteriormente possibile se verrà diffuso un sentimento di appartenenza, di decoro urbano e di inclusione in un ambiente ordinato, piacevole e appagante che i cittadini sentano proprio.
Il settore della sicurezza beneficerà anch'esso della innovazione tecnologica. Gli strumenti di cui intendiamo dotarci consentiranno benefici anche in questo ambito: un portale e un'applicazione al servizio dei cittadini, finalmente proprietari, potranno essere utilizzati per segnalare disservizi e condotte illecite, ad iniziare dall'abbandono dei rifiuti, coinvolgendo in tempi rapidi le Forze di Pubblica Sicurezza. In tale settore un ruolo determinante lo avrà anche la videosorveglianza, rispettosa di quel quantum irrinunciabile di riservatezza e rigorosamente volta a tutelare la sicurezza della città, dei cittadini e dei visitatori.
 
 
 
Domanda n.16) Per quanto concerne le scuole come intendete rispondere alla necessità della popolazione presente e soprattutto alla impellente necessità di strutture da realizzare nel breve periodo?
 
La scuola è la nostra priorità. Dall’inizio di questa avventura, dal primo evento pubblico tenuto esattamente la scorsa estate, un anno fa di luglio, abbiamo focalizzato l’attenzione sulla necessità di una migliore e più completa offerta formativa sul nostro territorio. In particolare per quel che riguarda la scuola secondaria. Serve, a nostro giudizio, un nuovo istituto superiore.
Abbiamo stimato che ci sono in media oltre 400 giovani di Marino che ogni anno, a soli 14 anni, superato l’esame di terza media, sono costretti ad allontanarsi dal nostro territorio per concludere il ciclo di studi scolastico.
Tutti gli amici della coalizione civica Marino 2030 sono d’accordo sul fatto che, se avremo la fiducia da parte della maggioranza dei cittadini elettori residenti nel territorio comunale di Marino, tra le prime azioni cui daremo seguito ci sarà l’avvio dell’iter burocratico amministrativo per dare vita a un altro istituto superiore nella nostra città.
Poi, durante l’ultimo complicato inverno trascorso, con le scuole un po’ aperte e un po’ chiuse, ho avuto modo, grazie alla collaborazione di presidi e genitori, di fare una ricognizione completa sulle necessità strutturali dei vari plessi comunali di scuola primaria e secondaria inferiore. Anche qui c’è molto da fare, a partire dalla programmazione degli interventi di manutenzione che non può assolutamente incidere ed interferire con lo svolgimento dell’attività didattica e che vanno pertanto realizzati, al netto dell’imprevedibilità degli eventi, in tempo utile per assicurare la ripresa a settembre del nuovo anno scolastico.
I servizi vanno garantiti, a tutti i livelli. Ad esempio, ci sono plessi in cui manca una palestra e gli alunni sono costretti ad usufruire di spazi fuori dall’istituto per svolgere attività motoria che comunque rientra nell’offerta curriculare; altro aspetto è quello di potenziare il sistema di trasporto per agevolare il raggiungimento dei plessi prescelti così come quello di rendere maggiormente efficiente la connettività all’interno dei plessi.
Forti della consapevolezza che la crescita di un territorio non può prescindere dalla crescita culturale, la creazione di una nuova scuola superiore dotata di un plesso multifunzionale aumenterà l’offerta formativa e farà compiere a Marino un passo fondamentale nella rigenerazione urbana, investendo visibilmente sul futuro dei cittadini più giovani.
Le nuove generazioni, infatti, sono il seme della comunità che cresce.
L’obiettivo è quello di dare la possibilità ai giovani studenti di Marino di completare il ciclo scolastico sul territorio e attrarre nuovi studenti dai comuni vicini.
Tutto ciò per favorire il riallineamento del tessuto socioculturale cittadino alla media dei comuni di pari livello con conseguente ricaduta in termini di attività commerciali, occupazionali (librerie, cinema, eventi correlati)”
Più scuola genera più appartenenza ed è un passo decisivo per l’intera comunità verso la creazione di una città rinnovata, solidale e unita nel patto tra generazioni che abbiamo in mente.
 
 
 
Leggi le risposte dei candidati a Sindaco:
Carlo Colizza     Gabriella De Felice     Stefano Enderle     Fabio Martella     Gianfranco Venanzoni
Il candidato sindaco Stefano Cecchi ha preferito non rispondere al nostro appello.

Santa Maria delle Mole - Città delle luci

Santa Maria delle Mole - Città delle luci Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:1) (1.180)
Antonio Calcagni

 
Ancora una volta, la magia delle luci tridimensionali fa risplendere le serate natalizie della nostra Città.
 
Lo fa attraverso la seconda edizione di Luci In Allegria, iniziativa egregiamente organizzata dalla locale Unione Commercianti.
 
E così, passeggiare nelle ore serali, per le strade della nostra Città, è diventato un vero piacere, al pari di quello che già succede nelle numerose città italiane che, proprio su questo tema, hanno investito molto, ottenendo in cambio, un ritorno positivo sull’economia locale.
 
Per tutto ciò è d’obbligo ringraziare tutti i commercianti di Santa Maria delle Mole che hanno aderito all’iniziativa.
 
Commercianti che in questo modo dimostrano, ancora una volta, di avere uno spiccato spirito d’iniziativa a favore del bene collettivo, senza aspettare che arrivi la manna dal cielo e senza mai  piangersi addosso, anche se, motivi per farlo ce ne sarebbero a iosa, vedi la concorrenza spietata ed impari, dei grandi centri commerciali, a cui si aggiunge quella delle grandi piattaforme di vendita on line.
 
Il fatto poi che all’iniziativa hanno aderito anche diversi commercianti delle aree limitrofe alla nostra Città, dimostra che questa seconda edizione di Luci in Allegria ha ormai ampiamente superato il livello locale.
 
Un ringraziamento va anche ai nostri numerosi concittadini e non, che, avendo finalmente un buon motivo per passeggiare per le strade della nostra Città, ne hanno approfittato per fare i propri acquisti in loco.
 
Cittadini che, con grande spirito di emulazione, hanno contribuito ulteriormente a far risplendere la nostra Città, attraverso l’illuminazione di balconi, finestre e giardini.
 
Un spunto di riflessione per l’amministrazione comunale che dovrebbe puntare di più su questo tipo di iniziative che, coprendo un ampio arco temporale, contribuiscono a dare respiro al commercio locale.
 
