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Federica Bruni Agente Immobiliare da anni, dopo aver compiuto gli studi di Architettura e dopo aver lavorato presso un’azienda di famiglia che si occupava di edilizia, ha potuto sviluppare tecniche conoscitive in merito alla cantieristica.
Si abilita presso la CCIAA di Roma e fa esperienza nel campo immobiliare affiancando per un periodo il vicepresidente FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari) per poi intraprendere l’attività di Agente Immobiliare su Roma e Castelli Romani.
 
 
Associata FIMAA, alla quale e’ iscritta dal 2009, grazie ai numerosi convegni e ai continui programmi formativi organizzati dall'associazione cui ha partecipato, ha acquisito una notevole e specifica competenza in materia, assistendo la clientela nelle compravendite e locazioni; nella cantieristica; offrendo servizi di consulenza sia immobiliare che per ciò che riguarda i finanziamenti oltre alle problematiche urbanistiche che alle valutazioni degli immobili.
 
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La magia della tab e la ricchezza del pentagramma

La magia della tab e la ricchezza del pentagramma Copertina (244)
Alfio La Rosa

 
15, 17, 19, 17, 15 a cosa ti fa pensare, ad un codice segreto?
No, il misterioso messaggio non è altro che una fantastica discesa e risalita nel regno dei tasti della Chitarra... la cosa fantastica è che non devi essere un maestro della teoria musicale per capire cosa fare.
 
Non hai bisogno di decifrare le note, la tab ti mostra esattamente quale tasto premere su quale corda, quindi è molto chiaro e immediato per i musicisti che non hanno esperienza con il pentagramma. È particolarmente utile per gli autodidatti, i principianti e coloro che vogliono apprendere brani musicali in modo rapido.
Basta seguire i numeri, seguire la sequenza senza dover studiare e, individuando le corde giuste, la melodia esce fuori. Inoltre, la tablatura è utile anche per rappresentare particolari tecniche come bending, slide, hammer-on e pull-off, whammy bar che sono comuni nella chitarra. La tablatura offre quindi vantaggi significativi rispetto al pentagramma, soprattutto per chi suona la chitarra: semplicità e immediatezza, focalizzazione sul manico, rappresentazione di tecniche specifiche, apprendimento rapido dei brani, pochi requisiti teorici, accessibilità e facilità per i principianti, adatta per strumenti a corde.
 
E gli Svantaggi? E’ limitata, perché NON fornisce informazioni sul ritmo o sulla durata delle note (se non tramite notazioni aggiuntive). Quindi, per comprendere appieno una canzone, è necessario conoscere la melodia e l’accompagnamento. Non è universale: è utilizzata per gli strumenti a corde e non può essere applicata ad altri strumenti. E’ meno espressiva: non è possibile indicare con la stessa profondità tutte le sfumature dinamiche, articolazioni e altre indicazioni che il pentagramma può fornire.
 
E chi preferisce il pentagramma? Nonostante i vantaggi della tablatura, il pentagramma è essenziale per una formazione musicale più completa, soprattutto se si suona musica classica, si lavora in orchestre o si suonano strumenti che richiedono una notazione più complessa. Inoltre, il pentagramma è preferito da molti musicisti perché offre una rappresentazione completa ed universale della musica. Permette di trasmettere non solo le note musicali, ma anche il ritmo, le dinamiche, le articolazioni e le altre sfumature musicali, che arricchiscono l'interpretazione di un brano. Il suo uso permette di riprodurre fedelmente l'intento del compositore e di mantenere l'integrità della partitura originale. Inoltre, la sua universalità lo rende adatto a qualsiasi strumento e a qualsiasi tipo di ensemble musicale. In particolare, nei generi classici e jazz, il pentagramma è essenziale per la coordinazione e la comunicazione tra i membri di un gruppo, per esempio un sassofonista e un chitarrista possono leggere la stessa melodia scritta sul pentagramma, adattando la musica al proprio strumento. Questo non sarebbe possibile con la tablatura, che è specifica per strumenti come la Chitarra. Leggere il pentagramma richiede una conoscenza delle note musicali e una comprensione più profonda della teoria musicale, è il sistema usato nei Conservatori e nelle Scuole di Musica.
 
Allora quali sono i vantaggi del pentagramma? Universalità e adattabilità suddetta, profondità, espressività e ricchezza musicale che permette una grande varietà espressiva. Quando un musicista legge una partitura, non solo suona le note, ma interpreta anche le sfumature emotive e tecniche suggerite da essa, arricchendo l’esecuzione di dinamiche è in grado di rappresentare facilmente la musica polifonica (più melodie che si intrecciano), in modo che ogni voce o strumento sia chiaramente visibile.
 
E gli svantaggi? La difficoltà iniziale. Leggere il pentagramma può essere difficile, per padroneggiarlo è necessaria una solida formazione musicale, che può essere un ostacolo per chi vuole iniziare a suonare rapidamente, infatti richiede una buona conoscenza della teoria musicale, la capacità di identificare le note e di comprendere il ritmo e la durata delle stesse, richiede studio continuo.
 
In sintesi mentre la tablatura è più immediata e utile per strumenti specifici come la Chitarra, il pentagramma è essenziale per i musicisti che vogliono comprendere la musica in modo più profondo e versatile. In definitiva, entrambi i sistemi hanno un posto fondamentale nel mondo della musica ed i musicisti più esperti sanno come utilizzare a seconda della situazione. Ad ogni modo per Suonare bene, non basta solo premere i tasti, devi farlo con passione perchè non è solo una sequenza di azioni e mosse, è il sentimento che metti in ogni nota che fa e farà sempre la differenza.
 
