Nel numero di novembre de La Voce dei Castelli abbiamo pubblicato l’articolo: "Addio per sempre alla Fonte S. Pietro".
Il presidente del Consiglio Comunale, Sante Gabriele Narcisi, ci rassicura che «l'area in questione ha destinazione urbanistica "servizi", è collocata nel perimetro vincolato dal Parco dell'Appia Antica, non sono state rilasciate licenze a costruire (non sarebbe stato tecnicamente possibile) e di sicuro non sono previste variazioni al PRG».
Manterremo alto il livello di attenzione sulla questione.
La Redazione
Eleonora Persichetti![]() |
19/01/2020 Articolo letto 770 volte |
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Commento di: Massimiliano
Certo che se anche i giornalisti non conoscono la lingua italiana sbagliando la "a" con la "ha" siamo proprio un popolo destinato a estinguersi.
Commento di: Francesco Raso
Nessun errore di scrittura. Va semplicemente letta nel modo corretto.
l'area in questione:
- ha destinazione urbanistica "servizi"
- è collocata nel perimetro vincolato dal Parco dell'Appia Antica
- non sono state rilasciate licenze a costruire
notare le virgole nel testo originale
Commento di: Carlo Pistoia
Certo, non solo come cittadino, ma potenziale fruitore di un bene prezioso, elargitoci gratuitamente da Madre Natura, mi riesce difficile comprendere l'indifferenza degli uomini preposti alla salvaguardia di un bene vitale, non più fruibile, del loro essere sordi al diritto individuale di scegliere, sul proprio territorio, l'acqua migliore, dell'arroganza nel decidere sulla destinazione di un bene che, essendo dono della Natura, non può assolutamente essere ricondotto alla disponibilità di istituzioni prive del titolo della proprietà. Da che mondo è mondo, in forma più o meno figurata, gli uomini si dissetano alle fonti, quali erogatrici di vita. Tapparle, ostruirle, renderle inutilizzabili oltre che una negazione, ai diritti dell'uomo, offende l'etica, la morale e la necessità collettiva. Per poter fare, quello che è stato fatto, ci dovrebbe essere un mandato collettivo, talmente ampio, da giustificarne la finalità sociale e della fruibilità cittadina. Qualcosa che si ostruisce, o si chiude, si può sempre riaprire. Il comitato potrebbe rappresentare incisivamente, agli Organi preposti, tramite una petizione, l'esigenza di ripristinare la fruibilità di questo bene prezioso, superiore a molte altre acque, anche in una locazione diversa, ma sempre in ambito S.M. delle Mole.
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