Di contro, ridimensionando drasticamente il contributo comunale alla mega festa di ottobre, per cui vengono bruciati diverse centinaia di migliaia di euro, e che, a Marino porta un modesto ritorno economico, mentre nella restante parte del territorio comunale questo ritorno è pari a zero.

Economia circolare e lineare: quali effetti sul clima?

Economia circolare e lineare: quali effetti sul clima? Copertina Nazionali    (commenti:1) (1.178)
Domenico Brancato

 

 

L’economia Circolare consiste in un nuovo modo di produrre nel rispetto dell’Ambiente e del valore delle cose ed è basata sul riciclo e sul contenimento degli sprechi. Il principio è che un’economia per essere sostenibile non può continuare ad estrarre ulteriori materie prime in via di esaurimento, ma deve essere orientata alla conversione degli scarti per la produzione di nuovi prodotti e per il conseguimento di una serie di vantaggi di natura ambientale, sociale e climatica.

 

A differenza dell’economia Lineare, che si fonda sul prelievo di sempre nuove materie prime e sul consumo di massa, destinato a diventare materiale di scarto che alimenta l’incontenibile accumulo di rifiuti che, a loro volta, generano inquinamento e surriscaldamento (detto anche Riscaldamento climatico), che ha comportato e sta comportando il mutamento sempre più rilevante del clima terrestre, con conseguenti manifestazioni, sempre più frequenti, di fenomeni atmosferici estremi. Oltre a creare enormi diseguaglianze e conflitti etnici, a causa delle guerre che si scatenano per accaparrarsi le più importanti fonti residue di materie prime.

 

Sicché, l’economia Circolare si fonda:

 

· sulla considerazione che i rifiuti prodotti da industrie e privati non sono materiale di scarto, ma una seconda materia prima;

· sulla drastica diminuzione dello spreco a monte, attraverso la condivisione, con altri consumatori, di beni in buono stato, per evitare di buttarli o lasciarli accantonati ed inutilizzati;

· nell’arresto dell’inefficienza precoce dei prodotti, tramite la loro riparazione;

 

e persegue la seguenti finalità:

· produrre ex novo prodotti con materiali atossici e progettati per poter essere riutilizzati, allo scopo di ridurre, se non addirittura azzerare, gli scarti;

· allungare la vita dei prodotti;

· ridurre i rifiuti attraverso il riciclo, per creare nuova materia.

 

Al fine di conseguire i seguenti vantaggi:

· un risparmio netto, secondo dati del Parlamento Europeo, dell’8 % del fatturato annuo ( pari a ca. 600 miliardi ) di tutte le imprese Europee e la riduzione delle emissioni di gas serra del 2- 4 % , grazie alla prevenzione dei rifiuti, il riutilizzo dei materiali e l’ecodesign ( Ideazione e progettazione di oggetti d’uso con materiali di scarto);

· una maggiore sicurezza nei confronti della disponibilità delle materie prime;

· un aumento della competitività e dell’impulso all’innovazione e alla crescita economica;

· un incremento dell’occupazione che, secondo stime, nell’Unione Europea, con la transizione verso l’Economia Circolare, si prevede sia di circa 600 mila nuovi posti di lavoro,

· benefici verso i consumatori finali, poiché potranno contare sulla disponibilità di prodotti durevoli ed innovativi, tali da far risparmiare in termini economici, e migliorare la qualità della vita.

 

Fra gli esempi di Economia Circolare in Italia, rispondenti al conseguimento dei descritti obiettivi, meritano una citazione le realtà di seguito menzionate:

 

DACCAPO – Centro Ri-Uso di Capannori:

centro di raccolta sociale creato su iniziativa della Caritas e dell’Associazione “Ascolta la mia voce“ per ricevere la donazione di oggetti che non servono più o per farli riparare. Delle tre sedi operative, fra Lucca e Capannori, due effettuano la raccolta e la riparazione ed uno svolge la funzione di Emporio. Dove è possibile acquistare, attraverso una donazione, gli oggetti riparati o trasformati in un laboratorio all’uopo attrezzato, per insegnare un mestiere ed offrire opportunità di lavoro a persone in condizioni di difficoltà;

 

C.R.E.A: Centro Riuso ed Educazione Ambientale (Pergine Valsugana –Trentino):

dove è possibile donare o cedere, in contro vendita, oggetti e materiali in buone condizioni d’uso, come: posate, stoviglie, strutture di arredo, libri, abbigliamento, piccoli elettrodomestici, ecc. Allo scopo di stimolare e diffondere la cultura del riuso, tramite il conferimento di una seconda vita a ciò che non viene più utilizzato;

 

Eco Sistemi S.r.l – Rovereto:

azienda che si occupa della depurazione delle acque con un sistema brevettato nel 2014 che, grazie al reattore (Contenitore progettato per farvi avvenire una reazione chimica, costituito da un serbatoio alimentato da un flusso costante di materia comprendente reagenti, inerti, catalizzatori e parte del prodotto riciclato) – RCBR - (Rotating Cell Biofilm Reactor = Reattore a Biofilm a cella rotante), senza additivi chimici, forma naturalmente un film biologico di batteri attivi nel rimuovere gli inquinanti delle acque. Trattasi, in particolare, di un sistema che sfrutta:

 

· l’aereazione naturale, evitando i costi di funzionamento e manutenzione dei compressori d’aria;

· e un design (progetto di un oggetto d’uso destinato alla produzione industriale, in serie, secondo forme esteticamente rispondenti alla funzionalità dell’oggetto stesso) che utilizza materiali di scarto (tappi di plastica delle bottiglie), per la formazione dell’habitat per la crescita del film biologico attivo. Frutto di un brevetto tutto italiano, che oggi viene applicato per risolvere i problemi di depurazione, anche da sostanze poco biodegradabili, di acque reflue;

 

Carte ecologiche Favini:

azienda dedita alla produzione della gamma “Crush”(residui dei prodotti vegetali di seguito citati) di Favini, di carte colorate dalla consistenza tattile particolare, realizzata nel laboratorio di Rossano Veneto, che si distingue dai tradizionali metodi di produzione per le materie prime impiegate. Dato che si avvale dell’utilizzazione dei sottoprodotti dell’industria agroalimentare per la lavorazione di: agrumi, uva, ciliegie, kiwi, nocciole, mandorle, lavanda, mais, olive e caffè, a loro volta sottoposti ad un complesso trattamento, utilizzando elettricità idroelettrica autoprodotta.