 
Mº Eugenio Altimari (Docente MusiCity Scuola Riconosciuta dalla Regione)

Riflessioni sul Festival di Sanremo

Riflessioni sul Festival di Sanremo Copertina (251)
Alfio La Rosa

 
L’uso della tecnologia su tutti i settori della vita umana, non poteva mancare nell’Arte musicale. Su questo concetto assodato, non è giusto e corretto fare recriminazioni in quanto il progresso va avanti quotidianamente portando vantaggi evidenti, viceversa porrei il punto su quando l’uso della tecnologia diventa massivo/estremo in un’Arte come la Musica.
 
L’uso delle “scorciatoie tecnologiche” (vedi anche il famigerato Autotune), già da un paio di decenni, non offre un riscontro qualitativo nel prodotto Canzone ed il Festival di San Remo, ogni anno, ce ne dà le prove.
 
I risultati sono evidenti: sempre più vanno avanti “Artisti” dalla dubbia preparazione musicale, costruiti a tavolino e dati in pasto ad una popolazione di ascoltatori sempre meno esigenti in quanto poco acculturata su questo settore. Anche quest’altro concetto è importante da capire, detto in altre parole: se per vent’anni ti danno solo cibo spazzatura, alla fine ti convinci che sia l’unica cosa buona da mangiare! Chiaro ora?
 
La colpa quindi non è affatto delle nuove generazioni, loro fanno quello che si è sempre fatto, ossia rompere con il passato, ritenuto vetusto a causa del classico conflitto generazionale che implica il cambiamento. La colpa risiede in chi avrebbe dovuto far conoscere, anche semplicemente con l’ascolto, la qualità musicale fino a quel momento espressa, contrariamente a quanto ad esempio, propongono le Radio che perseguono giustamente il solo profitto commerciale legato alla moda del momento… ma vuoi mettere la comodità di spingere un pulsante della Radio nella propria Auto al posto di portarsi dietro CD (per gli anni ’90) od addirittura musicassette (fino agli anni ’80) da propinare ai propri figli?
Peccato che il danno arrecato è stato ingente, musicalmente parlando.
 
Oggi si punta sul canto improvvisato, su artisti che scrivono nella loro cameretta e vengono lanciati su TikTok (per citare una fonte utile a tale scopo) con Forme musicali scontate (vedi la parte melodica), semplici e copiate (2 accordini basici, per la parte armonica) e con la ritmica affidata ai Sample mandati a Loop (dove fa tutto un Computer e “l’Artista” deve solo scegliere tra la vastità di possibilità offerte e cliccare su Play).
 
Le voci? Siamo passati da voci educate, tecnicamente preparate, capaci di sostenere una frase musicale con dinamiche, vibrato, messe di voce, gestione del fiato ed un vero controllo del suono, a voci che urlano, sbraitano, declamano, parlano e non cantano ma recitano sul beat, rifiutando ogni forma di studio musicale. Ecco questo è un punto saliente: non studiare la Musica (perché tanto per quello che va oggi serve relativamente) ti rende fenomeno passeggero, etichettato a vita per quello che sei: il nulla musicalmente parlando… e se non hai una preparazione professionale, che invece dovrebbe essere la normalità per affrontare le sfide prossime future, mi dispiace dirtelo ma non hai speranza.
 
Come affermò Giambattista Vico lumi fa, il percorso dell’esistenza della razza umana è fatto da “corsi e ricorsi storici…”, anche questa fase passerà e ci sarà un ritorno, anche se giustamente in modo diverso, alla tecnica ed alla Musica di spessore… è solo questione di tempo ma prima o poi avverrà.
 
Fatevi trovare pronti.
 
 
M° Alfio La Rosa (Direttore MusiCity)

L'Educazione Musicale

L'Educazione Musicale Copertina (237)
Alfio La Rosa

 
E' noto quanto sia sentita la necessità di affrontare l'Arte della Musica nel modo migliore e completo possibile per chiunque voglia proporsi in questo campo, a qualsiasi livello.
 
Afferma lo gerontopsichiatra tedesco Hans Gutzmann, quanto sia benefico stimolare un cervello con sfide nuove. Un esempio su tutti l'anziano, guai a pensare che la vita da pensionato debba essere soprattutto riposo e relax. La musica è ginnastica mentale! Se avete cessato l'attività lavorativa, studiatela, tanto più se non lo avete mai fatto prima nella vita!
 
Studiare musica, avvertono i neuropsicologi dell'università di Zurigo, aiuta a contrastare la degenerazione della corteccia cerebrale frontale.
 
Per far ciò è consigliabile affidarsi ad una struttura seria e professionale che oltre a dare una preparazione tecnica corretta, completa ed adeguata ai tempi correnti, si preoccupi e si impegni a preparare i propri allievi a ciò che la musica gli prospetterà dal momento in cui avranno ultimato gli studi: il gruppo, l'orchestra, la band ecc. sia nelle esecuzioni dal vivo che nelle registrazioni in Studio. Tutto ciò deve essere insegnato prevedendo quindi, nel percorso degli studi, l'interazione e la comunicazione con gli altri musicisti compagni di "viaggio", per così imparare ad esprimersi totalmente e liberamente dando vita così al linguaggio più ricco di sensazioni ed emozioni qual è la MUSICA.
 
E’ ovvio che questo sarebbe il percorso migliore ed opportuno da svolgere. In questo mese ci sarà la nota kermesse musicale sanremese, pensate che tutti i protagonisti abbiano fatto un tale percorso formativo per poi quindi calcare tale Palco?
 
Sono curioso di sapere la Vostra opinione al riguardo, ovviamente a Festival concluso, quando il giudizio potrà essere emesso a ragion veduta.
Se vorrete anche io mi esprimerò, anche se un’idea ben chiara ce l’ho già…
 
A presto,
M° Alfio La Rosa (Direttore MusiCity)
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