 

Tutte iniziative meritevoli di grande considerazione, per l’assoluta coerenza con i principi dell’Economia Circolare, che ci si augura possano diffondersi copiosamente su tutto il territorio nazionale, ovviamente con finalità compatibili con le esigenze di smaltimento e di utilizzazione produttiva degli scarti prevalenti nelle singole aree.

 

Però, in attesa che ciò accada, il contributo più immediato alla diffusione di tale sensata tipologia di Economia, potrebbe e dovrebbe arrivare da un più generale cambiamento delle abitudini dei consumatori, rivolto a contrastare le conseguenze di una incontrollata e smodata produzione di rifiuti che, indirettamente, contribuisce ad incrementare le emissioni di gas serra (Anidride carbonica – CO2-; Protossido di azoto – N2O -; l’Ozono – O3 -; Metano – CH4 – ; Vapore acqueo; Esafluoruro di zolfo -SF6 –, impiegato come isolante elettrico; e gli Alocarburi, fra i quali i Clorofluorocarburi - CFC -, impiegati come propellenti per aerosol, come agenti refrigeranti e per la produzione di materie plastiche espanse).Contributo, per il conseguimento del quale basterebbe mettere in pratica, diligentemente, i seguenti punti, praticabili a livello individuale, del tanto invocato rispetto della Regola delle “ 5 R”:

 

· Riduzione dei rifiuti: scegliendo prodotti sfusi o che abbiano minori volumi e pesi di imballaggio ed evitando gli sprechi, come ad esempio: acquisto di prodotti in esubero; impiego degli shopper monouso ( sacchetti di plastica o carta con manici, distribuiti ai clienti di negozi per il trasporto di merce acquistata al minuto ); parziale utilizzazione della carta, a scuola ed in ufficio; la sostituzione delle bottigliette di acqua minerale, con le durature borracce rifornite con acqua del rubinetto o prelevata alle fonti;

· Raccolta differenziata: imparando a distinguere i materiali che compongono i prodotti dei quali ci si vuole disfare, per conferirli separatamente negli appositi contenitori, secondo le modalità indicate;

· Riuso degli oggetti ancora utili: prima di decidere se considerare un oggetto rifiuto, occorre ponderare se la sua utilità è inevitabilmente cessata o può trovare ulteriori possibilità di utilizzazione, come ad esempio per i barattoli di vetro, contenitori vari, indumenti, libri, elettrodomestici, ecc;

· Riparazione: di tutto ciò che si presta a questa provvidenziale operazione, un tempo usuale, per prolungarne l’efficienza e ridurre la massa dei rifiuti.

 

Per evitare di condividere il deprecabile ruolo passivo di rassegnati o indifferenti spettatori del sempre più frequente ripetersi di eventi che, complice la cattiva gestione del territorio, causano l’incontenibile progressione di degrado ambientale. Le cui conseguenze, a livello nazionale, da qualche anno, producono i disastrosi e luttuosi effetti documentati dalla cronache quotidiane.

 

Situazione in gran parte imputabile all’andamento dei mutamenti climatici, dovuti, secondo fonte ISAC-CNR ( Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima), al fatto che la temperatura, nel nostro Paese, si sta elevando più velocemente della media globale e delle altre terre emerse del pianeta.

 

Come dimostra la differenza, rispetto al trentennio 1971-2000, del nuovo record di + 1,45°C, raggiunto nel 2014, contro il + 0,46°C, verificatosi a livello globale. Conseguentemente, in Italia, la tendenza dell’innalzamento della temperatura, basato sui rilevamenti dei dati degli ultimi decenni, si stima possa essere di 1,5 °C superiore a quella della media delle terre emerse e del doppio di quella di tutto il pianeta, se non verranno messe in atto, a breve, drastiche ed efficienti misure di contenimento, da parte di tutti i Responsabili delle attività fonti delle pregiudizievoli citate emissioni.

 

Non esclusa l’influenza dell’ingente schiera di consumatori che, specie in coincidenza delle festività Natalizie, con l’incremento degli acquisti, spesso:

· eccedenti, rispetto alle effettive necessità;

· voluttuari;

· ed orientati verso strenne, magari di poco valore, ma contornate da appariscenti, corpose, inutili ed effimere confezioni che, in parte, finiscono con l’accrescere, irresponsabilmente, i cumuli abusivi di rifiuti indifferenziati, contribuiscono a peggiorare il già gravissimo problema della carenza di smaltimento.

 

Dato che le discariche esistenti “autorizzate”, nonostante i forzati ampliamenti, hanno raggiunto e superato il limite della capienza, e la quasi impossibilità di reperire siti, comunali e regionali, disponibili per la realizzazione di nuovi invasi di dimensioni idonei a soddisfare l’attuale perdurante esigenza di smaltimento dell’enorme mole giornaliera di rifiuti indifferenziati, proveniente dalle più svariate aree.

 

Ciò premesso, le alternative ipotizzabili, per evitare di subire l’invasione degli effetti materiali della diffusa ed annosa noncuranza o inadeguatezza nell’affrontare il problema, e le gravi conseguenze di natura igienico-sanitaria e di compromissione della vivibilità, già in atto in molte realtà urbane (vedi Roma, in particolare), si ritiene possano trovare riscontro nelle seguenti soluzioni:

· adoperarsi per adottare tutti gli accennati accorgimenti rivolti a produrre meno rifiuti possibili e, compatibilmente con la disponibilità dei previsti idonei ambienti, trasformare, autonomamente, la componente organica (ca. 1/3 della produzione totale) in compost;

· acquistare prodotti realizzati con materiali totalmente o prevalentemente riciclabili;

· eseguire scrupolosamente la differenziazione dei resti inevitabili;

· programmazione, da parte dei Comuni, in gestione autonoma o consorziata ,della realizzazione di Impianti di Compostaggio e del Trattamento Meccanico Biologico dei Rifiuti –TMB -;

· o andare incontro al pagamento di ancora più onerose tariffe TARI, per sostenere gli enormi costi derivanti dal trasporto e conferimento dei famigerati prodotti, presso gli ancora disponibili siti, distanti dal luogo di produzione (anche esteri), ed attrezzati per il loro stoccaggio, trattamento e trasformazione.

 

Soluzioni che ovviamente interessano anche la Cittadinanza locale, nonostante la pur provvidenziale attuazione del sistema di raccolta differenziata “porta a porta“ nelle zone di pianura, abbia già consentito di ridurre del ca.55 % il conferimento di rifiuti indifferenziati in discarica. Conferimenti, che seppur destinati a ridursi, in seguito all’estensione del nuovo metodo di raccolta su tutto il territorio comunale; poiché, come già accennato, le discariche, sia:

· per la mancanza di ulteriore capacità ricettiva;

· per in alcuni casi, le conseguenze dell’ inquinamento imputabili al percolato;

· per il notevole deprezzamento del territorio circostante, che comporta la loro presenza

 

costituiscono motivo di accesi ed annosi contenziosi, fra Cittadini ed Istituzioni, riguardanti la contrastata possibilità della loro ulteriore utilizzazione e l’ubicazione di eventuali nuove realizzazioni; ne deriva una situazione che non lascia ben sperare per l’immediato futuro. Il che impone, precauzionalmente e responsabilmente, la necessità dell’impegno ad incrementare, quanto più possibile, la propensione al raggiungimento dell’obiettivo “ZERO DISCARICA“ se non si vuole correre il rischio di andare incontro ad una, non utopistica, generale condizione di emergenza.

 

Articolo redatto dal Prof. Domenico BRANCATO

DECRETO "CURA ITALIA" - NOVITA’

DECRETO "CURA ITALIA" - NOVITA’  Copertina Nazionali (1.178)
Domenico Brancato

NOVITA’ PER CONTENERE LE DIFFICOLTA’ IMPOSTE DAL COVID-19
 
  • Anticipazione e Scaglionamento pagamento pensioni:
Poste Italiane, per salvaguardare la salute dei dipendenti e dell’utenza, ha comunicato che il pagamento delle pensioni, a partire da Aprile, verrà anticipato ed effettuato seguendo l’ordine alfabetico della lettera iniziale del cognome dei titolari, secondo il seguente calendario:
 
  • giovedì 26 marzo, dalla A alla B;
  • venerdì 27 marzo, dalla C alla D;
  • sabato mattina 28 marzo, dalla E alla K;
  • lunedi 30 marzo, dalla L alla O;
  • martedì 31 marzo, dalla P alla R
  • mercoledì 1° aprile, dalla S alla Z.
 
Per i titolari di Libretto di risparmio, Conto BancoPosta, o PostepayEvolution, Carta Postamate Carta Libretto; le pensioni del mese di Aprile verranno accreditate il 26 Marzo ed è possibile effettuare prelievi in contanti presso gli Atm (Sportello automatico) Postamat, senza doversi recare allo sportello.
 
  • Proroga della validità della Patente di guida:
L’art. 104 del citato Decreto prevede la proroga al 31 Agosto 2020 della validità delle Patenti in scadenza a partire dalla data di entrata in vigore del Decreto medesimo: 17 Marzo 2020.
Poiché, secondo quanto precisato: - dall’Art. 35 del D.P.R. 445/2000, trattasi di Documento equipollente (equivalente) alla Carta di Identità; e dalla Circolare n.9209/2020 del Ministero dei Trasporti, che precisa: “ Le patenti di guida in scadenza dal 31 gennaio 2020, essendo anche documento di riconoscimento (come: Carta di Identità, Passaporto, Patente nautica, Libretto di pensione, Patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici e Porto d’armi), ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. 445/200, sono prorogate di validità, fino al 31 agosto 2020 “.
Si precisa inoltre che:
 
  • le Carte di qualificazioni del conducente (CQC) e i Certificati di formazione professionale (ADR), per il trasporto di merci pericolose , aventi scadenza dal 23 Febbraio al 29 Giugno 2020, saranno prorogati di validità fino al 30 Giugno 2020;
  • i Certificati di Abilitazione professionale, in scadenza di validità dal 31 gennaio al 15 aprile 2020, conserveranno la loro validità fino al 30 Giugno 2020;
  • la proroga prevista dall’art. 103, comma 2, del D.L. 18/2020, fino al 15 giugno 2020 si estende anche:
 
- ai Permessi provvisori di guida, rilasciati ai sensi dell’art. 59 della Legge 29 Giugno 2010, n. 120;
- ai titolari di Patente di guida che devono sottoporsi ad accertamento sanitario presso le Commissioni mediche locali;
-agli Attestati rilasciati ai conducenti che hanno compiuto 65 anni, per guidare autotreni ed autoarticolati la cui massa, a pieno carico, sia superiore a 20 tonnellate;
- ed ai conducenti che hanno compiuto 60 anni, per guidare autobus, autocarri, autotreni autoarticolati, autosnodati adibiti al trasporto di persone, ai sensi, rispettivamente dell’art, 115, comma2, lettera a ) e lettera b).
 
  • Rinvio scadenza, Revisione e Collaudo auto:
chi avrebbe dovuto portare il veicolo (auto e moto) in revisione nel periodo che va dalla data (17 marzo 2020) di entrata in vigore del D.L. e fino al prossimo 31 Luglio, potrà circolare senza rischiare che gli venga comminata una multa, in caso di controllo delle Forze dell’Ordine.
In quanto, l’art. 92 del richiamato D.L. autorizza fino al 31 ottobre 2020 la circolazione dei veicoli da sottoporre, entro il 31 Luglio 2020, alle attività di visita e prova,di cui agli articoli: - 75 (accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione); e 78 (c.d. (combinato disposto) collaudo, ovvero visita e prova per modifiche alle caratteristiche costruttive del D. Lgs. n. 285/1992 e alle attività di revisione, di cui all’art. 80 del medesimo Decreto Legislativo.
Mentre rimangono invariati i termini previsti per quei veicoli la cui revisione scadrà dal 1° agosto in poi.
 
  • Proroga Tolleranza scadenza Assicurazione:
il decreto Cura Italia, con l’art. 125, posticipa , fino al 31 luglio, a 30 invece dei 15 giorni già previsti dall’art. 170-bis del Codice delle Assicurazioni private. Proroga che stabilisce il limite temporale, fino alla scadenza del quale le Compagnie sono tenute a mantenere operante la garanzia prestata con il precedente Contratto assicurativo, fino all’effetto della nuova Polizza.
 
  • Pagamento Bollette e stop all’interruzione erogazione per morosità:
il Decreto non prevede nessuno stop generalizzato per il pagamento delle Bollette di Acqua, Luce e Gas, tranne che per i Comuni ex “ Zona rossa “ per i quali all’art. 1, comma 4, ha previsto la sospensione temporanea, fino al 30 Aprile 2020, dei termini di pagamento della fatture e degli avvisi di pagamento emessi o da emettere.
Sospensione che è stata condivisa dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente – ARERA – che, con Deliberazione del 17 Marzo 2020 n. 75/2020/R/COM, ha regolamentato i predetti servizi , fornendo le necessarie disposizioni, ivi compresa la sospensione del pagamento del Canone Rai, dovute all’emergenza Coronavirus.
La stessa ARERA ha,però, bloccato, con estensione su tutto il Territorio nazionale, i distacchi per morosità, sospendendo dal 10 Marzo scorso e fino al 3 di Aprile, tutte le eventuali procedure di interruzione delle forniture di Energia elettrica, Gas ed Acqua di Famiglie e piccole Imprese.
Per cui, il fornitore interessato ad interrompere la fornitura al cliente moroso, a decorrere dal 3 Aprile, potrà dar seguito al riavvio della relativa procedura di sospensione e procedere nuovamente alla sua costituzione di mora.
Alcune Aziende, poi, hanno concesso sospensioni temporanee o sistemi di rateizzazione dei pagamenti, per venire incontro ai propri utenti che versano in difficoltà economiche conseguenti all’emergenza Coronavirus.
 
  • Dematerializzazione ricette:
La Protezione Civile, per limitare gli spostamenti dei cittadinied evitare inutili e pericolose code negli Ambulatori medici: luoghi fra i più pericolosi per il rischio di contagio del Covid- 19; con una Ordinanza, ha disposto il rilascio delle ricette mediche via Email o WhatsApp. Grazie a tale metodologia di rilascio, i mutuati non dovranno più andare dal medico di base, ma disporranno di un Codice in farmacia, per il ritiro dei farmaci.
La ricetta medica dematerializzata potrà essere emessa: - dal dottore del Sistema sanitario o convenzionato; - dal medico di famiglia; - dal pediatra; - dall’ospedale e da medici privati convenzionati; -dai medici specialistici ambulatoriali; - e dalla guardia medica.
L’innovazione prevede che la prescrizione di farmaci ed esami diventi elettronica, con un documentoscritto, in modalità informatica,da un medico prescrittore, secondo regole nazionali e regionali.
Il procedimento per la realizzazione della ricetta virtuale prevede che, al momento della generazione della ricetta elettronica, da parte del medico che fa la prescrizione, l’assistito può chiedere il rilascio del promemoria dematerializzato o l’acquisizione del Numero di ricetta Elettronica tramite:
 
  • trasmissione in allegato a messaggio di Posta elettronica, nel caso l’assistito fornisca al medico gli estremi della Casella di Posta elettronica certificata (PEC), o di Posta elettronica ordinaria (PEO);
  • comunicazione del Numero di ricetta Elettronica con SMS o con applicazione per telefonia mobile che consente lo scambio di messaggi e immagini, laddove l’assistito indichi al medico il numero di telefono mobile (cellulare);
  • comunicazione telefonica, da parte del medico, del Numero di ricetta Elettronica, nel caso l’assistito renda noto, al medico medesimo, il proprio recapito telefonico.
 
Le informazioni sopra esposte, per contribuire a diffondere la consapevolezza, fra i concittadini, dei provvedimenti relativi a semplificazioni burocratiche e concessione di proroghe per l’espletamento degli adempimenti in scadenza, poste in essere dalle Istituzioni. Al fine di ridurre al minimo le necessità di uscire da casa o porsi per molto tempo inestese file, per scongiurare, per quanto possibile, il pericolo a contrarre, o a diffondere inconsapevolmente, l’insidiosoe pericolosissimo Virus.

Appia Antica, un glorioso passato ma un incerto futuro

Appia Antica, un glorioso passato ma un incerto futuro Copertina S. Maria delle Mole    (commenti:3) (1.175)
Eleonora Persichetti

 
Intervista all’archeologo Marco Cavacchioli, Segretario del Circolo Legambiente “Appia Sud Il Riccio” e responsabile nel Circolo per le attività e i rapporti con gli enti istituzionali per l’area di Appia Antica nei Comuni di Ciampino e Marino.
 
1. Per il tratto di Appia Antica nel nostro territorio, si sente spesso parlare di una serie di Enti quali: Parco Regionale; Parco Archeologico; Sovrintendenza. Ci può spiegare meglio qual è la reale situazione e le varie competenze? A chi compete cosa?
Si tratta di una situazione complessa, che diventa spesso di difficile comprensione per i cittadini. Prendiamo la parte extra urbana del Parco Appia Antica, quella che ricade nei Comuni di Ciampino e Marino, circa 2650 mt. di fascia demaniale, sottoposta all’amministrazione e controllo del Comune di Ciampino, Comune di Marino, Parco Regionale Appia Antica e il Parco Archeologico Appia Antica (istituito nel 2016 che ha raccolto nel nostro territorio le competenza della vecchia Soprintendenza Archeologica del Lazio, poi dell’area metropolitana). Scendendo nel dettaglio, la fascia di Appia Antica ricadente nei Comuni di Ciampino e Marino è tutta area demaniale, conseguentemente le competenze sono quasi tutte dell’ente ministeriale, il Parco Archeologico Appia Antica, tranne la sicurezza che compete alle forze della polizia Locale, ma anche tutte le forze dell’ordine in generale. Quindi, quando vediamo una vegetazione infestante che impedisce il cammino o monumenti e area archeologiche precarie, chi deve intervenire è il Parco Archeologico Appia Antica.
 
2. Qual è invece il ruolo della vostra sezione “Il Riccio di Legambiente”?
Il Circolo “Legambiente Appia Sud il Riccio”, in base alla convenzioni stipulate con il Parco Regionale Appia Antica ormai da più di 20 anni, effettua visite guidate relative al programma di Primavera e Autunno denominato “Segui la Volpe”, portando a conoscenza dei visitatori la fascia di Appia Antica dal IX all’XI miglio (Ciampino e Marino), è responsabile dell’apertura domenicale in Primavera e Autunno dei punti informativi del Parco Appia Antica situati a Frattocchie e S.Maria delle Mole e relativamente alla presenza più o meno saltuaria di bandi o fondi ha collaborato e collaborerà ancora in parte quest’anno con il Parco Regionale Appia Antica per opere di bonifica della vegetazione.
 
3. Durante tutti questi anni, qual è stato il ruolo del Comune di Marino? Ritenete che in tutti questi anni vi abbia sufficientemente supportato?
Premetto che la nostra attenzione per l’Appia Antica in collaborazione con il Parco Regionale Appia Antica parte dagli anni in cui al Comune c’era la Sindaca Rosa Perrone (fine anni ‘90). Da quel momento ad oggi, il Comune ci ha supportato in attività collaterali, come ad esempio nei giorni in cui si effettuavano pulizie straordinarie, nella raccolta dei rifiuti, oppure con patrocini su eventi. Chiaramente va detto che il Comune avrebbe a disposizione diverse modalità per contribuire alla manutenzione del tratto di Appia Antica ricadente nel suo territorio, ma da Rosa Perrone ad oggi, sul più importante asse viario del mondo antico e oggi meta di passaggio di migliaia di pellegrini, camminatori, ciclisti all’anno, nonché spazio vitale per i cittadini delle più grandi frazioni di Marino, non è stato investito neanche un euro. Tutti i soldi spesi negli ultimi 20 anni per la manutenzione, sono provenuti dal Parco Regionale Appia Antica in massima parte e in piccolissima percentuale dal nostro Circolo e ultimamente dalle donazioni di alcuni cittadini che hanno a cuore questo bene inestimabile. Basti pensare, a questo proposito, che esiste un protocollo d’intesa datato 16.01.2017, completamente disatteso, che raggruppa tutti gli enti di gestione e amministrativi per il tratto di Appia Antica tra Ciampino e Marino (vedi allegato) - il Comune di Marino, il Comune di Ciampino, Il Parco Reg. Appia Antica, la Soprintendenza Archeologica per l’area metropolitana di Roma (competenze passate al Parco Archeologico Appia Antica dal 2016) - il cui obiettivo è “l’attuazione del programma di tutela, valorizzazione e manutenzione …. tratto ricadente nel territorio dei comuni di Ciampino e Marino”. Alcuni articoli sono molto interessanti e significativi su cosa si poteva e si può ancora fare:
Art. 1 - …. La collaborazione, in particolare, avrà ad oggetto la manutenzione ordinaria e straordinaria del verde e annessi, delle strutture e attrezzature presenti sul territorio in esame.
Art. 7 – Il Comune di Marino, Il Comune di Ciampino, L’ente Parco Regionale dell’Appia Antica assumeranno, ciascuno secondo le proprie possibilità e le proprie risorse disponibili per l’attuazione e per la realizzazione degli interventi programmatici stabiliti dal presente Protocollo. Potranno altresì essere reperite ed attivate fonti di finanziamento straordinarie, da parte dei singoli firmatari del presente Protocollo, sia in forma singola che associata che congiunta.
 
4. Nel 2019 sono partiti i lavori di recupero, dell’intero tratto dell’Appia Antica sia nel Comune di Ciampino sia in quello di Marino, che però ben presto si sono fermati. Chi li ha finanziati? E come mai si sono poi fermati?
Perché erano progetti che si basavano su fondi “una tantum” relativi ad un bando regionale del 2017 che aveva come obiettivo la valorizzazione della Via Appia Antica da un punto di vista del miglioramento degli standard di fruizione. Quindi, non un programma di manutenzione o di interventi ripetuto. Il Comune di Ciampino ha posto come obiettivi la bonifica della vegetazione nel tratto di Appia Antica ricadente nel suo territorio, un riassetto degli accessi e l’allestimento di una vasta area di accoglienza su una proprietà del Comune accessibile direttamente dalla Via Appia Antica, il progetto è stato presentato nel 2017, i lavori sono iniziati in Primavera 2020 e terminati in Autunno dello stesso anno. Il Comune di Marino ha posto come obiettivi la bonifica della vegetazione, il riassetto delle entrate e la costruzione di un nuovo e più adeguato punto informativo turistico in sostituzione del vecchio. Il progetto è stato presentato nel 2017, i lavori sono iniziati nel 2018 e terminati del 2020. Ma chiaramente tranne i lavori strutturali che sono definitivi, il taglio della vegetazione ha prodotto un’accessibilità momentanea, la vegetazione ricresce e nel breve temine ritornerà come prima.
 
5. Ultimamente vicino al vecchio punto informazione turistica è stato realizzato un manufatto in legno, si tratta del nuovo punto d’informazione? Perché non viene ancora utilizzato?
La realizzazione di quel manufatto è uno degli obiettivi del progetto con fondi regionali che indicavo nella risposta precedente. La struttura consiste in un punto informativo dotato di sala accoglienza, un bagno e un piccolo magazzino, il tutto destinato all’accoglienza per turisti, camminatori, pellegrini, ciclisti che percorrono la Via Appia Antica, ma anche per i cittadini che vorranno godere di un punto all’aria aperta a pochi metri dalla Antica via. Sia la struttura che l’area verde di pertinenza sarà gestita da nostro Circolo, attraverso un patto di collaborazione con Il Comune di Marino stipulato a fine 2019. L’area sarà destinata ai fruitori della Via Appia Antica, siano essi turisti o cittadini, nella quale potranno rilassarsi, ricevere informazioni e materiali sul Parco Appia Antica ma anche sulla città di Marino, acquistare libri sui beni storici e archeologici del Comune di Marino e sugli itinerari che lo attraversano, mappe, e gadget. Potranno prenotare visite guidate e ricevere informazioni sulle attività produttive locali, hotel, b&b, ristoranti, trattorie, prodotti enogastronomici locali, ecc., potranno ricevere informazioni e orari sui mezzi di trasporto, compresi quelli locali. Ma sarà anche luogo di svariate attività didattiche per le scuole e di eventi culturali, il tutto in regime di autosostentamento: il circolo curerà il bene e l’area verde senza alcun euro da parte del Comune. Ma veniamo ai tempi di apertura. I lavori sono terminati nell’estate del 2020, il nostro circolo ha firmato il Patto di Collaborazione con il Comune a novembre 2020, ma appena entrati nella struttura abbiamo riscontrato evidenti problemi tecnici dovuti a errori nella progettazione tecnica o nella realizzazione della struttura o in entrambi i casi che hanno purtroppo allungato i tempi per una possibile apertura. Già dallo scorso dicembre, con l’area LL.PP. del Comune di Marino, è stata stabilita una strategia rivolta al recupero di alcuni difetti tecnici che dovrebbe portare alla conclusione in questi mesi e alla possibile riapertura a maggio 2021.
 
6. Il tratto di Appia Antica che ricade nel territorio della Capitale è ben curato e pertanto anche molto fruibile, stessa cosa non può certo dirsi per quello di competenza dei Comuni di Ciampino e Marino che, in alcuni punti, risulta in completo abbandono. Come mai?
L’area in questione è demaniale, quindi proprietà dello Stato. Paghiamo lo scotto della diversità di enti di gestione nel corso degli ultimi decenni. Mentre nell’area di Appia Antica nel tratto del Comune di Roma (il cui confine con Ciampino è poco prima di Via Capanne di Marino) soprintendeva la più che vitale Soprintendenza Archeologica di Roma, invece nell’area di Ciampino e Marino aveva competenza la Soprintendenza Archeologica del Lazio che su questo tratto, è stata in sostanza un fantasma. E mentre nell’area romana, la Soprintendenza Archeologica di Roma sistemava l’antica strada, restaurava i monumenti e apriva aree archeologiche, nell’area extra urbana la “non presenza” della Soprintendenza Archeologica del Lazio creava sempre di più uno stacco netto tra la pulizia e il degrado, tra il decoro e le discariche, tra i monumenti restaurati e i monumenti crollati o disgregati. Chi, nel corso degli anni,è intervenuto in modo fattivo – quindi mettendo soldi - su quest’area è stato unicamente il Parco Regionale Appia Antica riportando in luce la carreggiata antica e effettuando operazioni di bonifica. Nel 2016 i Ministro Franceschini istituisce il nuovo “Parco Archeologico Appia Antica” nell'ambito della riorganizzazione del MIBACT (DM 44/2016, DM 198/2016 e DPCM 169/2019) che presenta gli stessi confini del Parco Regionale Appia Antica. Dal momento dell’istituzione ad oggi una nota positiva e una negativa, la prima, positiva, che si riunifica sotto uno stesso ente di tutela archeologica l’area urbana e extraurbana della Via Appia Antica (Roma, Ciampino, Marino) quindi la parte migliore e quella più degradata, la seconda, negativa, che l’area di Appia Antica è demaniale quindi sotto tutela e competenza del nuovo Parco Archeologico compresa la manutenzione del verde che non ha mai effettuato fino ad oggi. Dal Parco Archeologico ci hanno più volte assicurato riguardo la presenza di un piano e una programmazione della manutenzione della vegetazione anche nei territori di Ciampino e Marino, ma sul quando questo piano prenda corpo non esiste ancora un dato preciso. Conosciamo bene la situazione di un ente ministeriale come il Parco Archeologico Appia Antica che gestisce aree archeologiche smisurate, musei e tutto il tratto stradale dell’Appia Antica, quindi è chiaro che non può stare in piedi, ed eseguire quanto di sua competenza con il budget a disposizione (Rita Paris, primo direttore del Parco lamentava già nel 2017 la scarsità di mezzi, di personale ed economica in diverse interviste). Ma il problema di bilancio, e di quanto si possa spostare o metter sul piatto della bilancia per risolvere i problemi atavici dell’area extraurbana, non può e non deve essere un problema che leva il sonno ai cittadini di questo territorio, ma deve essere un problema delle persone e enti deputati ad tutelare e conservare questo bene. In nostro obiettivo come cittadini è solo quello di poter camminare e godere in tranquillità e sicurezza la via Appia Antica nel nostro territorio. Come Circolo che ha dedicato gli ultimi 30 anni rendere, anche se fosse un solo metro, più accessibile l’Appia Antica nel nostro territorio, finché avremo fondi a disposizione, che vengano da bandi, dalla collaborazione con il Parco Regionale, o dalle donazioni dei cittadini noi continueremo a effettuare bonifiche del verde anche se fossero solo 10 metri oppure 1 km.
 
7. Cosa possono fare di concreto i nostri Concittadini, singolarmente o attraverso i Comitati / Associazioni locali, per invertire questo andazzo?
Intanto si può richiedere all’ente di riferimento quali siano i programmi futuri di un’attività di manutenzione per la quale è l’unico preposto e competente, in quanto cittadini aventi diritto di avere risposte chiare da un ente pubblico. Direi anche di non stare a lamentarsi addosso a casaccio solo sui social che non serve a nulla e lascia il tempo che trova, usare più umiltà culturale e soprattutto più richieste mirate alla pubblica amministrazione e più Pec (“scripta manent”). Poi ormai la legislazione e i regolamenti sulla cittadinanza attiva e le possibilità degli Enti del Terzo Settore danno ampie possibilità di manovra, nulla vieta di costituire un comitato di cittadini e associazioni, che fattivamente e non a chiacchere, si ponga l’obiettivo di risollevare un tratto prezioso storico-naturalistico dall’incuria e dal degrado. Intanto partirei dai gesti più semplici e immediati per noi cittadini del territorio, non buttare l’immondizia sull’Appia Antica e raccogliere la cacca di nostri cani.
 
8. Quale sono le iniziative che come Legambiente avete in cantiere?
Il 28 Febbraio effettueremo una pulizia dai rifiuti nel primo tratto della Via Appia Antica da Frattocchie in direzione Roma, oltre ai soci del Circolo è invitata la cittadinanza a partecipare. Questo lavoro di pulizia sarà propedeutico allo sfalcio della vegetazione che partirà il giorno dopo nel tratto di Appia Antica tra S.Maria delle Mole e Frattocchie, utilizzeremo i fondi residui del Parco Regionale Appia Antica. Contemporaneamente a queste operazioni rilanceremo la campagna donazioni e banca del tempo dal titolo #weloveappiantica aperte a ogni cittadino che abbia a cuore la sorte del tratto di Appia Antica nel nostro territorio e un questionario on line dedicato alle problematiche della via Appia Antica nel quale i cittadini potranno esprimere la loro personale opinione sullo stato attuale di questo bene, una volta chiuso il questionario i risultati verranno inviati agli enti competenti. Per quanto riguarda la parte culturale per questa Primavera Estate abbiamo pensato ad un programma speciale legato all’Appia Antica e all’inaugurazione nel nuovo Punto Informativo a S.Maria delle Mole con una serie nutrita di attività che sveleremo quanto prima.

Nuovo Eco-centro a Boville

S. Maria delle Mole    (commenti:1) (1.168)
Gianni Morelli

MARINO (attualità) - Previsti incontri con la cittadinanza

ilmamilio.it 

Più che definirsi l’affaire eco – centro si infittisce, infatti la maggioranza di governo ha proposto un ulteriore proposta di sito rispetto a quella iniziale inserita nella delibera di giunta numero 163 del 5 ottobre 2017, con la quale è stato individuato un terreno “ubicato a sud – ovest del centro abitato, in corrispondenza dell’area artigianale Appia Nuova, prospiciente la via Appia Nuova Vecchia Sede”.

 

Ora alla luce della delibera di consiglio comunale n. 8 del 5 dicembre 2017 le alternative sono addirittura quattro: 

una piuttosto vicina al sito iniziale di Cava dei Selci a ridosso di via Appia;

un’altra su via Nettunense all’altezza del chilometro 1,500 all’altezza di Castelluccia e Frattocchie;

una terza in zona Divino Amore – Mazzamagna, fortemente caldeggiata dai consiglieri comunali di minoranza Stefano Cecchi, Cinzia Lapunzina e Remo Pisani;

una quarta aggiunta “in extremis” dalla maggioranza che si trova all’estremità ovest di viale della Repubblica all’intersezione con le vie Frassati e della Falcognana e confine con l’area del Green House.

Con il suddetto atto consiliare sono state anche fissate le date degli incontri pubblici attraverso le quali i cittadini sceglieranno quale area, fra quelle proposte, utilizzare per l’eco – centro.

Questo l’iter consultivo deliberato: la consultazione sarà effettuata attraverso tre giornate di incontro con la cittadinanza nell’ultima delle quali verrà richiesto ai presenti una manifestazione di volontà rispetto alle quattro opzioni proposte con la seguente modalità: giovedì 28 dicembre dalle ore 16.30 alle ore 18.30 presso l’edificio scolastico di via delle Molette – “A. Silvestri” in località Castelluccia; giovedì 4 gennaio dalle ore 16.30 alle ore 18.30 presso l’edificio scolastico di via Palaverta “Primo Levi” in località Frattocchie; sabato 13 gennaio dalle ore 10 alle ore 12 assemblea e dalle ore 12 alle ore 18 raccolta espressioni di volontà dei presenti presso l’edificio scolastico di via Prati – “A. Vivaldi” in località Santa Maria delle Mole.

 

La Nostra Voce

NOI DIAMO SPAZIO AL CITTADINO
BASTA CON LA POLITICA SUI SOCIAL
 
La Nostra Voce è anche La Tua Voce
 
Il Portale di Santa Maria delle Mole è nato proprio per tale scopo.
 
Indipendentemente dal nome, ci occupiamo di tutte le problematiche delle frazioni “a valle” del comune di Marino e quindi di: Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Portiamo avanti, già da anni e con evidenti risultati, questo impegno in modo assolutamente apolitico ed intendiamo sottolinearlo APOLITICO 

Perché questo:
In molti hanno tentato di percorrere tale strada ma alla fine si sono sempre dimostrati quel che intendevano mascherare; lavorare solo per scopi personali e di partito.
Infatti come potete tastare con mano:
- Tutti i siti tematici sono stracolmi di politica e pubblicità.
- Tutte le pagine e, ancor peggio, tutti i gruppi Facebook di zona sono ormai monopolizzati da tre/quattro individui che ci martellano dalla mattina alla sera di pubblicazioni politiche ed inserzioni pubblicitarie di attività in loco. Non portano benefici ma rimbalzano incessantemente informazioni già note!

Non è rimasto più spazio per chi vuole lamentarsi del solito malcostume comunale o di quelle problematiche che rendono difficile il quieto vivere perché soffocati da questo indecente comportamento.

Per tale motivo, noi APOLITICI ed ASCOLTATORI della comunità, abbiamo deciso di dare un taglio a tutta questa indecente volgarità di comportamento e dedicare delle aree per portare alla luce, solo e soltanto, le nostre difficoltà di vita.
Per la risoluzione delle problematiche ce ne occuperemo sul portale ed anche a suon di carte bollate, ove necessario!

 
Per qualsiasi problematica questo portale mette già a disposizione un Forum dove chiunque può dire la propria. Esiste anche la possibilità di intervenire sulle argomentazioni pubblicate periodicamente.

Per non creare troppa confusione e per coloro che non sono in grado di utilizzare tali strumenti ma sanno come muoversi sui social: abbiamo attivato degli Speciali Gruppi su Facebook per ogni frazione. Scegli il gruppo a te dedicato:
E’ ben inteso: A nessuna comunicazione politica, pubblicitaria o di semplice frivolezza verrà dato spazio.

 
Castelluccia e Fontana Sala:
Sono di Castelluccia - Fontana Sala ... senza SE
facebook.com/groups/castellucciafontanasalaplus/

Cava dei Selci:
Sono di Cava dei Selci ... senza SE
facebook.com/groups/cavadeiselciplus/

Due Santi:
Sono di Due Santi ... senza SE
facebook.com/groups/duesantiplus/

Frattocchie:
Sono di Frattocchie ... senza SE
facebook.com/groups/frattocchieplus/

Santa Maria delle Mole:
Sono di Santa Maria delle Mole ... senza SE
facebook.com/groups/santamariadellemoleplus/
 
Tutti questi gruppi sono gestiti da personale ultra qualificato e già facente parte della nostra redazione.
Esponete problemi ma mai parlare di politica, di attività commerciali, di ricette, cani e gatti smarriti e tutti quegli argomenti già martellanti altrove.

Siete i benvenuti a “Casa Vostra” ed il vostro smartphone smetterà di suonare o vibrare in continuazione per inutili motivi.
 

BENEDIZIONE PASQUALE DELLA FAMIGLIA E DELLA CASA

Il messaggio del Parroco Don Jesus ai fedeli parrocchiani


Tocca per approfondimenti